Bilancio di sostenibilità. Su “Buone Notizie” del «Corriere della Sera» articolo del Presidente nazionale Ac

ECOLOGIA SOCIALE IN AZIONE (CATTOLICA)

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di Matteo Truffelli* - Nei giorni scorsi l’Azione Cattolica Italiana ha pubblicato il suo secondo Bilancio di sostenibilità. Uno strumento prezioso che, per quanto introdotto da pochissimo nella vita dell’associazione, ha incontrato un grande favore suscitando partecipazione nella realizzazione e nella diffusione dentro di essa, attenzione e curiosità al di fuori. Può sembrare inusuale che una realtà prettamente ecclesiale come l’Azione Cattolica (quasi trecentomila soci tra ragazzi, giovani e adulti, presenti su tutto il territorio nazionale, con più di un milione di persone coinvolte nelle attività associative) abbia scelto di imboccare la strada della rendicontazione, adottando uno strumento rigoroso come il Bilancio di sostenibilità. La decisione, maturata attraverso un lungo percorso, è stata presa perché l’associazione ha visto in questo strumento un’opportunità importante per accrescere la propria autoconsapevolezza.

È una scelta di responsabilità e di trasparenza: nei confronti dei propri aderenti e dei numerosi e diversificati stakeholder dell’associazione, che non a caso abbiamo voluto riunire nel percorso di compilazione del Bilancio, chiedendo loro di partecipare a un focus group. Siamo convinti, infatti, che per essere sempre più a servizio della Chiesa e del Paese occorra aprirsi al contributo, ai suggerimenti e alle richieste di tutti coloro, soci e non, che guardano all’Azione Cattolica con speranza, aspettative, o anche solo con curiosità. Infine è stata una scelta di condivisione: un modo per raccontare ciò che altrimenti potrebbe rischiare di rimanere invisibile. Il tanto, tantissimo di bene che l’Azione Cattolica fa in maniera ordinaria e silenziosa, attraverso le decine di migliaia di persone che si impegnano attraverso di essa e i milioni di ore che donano ogni anno per offrire un servizio educativo, culturale, civile.

L’auspicio è che questa strada venga seguita anche da altre realtà ecclesiali. La Laudato si’ di Papa Francesco è il primo documento in cui emerge in modo esplicito la parola sostenibilità, ma il magistero sociale della Chiesa ha sempre parlato, da oltre cento anni, di sviluppo integrale della persona e delle comunità, di custodia del creato e di giustizia. La Laudato si’ è del luglio 2015: due mesi dopo nascerà Agenda 2030 dell’Onu, con i 17 obiettivi che abbiamo preso come riferimento nel nostro bilancio. D’altronde Papa Francesco mette in luce l’esistenza di un legame tra approccio ecologico e sociale che va incontro, anzi supera quegli obiettivi. Agire tocca a ciascuno di noi, anche alle tante realtà che operano a partire dall’appartenenza ecclesiale. Saremmo molto contenti se altri prendessero spunto dal nostro lavoro per incamminarsi sulla strada della sostenibilità e della sua rendicontazione. La troverebbero ricca di belle sorprese.

*Articolo pubblicato da “Buone Notizie” 28(2020), pg.7 – «Corriere della Sera» del 21 luglio 2020