Diario al tempo del coronavirus/ Forlì-Bertinoro

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Il Settore Giovani di Ac della diocesi di Forlì-Bertinoro, insieme al Comune di Forlì, l’Agesci, la Caritas diocesana, la Pastorale Giovanile e CL, in uno spirito di grande collaborazione e coordinamento, da oltre un mese, per far fronte alle necessità cui l’emergenza sanitaria in corso costringe l’intera popolazione, ha dato vita a una serie di iniziative di solidarietà.  Attraverso la Spesa a domicilio, vengono serviti oltre 500 cittadini ogni giorno; con l’iniziativa Pasto gratis a casa, due ristoranti di Forlì offrono quotidianamente 10, e ogni domenica 50 pasti ad anziani scelti dal Comune. Inoltre, con la Caritas diocesana, vengono preparati e consegnati regolarmente pacchi alimentari. Tutto ciò viene realizzato grazie al contributo di 150 volontari, anche se si raccolgono molte altre disponibilità quasi ogni giorno.

Di seguito, la testimonianza Giulia Brandinelli

Mi chiamo Giulia, 26 anni, sono un'ostetrica in cerca della propria strada e  un'educatrice di Azione Cattolica. Da quando è iniziata la quarantena, più di un mese fa, ho deciso di dare la mia disponibilità come volontaria per portare la spesa a domicilio ai cittadini. Oltre che un’iniziativa essenziale mi è sembrata anche un’ottima occasione per rendermi utile in maniera costruttiva e fare la mia parte. Con questo spirito ho accettato di rendermi disponibile e così, il caso ha voluto che incontrassi una gentile signora del mio quartiere, mai incrociata prima, e che il mio servizio fosse diretto tutte le settimane sempre a lei. Lei, ogni settimana, puntuale come un'orologio svizzero, chiama per richiedere il servizio di cui ha stretta necessità.  E così, spesa dopo spesa, è entrata nella mia quotidianità, oggi molto diversa da quella di due mesi fa. L’incontro con lei è sempre così strano, fatto di distanze mantenute per necessità, di occhi che sorridono dietro ad una mascherina e di poche parole scambiate sulla soglia di casa. Sì, poche parole ma quelle essenziali, quelle che interessano davvero, e non quelle dette tanto per passare il tempo, quelle di cui ascolti la risposta sinceramente perché ti interessa e sai che probabilmente saranno le sole che lei scambierà con qualcuno in carne ed ossa per quel giorno. Quando sei costretto a togliere così tanto dalla tua vita ti rendi conto delle cose superflue ed è allora che vedi rimanere l’essenziale, ridotto alla sua ossatura, fatto di poche cose ma che hanno un profilo luminoso, e come una piccola candela, riescono a rischiarare il buio intorno a te. Mi sono sorpresa più di una volta a chiedermi come sarà il nostro rapporto dopo la quarantena e devo essere sincera, non ne ho proprio idea, ma sono sicura che in qualche modo sarà e che il seme gettato troverà modi inaspettati per germogliare. Certo, questa è un’importante iniziativa attivata in risposta ad un bisogno primario, ma è per me, la grande opportunità di restare una persona vera. Non è facile in questo periodo, mi rendo conto che la paura porta all’indifferenza; ma facendo un passo nel tentativo di oltrepassare quella paura ci si rende conto che è proprio l’altro la cosa più preziosa, è chi incontri rimanendo sulla soglia di casa a spingerti a tenere accesa la tua luce in un momento in cui sembra inutile farlo. Ti rendi conto che  questa non è una scelta facoltativa ma di necessità, per te stesso e perché colui che incontrerai ha bisogno di veder brillare qualcosa di più che la lista della spesa.