Diario al tempo del coronavirus/ Padova

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di Francesco Simoni* - Negli ultimi giorni di febbraio 2019 l’epidemia di Covid-19 ha coinvolto la provincia e la diocesi di Padova. Una dopo l’altra moltissime iniziative dell’Azione Cattolica diocesana sono state sospese, a cominciare dall’assemblea diocesana elettiva, prevista inizialmente proprio per il 23 febbraio. Come associazione diocesana abbiamo però subito intuito che la sospensione degli incontri non interrompeva l’esperienza di Ac, ma la indirizzava verso sfide nuove, verso opportunità inedite.
L’impegno per far essere Azione Cattolica nonostante le restrizioni comportate dal Covid-19 si è espresso in alcune attenzioni e proposte rivolte ai soci di Ac #DistantiMaVicini, ma molti sentivano forte la spinta a fare del bene.
L’occasione è venuta dall’esperienza di alcuni di noi medici, infermieri e operatori sanitari che già toccavano con mano la profondità della sofferenza dei malati nei reparti di malattie infettive, o lo smarrimento degli anziani confinati in isolamento nelle case di riposo, e che hanno pensato a un piccolo gesto per rendere più umane le cure.
«Ci vorrebbero dei tablet» – ha detto un giorno un collega, interpretando così il desiderio di un contatto con le persone care che è un’esigenza vitale per i pazienti affetti da Covid-19, in stretto isolamento nelle camere di un ospedale – e a questo pensiero l’Azione Cattolica di Padova ha prestato la sua rete e i suoi canali di comunicazione.
Ci aspettavamo di raccogliere qualche centinaio di euro per un paio di ospedali nella diocesi, ma la risposta delle persone ci ha travolto, e ci troviamo ora con più di 12mila euro, quasi 60 tablet in corso di consegna in dieci ospedali Covid-19 del Veneto (Padova, Verona, Trecenta, Jesolo, Santorso, San Camillo di Treviso, Sacro Cuore di Negrar, Villafranca, Dolo, Belluno), tre ospedali fuori regione (Rovereto, Trento e Pordenone) e diverse case di riposo (tra cui Este, Monselice, Alano di Piave e Fonzaso).
La grande generosità di chi ha donato ci fa riflettere, e ci impegna a disporre della fiducia riposta in noi con responsabilità altrettanto grande. L’Ac di Padova si è fatta strumento per distribuire il desiderio di bene e solidarietà che era già presente nel cuore di tanti; siamo felici di aver contribuito in piccola parte ad alleviare la solitudine di chi vive questi giorni di prova.

*Presidente diocesano dell’Ac di Padova