I Papi, il nostro satellite e dintorni

Guarda che Luna

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di Tommaso Marino* - In questi giorni in tutta la Terra, così bella e rotonda (la questione terrapiattista era già stata risolta secoli fa), si sta ricordando e celebrando il cinquantesimo compleanno dello sbarco del primo uomo sulla Luna. Un equipaggio, tre uomini all’interno di un razzo alto 111 metri - come un palazzo di più di trenta piani, che consuma 3 tonnellate di carburante al secondo -, ha puntato verso il cielo e, vincendo la forza di gravità, si è diretto verso il nostro satellite atterrandovi. Quella stessa Luna invocata da papa Giovanni XXIII all’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, la sera dell’11 ottobre 1962, non era più lontana.
Quel 20 luglio 1969 per la prima volta un essere umano è sceso su quella sfera per molti secoli ammirata dalla Terra e ispiratrice di poeti e scienziati. Anche la Chiesa ha sempre avuto attenzione alle questioni astronomiche e astrofisiche. Pio XII, al VII Congresso della federazione Astronautica Internazionale, il 20 settembre del 1956, dieci anni prima che un oggetto allunasse sul terreno lunare, parlando del desiderio dell’uomo di conoscere l’universo, diceva che «non vi sfugga, Signori, che un progetto di tale portata comporta aspetti intellettuali e morali impossibili da ignorare; esso postula una certa concezione del mondo, del suo senso, della sua finalità. Il Signore Dio, che ha deposto nel cuore dell’uomo il desiderio insaziabile di sapere, non aveva l’intenzione di porre un limite ai suoi sforzi di conquista, quando dice: «Sottomettete la terra» (Gen 2,28). È l’intera creazione che gli ha affidato e che Egli offre allo spirito umano affinché vi si immerga, potendo così comprendere sempre più in profondità la grandezza infinita del suo Creatore. Se fino ad oggi l’uomo si sentiva, per così dire, chiuso sulla terra e doveva accontentarsi delle informazioni frammentarie che gli provenivano dall’universo, sembra ora offrirglisi la possibilità di rompere tale barriera ed accedere a nuove verità ed a nuove conoscenze che Dio ha posto a profusione nel mondo. Il solo movente della curiosità o dell’avventura non riuscirebbero mai ad orientare correttamente sforzi di una tale ampiezza. Di fronte alle situazioni nuove che lo sviluppo intellettuale dell’umanità comporta, la coscienza deve prendere posizione; l’uomo dovrebbe approfondire la propria conoscenza di sé stesso e di Dio, per situarsi con maggiore precisione nella totalità del mondo, per meglio misurare la portata dei suoi gesti. Questo sforzo comune dell’umanità intera verso una pacifica conquista dell’universo deve contribuire ad imprimere maggiormente, nella coscienza degli uomini, il senso della comunità e della solidarietà, affinché tutti abbiano maggiormente l’impressione di costituire la grande famiglia di Dio, di essere figli di uno stesso Padre. Ma per penetrare tale verità, c’è bisogno tanto del rispetto del vero, della sottomissione al reale e di coraggio che di ricerca scientifica. Le più audaci esplorazioni dello spazio serviranno soltanto ad introdurre tra gli uomini un nuovo fermento di divisione se non procederanno di pari passo con una riflessione morale più approfondita ed un’attitudine più cosciente di dedizione agli interessi superiori dell’umanità».
Riguardando i discorsi e le considerazioni sulla tensione dell’uomo a scoprire nuovi territori e nuovi luoghi inesplorati, si trova che Pio XII, rivolgendosi ai partecipanti al Congresso mondiale di astronomia svoltosi a Roma il 7 Settembre 1952 ci ricordava che la «nostra piccola terra, la quale, con la mole delle sue catene montuose, con le sconfinate distese dei suoi oceani e dei suoi deserti, con la violenza del suoi uragani, delle sue eruzioni vulcaniche e dei suoi movimenti sismici, ci appare talvolta tanto vasta e potente. Eppure un raggio di luce percorrerebbe, in un solo minuto secondo, il giro del nostro equatore più di sette volte; in poco più di un secondo — veramente in un batter d’occhio — raggiungerebbe la nostra vicina, la luna; in poco più di otto minuti il sole….». Fornendo così alcuni elementi di fisica e considerando la Luna come parte di un esperimento scientifico.
Ripercorrendo ulteriormente i contributi papali sul tema, troviamo che, al numero 20 della Enciclica papale Populorum Progressio, al paragrafo relativo alla condizione umana e al suo desiderio di scoperta, papa Paolo VI ha affermato che «se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor di più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un umanesimo nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso, assumendo i valori superiori d’amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane».
Il rapporto con lo Spazio è sempre stato al centro della riflessione degli uomini di Chiesa, sino ad arrivare all’intervista che Papa Francesco ha voluto fare all’astronauta italiano Paolo Nespoli, che passerà il testimone, il prossimo 20 luglio, a Luca Parmitano, in partenza alla volta della stazione spaziale internazionale, avamposto dell’uomo nello spazio abitato sin dall’anno 2000, con il compito di capitano di missione.
Papa Francesco ha rivolto a Paolo Nespoli, il 26 ottobre del 2017, alcune domande sul significato dell’esplorazione e sulle motivazioni che portano l’uomo a esplorare il limite scientifico e a provare a superarlo.
Buzz Aldrin, il secondo uomo in assoluto e uno dei dodici uomini ad aver camminato sul suolo lunare, ha riportato in un video intitolato “Il sogno dell’Apollo” alcuni versetti del Capitolo 8 dei Salmi,

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

Quasi a certificare la bellezza del mondo visto da lassù.

Rimanendo sulla Terra, per scrutare il cielo la Santa Sede si è dotata, nel corso del tempo di diversi strumenti di osservazione del cielo. Inizialmente ha allestito, nel 1578, la Torre dei Venti, uno degli osservatori astronomici più antichi al mondo. Da lì i gesuiti prepararono al modifica al calendario che da li a pochi anni sarebbe stato pubblicato. A causa dell’inquinamento luminoso furono necessari successivi traslochi. Il 14 marzo 1891, a seguito della pubblicazione del Motu proprio Ut mysticam, Leone XIII fondò l’Osservatorio sul colle Vaticano, dietro la Basilica di San Pietro per poi dargli una ulteriore sede in un villino all’interno dei giardini vaticani, prima di trasferirsi fuori Roma per la troppa luce presente in città. L’osservatorio quindi si trasferì una prima volta da Roma a Castelgandolfo e successivamente all’estero per andare in una zona del pianeta a basso  inquinamento luminoso: Nel 1981 fu decisa l’apertura di un centro di ricerca in Arizona e venne creato il Vatican Observatory Research Group a Tucson. Attualmente la Specola vaticana è diretta Guy Consolmagno, un gesuita e astronomo statunitense, che ha scritto l’interessante libro divulgativo Battezzeresti un extraterrestre?, una riflessione sulla possibilità di vita extraterrestre, un tema che con le attuali e future missioni sul pianeta Marte apre alla riflessione e all’approfondimento sul possibile rapporto con altre civiltà esistenti al di fuori del nostro piccolo perimento terrestre.

*Segretario nazionale del MLAC e Coordinatore nazionale Settimana Mondiale dello Spazio (WSW Italia)

Per approfondire sul web:
- Discorso alla luna di Giovanni XXIII - video
https://www.youtube.com/watch?v=QoShzJiwop4

- Sito web della Specola vaticana
https://www.vaticanstate.va/it/organismi-scientifici/specola-vaticana.html

- Colloquio del Santo Padre Francesco con Paolo Nespoli in collegamento con la Stazione Spaziale Internazionale - 26 Ottobre 2017
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/october/documents/papa-francesco_20171026_collegamento-astronauti.html

- Discorso Pio XII alla Federazione Astronautica Internazionale – 20 Settembre 1956
http://disf.org/pio-xii-federazione-astronautica

- Discorso di Pio XII ai partecipanti al Congresso Mondiale di Astronomia – Roma, 7 Settembre 1952
https://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1952/documents/hf_p-xii_spe_19520907_la-presence.html

- Motu Proprio Ut Mysticam di Papa Leone XIII
http://disf.org/leone-xiii-ut-mysticam

- Enciclica Populorum Progressio
http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html