Diventare adulti: un impegno per giovani

“I giovani adulti non devono essere quelli che friggono il gnocco fritto alle sagre”. Questa frase è un monito sia per i giovani adulti, che non devono farsi trascinare dalle cose della vita di tutti i giorni fino alla scelta della strada più facile: de-responsabilizzarsi; allo stesso tempo è un richiamo agli adulti che talvolta devono essere capaci di fare un passo di lato, affiancare, sostenere e dare spazio, essere capaci di condividere la responsabilità e non di scaricarla.

Da un Modulo nazionale dell’Azione cattolica non si “ritorna”. Non si ritorna a casa, nella propria realtà diocesana o parrocchiale, perché l’ultimo giorno ci si saluta dicendo sempre e solo “arrivederci”. 

In Azione cattolica non ci sono viaggi di andata e ritorno, si viaggia, si cammina, si cresce. Arrivati a Montesilvano non abbiamo subìto nessun “jet lag”, eravamo a casa, non eravamo stanchi dal viaggio ma contenti di essere lì, per l’AC e con l’AC. 

Tra i tanti convegni tematici proposti, ho avuto il piacere di partecipare a quello dal titolo “Accompagnamento alla vita adulta”. Ad essere onesti la mia corresponsabile Vice Alessia, quando furono presentati i titoli di tutti i mini-convegni, mi guardò e mi disse ridendo: “questo convegno è fatto apposta per te, che nei hai già 31”.

Ed infatti, i relatori del convegno, i Vicepresidenti nazionali per il Settore adulti, Paolo Seghedoni e Paola Fratini, hanno subito posto l’attenzione su questo punto (per cui Alessia rise): “non si diventa adulti perché si compiono 30 anni”

I giovani, al contrario dei giovanissimi, non crescono in un percorso sociale e scolastico indotto come quello delle scuole superiori, ad esempio. I giovani si scommettono ogni giorno, sono veri protagonisti e costruttori del loro futuro. Si può diventare adulti a 24 anni o a 35. 

Oggi come mai prima, il Settore giovani deve accompagnare tutti coloro i quali decidono di affrontare quel processo che porta al passaggio alla vita adulta, in primis attraverso un lavoro di sinergia tra il nostro Settore e il Settore adulti e poi sfruttando il dono del polimorfismo dei giovani di oggi.

Attenzione perché non possiamo nasconderci dietro a un dito: abbiamo un buco associativo nella fascia di età compresa tra i giovani oltre i 25 anni e i giovani-adulti, sta venendo meno qualcosa, stiamo diventando come un paese dopo una grande guerra, pieno solo di ragazzini ed anziani, e non possiamo permettercelo. 

Durante il convegno ci avremmo potuto spendere tutto il tempo a chiederci perché avvenga tutto ciò, avremmo potuto piangerci addosso, ma il nostro essere discepoli-missionari ci impone un immediato “cambio di rotta”. Dobbiamo sempre spingere lo sguardo oltre, essere profeti del futuro, mettere in moto meccanismi che portino ad azioni concrete all’interno del nostro territorio, esplorare nuove rotte avendo fede nella nostra unica e vera bussola, Cristo.

Non dobbiamo attendere, dobbiamo fare, cercando di non commettere sempre gli stessi errori.

Il Vice adulti nazionale a Montesilvano ci ha incalzati con una verità che non dovremmo mai dimenticare: i giovani adulti non devono essere quelli che friggono il gnocco fritto alle sagre. Questa frase è un monito sia per i giovani adulti, che non devono farsi trascinare dalle cose della vita di tutti i giorni fino alla scelta della strada più facile: de-responsabilizzarsi; allo stesso tempo è un richiamo agli adulti e ai responsabili che talvolta devono essere capaci di fare un passo di lato, ovvero affiancare, sostenere e dare spazio, essere capaci di condividere la responsabilità e non di scaricarla. La responsabilità per i giovani non deve essere né un peso che stanca né un’esclusiva. 

Per creare percorsi di accompagnamento alla vita adulta bisogna essere ben consapevoli di essere responsabili e protagonisti di un cammino associativo pensato per non lasciarci mai e che ci accompagna per tutta la vita. 

L’Azione Cattolica ci sarà sempre!