Giuseppe Toniolo

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Giuseppe Toniolo nasce a Treviso il 7 marzo 1845. Laureato in Giurisprudenza a Padova nel 1867, rimane nello stesso ateneo in qualità di assistente, sino al 1872, trasferendosi successivamente a Venezia, a Modena e, infine, a Pisa, dove rimane come professore fino alla morte. Nel 1878 sposa Maria Schiratti, dalla quale ha sette figli. La sua è un'esperienza di famiglia ricca di tenerezza e di preghiera, una famiglia dove la Parola di Dio è di casa.

Comincia a interessarsi attivamente all’Opera dei Congressi. Nel clima culturale del tempo, si impegna perché i cattolici siano presenti nella società civile. In quel momento essi cominciano a formare associazioni a tale scopo. Sulla scia di questa organizzazione, il 29 dicembre 1889, a Padova, viene costituita l’Unione cattolica per gli studi sociali, il cui presidente e fondatore è proprio Giuseppe Toniolo il quale, nel 1893, dà vita alla “Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie”. Toniolo elabora una sua teoria sociologica, che afferma il prevalere dell'etica e dello spirito cristiano sulle dure leggi dell’economia. Dal 1894 in poi diviene uno degli animatori del movimento della “democrazia cristiana”. È il fondatore delle Settimane sociali nazionali. Negli ultimi anni della sua vita, preoccupato della guerra in corso, elabora uno statuto di diritto internazionale della pace che affida al Papa. È stato dichiarato Venerabile il 14 giugno 1971. Il 29 aprile 2012 sarà proclamato Beato. 

 

LA VITA

Una biografia più ampia

Bibliografia

Emerografia

GLI SCRITTI

Scritti sullo studio

Scritti spirituali

Scritti ecclesiali

Scritti civili

Lettere alla famiglia

I LEGAMI

Toniolo e l'Ac

Toniolo e la Fuci

Toniolo e l'Università Cattolica

Toniolo e Treviso

Toniolo e Vittorio Veneto

Toniolo e Pisa

La causa di beatificazione

Il 29 aprile 2012 Giuseppe Toniolo sarà beatificato a Roma, presso la Basilica di San Paolo fuori le mura.

2011, il decisivo passo in avanti

Il 14 gennaio 2011 il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante «un miracolo, attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Giuseppe Toniolo».

L’iter: 1933 - 1971 - 2001

«L’iniziativa per l’avvio della Causa di beatificazione di Giuseppe Toniolo è merito della FUCI. Furono i fucini, infatti, che in un’assemblea dei Presidenti tenuta a Firenze il 21 maggio del 1933 se ne fecero promotori, inviando una lettera postulatoria a mons. Gabriele Vettori, Arcivescovo di Pisa, città dove Toniolo era a lungo vissuto, e a mons. Eugenio Beccegato, Vescovo di Ceneda (Vittorio Veneto), diocesi a cui appartiene Pieve di Soligo, dove riposano le sue spoglie mortali. La lettera, firmata da Igino Righetti e da mons. Guido Anichini, esordiva così: «Le Associazioni Universitarie di Azione Cattolica, anche alla distanza di tre lustri dalla morte del prof. Giuseppe Toniolo, sentono di essere obbligate verso la Sua venerata persona, che in tempi difficili e torbidi seppe tenere alto, nelle aule scolastiche superiori d’Italia, il prestigio della scienza cristiana e alle giovani generazioni fu esempio splendidissimo di vita santa, tutta impiegata nell’adempimento dei doveri domestici e pubblici e consumata nobilmente nell’affermazione dei principi cristiani nella vita sociale. Il nome di Giuseppe Toniolo infatti vive ancora nelle università italiane, per la fama della sua dottrina e per merito dei suoi discepoli che lo hanno seguito nell’apostolato dell’insegnamento; vive soprattutto, il nome suo, tra i cultori della sociologia cristiana instaurata da Leone XIII, immortale autore della Rerum novarum, e nelle associazioni studentesche, che furono le accolte dell’Azione Cattolica a lui più care e dalle quali sperava tanto, per la diffusione delle dottrine sociali e del pensiero cristiano in generale». Alla FUCI si aggregò subito l’intera Azione Cattolica, presieduta da Augusto Ciriaci e assistita da mons. Giuseppe Pizzardo. Più tardi (1942) entrerà nel Comitato anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore. La richiesta fu subito accolta dalla competente autorità e si iniziarono i processi informativi: dal 1934 al 1941 si svolse il Processo ordinario a Pisa, mentre alcuni processi si svolsero per rogatoria (Roma, Genova, Torino, Milano, Brescia, Ceneda). Su questa base, concluso anche l’esame degli scritti del Toniolo, si poté introdurre il processo apostolico (7 gennaio 1951). Furono istruiti processi a Pisa (1951–54), a Roma (1951–53), a Vittorio Veneto (1951–53), a Milano (1951–54). In tutto furono ascoltati 54 testi, e tra essi alcuni di grande notorietà: dal card. Pizzardo al futuro card. Bevilacqua, da don Luigi Sturzo al conte Giuseppe Dalla Torre, dalla principessa Cristina Giustiniani al p. Agostino Gemelli. Il processo approdò al decreto di eroicità delle virtù emanato, su disposizione di Paolo VI, il 14 giugno 1971.

Da allora il Toniolo è venerabile. Ai fini della Causa, è questo il tempo della sensibilizzazione della comunità cristiana, della conoscenza della figura del Servo di Dio, e soprattutto della preghiera. Per la Beatificazione si attende infatti solo il segno di un “miracolo” compiuto per intercessione del Servo di Dio.

+ Domenico Sorrentino (Postulatore, Arcivescovo - Vescovo della diocesi di Assisi-Nocera umbra-Gualdo Tadino)

 

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