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Erasmus+ SVYO

Giovani e fede

A Malta presentati i risultati della ricerca condotta nell’ambito del progetto Erasmus+ SVYO

Un italiano, un rumeno, uno spagnolo e un maltese. Sembra l’inizio di una barzelletta, invece è quanto abbiamo vissuto tra il 24 e il 26 novembre a Malta. Durante quei giorni, noi e altri circa 50 rappresentanti di questi Paesi ci siamo ritrovati lì per una delle tappe finali del progetto progetto Erasmus+ “Supporting Volunteers in Youth Organisations” (SVYO), cui l’Azione cattolica italiana attraverso il Settore Giovani partecipa insieme a Żgħażagħ Azzjoni Kattolika (Malta), Acţiunea Catolică din România (Romania), Acción Católica General (Spain), in collaborazione con il Forum Internazionale Azione Cattolica (FIAC). Il progetto SVYO si è sviluppato durante tutto il triennio, a partire da marzo 2021, e il suo obiettivo è stato quello di indagare le esigenze dei giovani cristiani in un’analisi che unisce aspetti quantitativi e qualitativi, per comprendere in che modo come responsabili, educatori e animatori possono rispondere a tali bisogni, arricchendo i percorsi formativi che pensiamo nelle nostre associazioni. 

In questa occasione abbiamo avuto il piacere di esplorare i risultati della ricerca comparata tra i diversi paesi coinvolti – a breve disponibile online – che ci ha offerto un quadro unico sui giovani e la fede.

Il programma di queste tre giornate è iniziato venerdì mattina con un convegno in cui sono stati presentati i risultati della ricerca, con la presentazione della metodologia e dell’approccio utilizzato nella raccolta dei dati.

Obiettivo dei diversi workshop, che si sono poi susseguiti nel resto del weekend, è stato poi quello di approfondire i risultati emersi, oltre che concentrarci sui punti di forza, debolezza, bisogni e opportunità delle nostre organizzazioni. A partire dal livello internazionale, abbiamo cercato di ripensare i risultati, confrontandoli con le varie realtà e trovando punti comuni e differenze. È stato un esercizio di comunità, di ascolto, di proposte e di scambio in quanto ogni paese ha le sue peculiarità ed è stato interessante confrontare il nostro percepito con quello degli altri. 

Durante questi giorni l’idea di collaborazione e cooperazione è stata la base da cui partire, consapevoli che solo camminando insieme il peso delle sfide associative e umane che ci poniamo, viene dimezzato. Vivere a pieno quello che l’AC alla fine rappresenta: le relazioni e la cura di un cammino di fede condiviso. 

Ed è quello che abbiamo potuto condividere con i giovani responsabili delle Ac di tre paesi diversi, con vissuti diversi, ma con uno stesso obiettivo: il bene di giovani e giovanissimi che incontriamo sul nostro cammino e che siamo chiamati a far crescere all’interno della comunità. 

Non sono mancati momenti di festa e di preghiera, per cui certamente le differenze linguistiche non hanno rappresentato un ostacolo, ma sono state piuttosto la dimostrazione di quanto la fede può davvero unire e come mai potrà dividere. 

Abbiamo vissuto dei momenti di comunione con la Chiesa locale anche attraverso la partecipazione del vescovo Mons. Galea Curmi, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Malta, che ha celebrato la Messa all’interno del Museo dell’Aviazione di Malta. 

Insieme alle sessioni di lavoro, abbiamo avuto la possibilità di godere delle bellezze dell’isola visitando la capitale La Valletta, e la città più storica nonché antica capitale Mdina. Un tuffo tra i suoi vicoli nella suggestiva cornice di una sera di luna piena che ha reso tutto più magico. Il sabato la più classica delle “cene internazionali” con tavoli ricchi di prodotti tipici per favorire uno scambio, anche culinario. 

Torniamo a casa carichi e arricchiti di esperienze e incontri che ci aprono lo sguardo e riempiono il cuore.

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