Economia, società e ambiente: i pilastri della sostenibilità nell’enciclica «Fratelli tutti»

Gli “obiettivi” di Francesco

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di Katia Furlotti*- L’enciclica Fratelli tutti che papa Francesco ha firmato lo scorso ottobre delinea un’idea, un progetto, di comunità fondata sull’attenzione alla vita, e soprattutto sulla tutela della qualità della vita, che si snoda attraverso scelte di carattere ecologico, sociale ed economico.

Ed è proprio la lettura trasversale della realtà odierna in questa prospettiva sinergica (economia-società-ambiente) che permea la proposta di Francesco per una società e una cittadinanza capaci di porre al centro delle scelte, anche politiche, l’equità, la tutela dei diritti e l’assunzione di responsabilità. In questa visione, la solidarietà e la fratellanza sono le leve su cui agire per garantire la cura e la tutela di ogni vita, non in un’ottica individualista e autocentrata, ma con uno sguardo collettivo nella consapevolezza che «nessuno si salva da solo», come il pontefice ha efficacemente ricordato nei giorni più bui della pandemia pregando in una Piazza San Pietro vuota, ma densa di comunione.

L’intreccio sinergico di aspetti sociali, ambientali ed economici è alla base del concetto di sostenibilità e di sviluppo sostenibile, definito come «quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri» (Rapporto Brundtland, 1987). Tali riflessioni sono sempre più spesso al centro dell’attenzione nei consessi sociali, politici, economici e istituzionali, per la ormai diffusa consapevolezza della necessità di ricercare, nelle scelte e nelle strategie di sviluppo, un simultaneo ed armonico progresso delle tre dimensioni. Lo sviluppo economico deve accompagnare e favorire la crescita del benessere sociale, attraverso la promozione di società eque e pacifiche, in cui la qualità della vita e le pari opportunità, intergenerazionali e intragenerazionali, siano imprescindibili obiettivi e motori dell’agire quotidiano. Le riflessioni di carattere ambientale, che derivano dalla urgente necessità di porre le questioni climatiche al centro dell’attenzione, si intrecciano indissolubilmente con gli aspetti sociali ed economici, richiedendo un cambiamento sia nel modo di fare economia e di fare impresa (papa Francesco esorta a una economia creativa), ma anche un radicale cambiamento nelle scelte personali e collettive. È necessario educarsi a rivolgere lo sguardo oltre il personale e immediato effetto delle proprie azioni per considerare anche, e soprattutto, gli impatti sociali ed ambientali scaturenti da ogni decisione, dalle più semplici e quotidiane scelte di consumo alle più strategiche decisioni politiche e di governo, sul piano nazionale e internazionale.

In questo senso, per incoraggiare e favorire un’attenzione all’impatto a 360 gradi dell’agire umano, sono sempre più diffusi strumenti pensati per aiutare singoli, comunità, governi e mondo imprenditoriale a impostare e seguire percorsi improntati alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile. In questa direzione vanno, ad esempio, gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), cuore dell’Agenda 2030 dell’Onu che affrontano tematiche chiave in una prospettiva di sostenibilità. I 17 obiettivi, strutturati in 169 sotto-obiettivi, mirano a porre fine alla povertà e a combattere l’ineguaglianza, assicurando a tutti, indipendentemente dal genere, dall’età o dalla nazione di appartenenza, accesso alla salute, alle risorse e all’educazione. Inoltre, gli SDGs richiamano aspetti connessi allo sviluppo economico, ponendo attenzione alla necessità di una crescita economica duratura e inclusiva, attuabile solo attraverso la garanzia di piena occupazione e di lavoro dignitoso per tutti. Infine, numerosi obiettivi sono direttamente dedicati alla tutela ambientale e alla lotta al cambiamento climatico, ponendo attenzione alla salute di oceani e mari, all’uso delle risorse e alla tutela dell’ecosistema terrestre.

Particolarità degli obiettivi è che le strategie di perseguimento di ognuno di essi innescano un circolo virtuoso, capace di stimolare l’attenzione e portare ad avanzamenti anche sul fronte degli altri. Gli SDGs devono, infatti, essere considerati nella loro interezza e solo il loro armonico perseguimento può, portare alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile, a un progresso equo e a un cambio di paradigma socio-economico.

Gli SDGs chiamano in causa tutti noi, nella nostra quotidianità, come persone, famiglie, cittadini, lavoratori, ma riguardano anche le comunità, i governi, le imprese, le istituzioni. In ogni contesto, personale o comunitario, siamo chiamati a ricordarci che le nostre scelte da quelle più strategiche a quelle quotidiane posso aiutare al raggiungimento degli obiettivi, ogni avanzamento dei quali porta a un miglioramento anche degli altri.

Uno sviluppo economico che ponga al centro la società e l’ambiente è proprio il tema centrale dell’enciclica Fratelli tutti, che, se richiama in numerosi passaggi gli elementi imprescindibili che guidano i processi di sviluppo sostenibile, è proprio nella sintesi del titolo – Fratelli tutti – che sottolinea il messaggio essenziale: tutti siamo chiamati ad agire per un futuro sostenibile e questo futuro deve essere per tutti. Nessuno si salva da solo e nessuno può essere dimenticato.

*Componente del Centro studi dell’Azione cattolica italiana