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Adulti e giovani a Lisbona, una GMG intergenerazionale.

E nella vita, per ottenere le cose, bisogna allenarsi a camminare

Tre anni fa, in occasione del 20° anniversario della GMG di Roma, scrivevo sul mio profilo facebook queste parole:

“In questi giorni ricorre il 20° anniversario dalla meravigliosa Giornata Mondiale della Gioventù di Roma dell’anno 2000, un’esperienza che ho vissuto da giovane ventenne insieme al mio #gruppogiovanidiac e che ancora ricordo come una delle esperienze più belle della mia vita, che ha contribuito a rendermi l’adulto che sono oggi. É per questo che, a Dio piacendo, sogno di accompagnare i miei #giovanidelcuore alla GMG di Lisbona nel 2023, per far vivere loro la stessa esperienza di gioia e di fede, di Chiesa e fraternità universale, di spirito di adattamento ed essenzialità…”.

È in queste parole che si riassume il motivo per il quale ho deciso, dopo 23 anni, di tornare alla GMG, ma stavolta nelle “vesti” di adulto accompagnatore di 10 giovani della mia AC parrocchiale: perché sono convinto che la GMG sia una esperienza da vivere per ogni giovane che nella propria vita vuole arrivare lontano. E chi vuole andare lontano deve imparare a camminare!

Ce lo ha ricordato lo stesso papa Francesco il 5 agosto scorso durante la Veglia che abbiamo vissuto al Campo da Graça (Parque Tejo) a Lisbona insieme ad un milione e mezzo di pellegrini provenienti da tutto il mondo:

«Nella vita, per ottenere le cose bisogna allenarsi a camminare. A volte non abbiamo voglia di camminare, non abbiamo voglia di fare fatica, copiamo agli esami perché non abbiamo voglia di studiare e non arriviamo al risultato. […] Camminare. E se cado, mi rialzo o qualcuno mi aiuterà a rialzarmi; non rimanere caduto; e allenarmi, allenarmi a camminare. E tutto questo è possibile, non perché seguiamo un corso sul camminare – non esistono corsi che ci insegnano a camminare nella vita –: questo si impara, si impara dai genitori, si impara dai nonni, si impara dagli amici, dandosi una mano a vicenda. Nella vita si impara, e questo è allenamento per camminare».

In questo senso, l’intera esperienza della GMG di Lisbona è stata una proficua occasione per sperimentare fisicamente quanto papa Francesco ci ha detto. In quei giorni, infatti, abbiamo camminato tanto a piedi per raggiungere i luoghi dei nostri incontri e abbiamo sperimentato la fatica di dover continuare a camminare nonostante il caldo e la stanchezza.

Ma è proprio durante il cammino che, accanto alla fatica, abbiamo sperimentato soprattutto la gioia del camminare insieme, la bellezza dell’aggrapparci l’un l’altro per non disperderci tra la folla, la premura del cercarci a vicenda per accertarci che nessuno fosse rimasto indietro. E già questo ha costituito una preziosa esperienza formativa per i giovani del mio gruppo, che hanno sperimentato concretamente quanto afferma un antico proverbio africano: “Da soli si va più veloce, insieme più lontano”. A tutto ciò si sono aggiunte l’emozione degli incontri con il Santo Padre, la meraviglia di vedere centinaia di bandiere diverse sventolare nello stesso luogo, la bellezza dei sorrisi stampati sui volti di tutti, la straordinarietà del toccare con mano la cattolicità della Chiesa…

Da Lisbona son tornato con il desiderio rinnovato di farmi ancora compagno di strada dei giovani che il Signore mi ha affidato, stando loro accanto come un fratello maggiore che li accompagna nel cammino della vita e che, contemporaneamente, si lascia da loro accompagnare in un proficuo scambio intergenerazionale che è ricchezza per tutti!

Raffaele Carbone – Presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica di Bellizzi (Salerno)

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