Sinodo sulla famiglia/3

I giovani e la paura di sposarsi

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Sì, no, forse

di Lucia Colombo e Michele Tridente* - Sposarsi non è mai stato semplice, sia per il significato della scelta che si compie sia per questioni prettamente finanziarie. Al giorno d’oggi, però, sposarsi, per due giovani, appare quasi una scelta controcorrente sia dal punto di vista culturale che da quello economico.

Infatti, il modello culturale dominante esalta l’individuo, l’autorealizzazione ad ogni costo, la libertà e le scelte non vincolanti: tutto è letto e interpretato secondo la logica della “convenienza”; come dice Papa Francesco, viviamo nella «cultura del provvisorio». D’altro canto la situazione economica dei giovani è spesso caratterizzata dal “precario”, dall’incertezza, dalla poca stabilità. È facile trovare giovani che arrivano alla soglia dei 30 anni non solo senza avere un lavoro fisso (che ormai sembra un’utopia), ma senza nemmeno sapere dove ricercare e costruire la propria stabilità, se nella propria città o in un’altra regione o addirittura un’altra nazione. In una realtà come questa, sembra quasi da sprovveduti anche solo parlare di matrimonio o di scelte che impegnino “a tempo indeterminato”. Anche le statistiche sono sfavorevoli: aumenti di divorzi e separazioni, aumento di convivenze meno impegnative dal punto di vista economico, ecc. Tutto sembra dire “Lasciate perdere! Chi ve lo fa fare?!”.

La verità è che è facile trovare motivazioni e scuse per non sposarsi... perché, mai come oggi, è difficile immaginare un “per sempre insieme”. La paura più grande infatti è quella di non poter tornare indietro. Perché sposarsi significa accogliere l’altro totalmente con tutti i pregi e i difetti che ha... e che avrà! È un cammino che costa fatica e che può richiedere anche tanti sacrifici, ma di cui non si vede e non si conosce la meta, oggi più che mai.

Le paure sono tante, eppure c’è anche la voglia di osare, di sfidare le statistiche e di costruire passo dopo passo una vita insieme, una famiglia. Papa Francesco nel suo discorso ai fidanzati il 14 Febbraio 2014 ha indicato la cura per questa paura: «Dunque come si cura questa paura del “per sempre”? Si cura giorno per giorno affidandosi al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi - passi piccoli, passi di crescita comune - fatto di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede. Perché, cari fidanzati, il “per sempre” non è solo una questione di durata! Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità.

Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani. Mi viene in mente il miracolo della moltiplicazione dei pani: anche per voi, il Signore può moltiplicare il vostro amore e donarvelo fresco e buono ogni giorno. Ne ha una riserva infinita! Lui vi dona l’amore che sta a

fondamento della vostra unione e ogni giorno lo rinnova, lo rafforza. E lo rende ancora più grande quando la famiglia cresce con i figli. In questo cammino è importante, è necessaria la preghiera, sempre. Lui per lei, lei per lui e tutti e due insieme. Chiedete a Gesù di moltiplicare il vostro amore. Nella preghiera del Padre Nostro noi diciamo: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Gli sposi possono imparare a pregare anche così: “Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano”, perché l’amore quotidiano degli sposi è il pane, il vero pane dell’anima, quello che li sostiene per andare avanti. Questa è la preghiera dei fidanzati e degli sposi. Insegnaci ad amarci, a volerci bene! Più vi affiderete a Lui, più il vostro amore sarà “per sempre”, capace di rinnovarsi, e vincerà ogni difficoltà».

*Vicepresidenti nazionali dell’Ac per il Settore Giovani