Essere prete in Ac. Con passione

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di don Tony Drazza* - Come sempre sono in ritardo. Mi avevano chiesto una riflessione sul convegno e io ho sempre rimandato facendo leva anche sulla grandissima bontà e pazienza del richiedente. Un po’ come tutti i preti ci sono sempre mille cose da fare e qualche volta qualche cosa scappa. E allora quando mi sono deciso che non potevo più rimandare, mi sono chiesto da dove cominciare e mi è venuto questo lampo di genio, e…

….ho riletto l’articolo 10 dello statuto dell’Azione cattolica, che così recita: “Nell’Azione cattolica italiana i sacerdoti assistenti partecipano alla vita dell’associazione e delle sue articolazioni, per contribuire ad alimentare la vita spirituale e il senso apostolico e a promuovere l’unità.”

È sempre bello rileggere, anche solo per passare il tempo, le fonti. Ed è interessante vedere come mentre ti inventi mille acrobazie per poter scrivere qualcosa sul convegno assistenti, ti accorgi che in un articolo di 4 righe c’è il senso di tutto. Viene disegnato il cammino dell’assistente in Ac.

Se non fosse per la brevità consegnerei solo le 4 righe dello statuto dicendo: questo è quello che vogliamo raggiungere partendo dal convegno. Sì, perché noi abbiamo il desiderio di ripartire dal convegno. Questo momento di sosta dovrà essere il tempo per ridirci alcune cose, di riguardarne altre. Sarà interessante riscoprire il senso del nostro servizio e dirci che sprecare del tempo in Ac è una cosa bella anche per un prete che ha moltissime cose da fare.

Viviamo in una stagione di Chiesa intensa, interessante, piena di stimoli. Papa Francesco, ogni volta che può, ci ricorda che non possiamo starcene fermi a “contare quanti siamo”, ma che dobbiamo spingerci fin dove il cuore può arrivare e anche oltre, se è necessario. Il presidente nazionale ci ha ricordato in un’intervista a Jesus nei giorni precedenti all’Adesione che Papa Francesco ci spinge a correre incontro alla vita delle persone per farcene carico e innescare processi di umanizzazione.

Per mettere piedi e cuore dentro questo grande periodo di bellezza e di grazia, abbiamo bisogno di riscoprire la partecipazione e la vita spirituale. Questo percorso lo facciamo da preti che, tra mille cose, donano del tempo al servizio in Ac.

Parleremo di passioni, di vita, di esperienze; ci racconteremo come l’Ac può rendere interessante ogni momento piccolo della nostra vita. Con le esperienze del Progetto carcere di Napoli e della Parrocchia Cortile di Carpi, scopriremo che la vita spirituale intensamente vissuta si manifesta poi in “piccoli” gesti di attenzione e delicatezza nei confronti della gente che di solito incontriamo.

Passione per la vita, passione per la laicità, passione per la Chiesa sono le tre grandi strade che percorreremo in questi giorni di riflessione. Aiutati da persone “appassionate”, proveremo poi a metterci in cammino sui percorsi che ci aiuteranno a tracciare. L’idea è proprio questa: il convegno non vogliamo solo celebrarlo e poi metterlo da parte. In questi giorni vorremmo iniziare un percorso che ci porterà a comprendere sempre più la partecipazione dei sacerdoti all’interno dell’Ac. Ancora, ci chiederemo quale spiritualità per l’Ac. Come la nostra vita di preti può aiutare tutti a vivere, prima di ogni servizio associativo, una profonda vita spirituale.

Incontri, riflessione, amicizia e dialogo saranno gli ingredienti che vivremo nei prossimi giorni (19-22 gennaio 2015). 

Accanto a tutto questo vivremo anche un momento per ricordare e rivolgere gli occhi alla storia. Cento anni dalla Prima guerra mondiale. Per andare avanti occorre guardare e ricordare quello che è successo prima di noi. L’Ac da sempre vive con gli occhi e il cuore attenti alla vita e alla storia. E così vogliamo continuare a vivere.

*Assistente ecclesiastico centrale – Settore Giovani di Ac