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Dall’introduzione ai lavori del Presidente Notarstefano. “Siamo ancora capaci di sognare? E di farlo insieme?”

Diciamo No alla “logica del Colosseo”

“È come se ci trovassimo sempre in una sorta di Colosseo virtuale, dove le visioni anche più cruente e disumane hanno il paradossale effetto di renderci spettatori passivi, di fatto esonerati da un reale coinvolgimento nella fatica vera e concreta di capire le cose”: è la denuncia, la prima, che fa il presidente Ac Notarstefano introducendo i lavori dell’Incontro nazionale delle presidenze diocesane di Ac.
“È uno stile che non ci aiuta ad abitare la complessità, che non favorisce il dialogo e rischia di legittimare a lungo andare persino la guerra come unico possibile mezzo di risoluzione dei conflitti”. E prosegue senza fare sconti, ponendo quello che un tempo si sarebbe chiamata ‘questione democratica’: “Assistiamo – e non da adesso – ad uno scadimento dei meccanismi democratici, dei processi partecipativi, della politica intesa come dimensione della ricerca e della discussione di soluzioni per abitare e convivere nella società complessa e plurale. Anche nella vita politica ha preso dimora la legge del più forte. C’è indubbiamente una tensione tra la giusta necessità di arrivare ad una decisione e la giusta cura a fare si che a tali decisioni vi si possa partecipare in tanti; una tensione che rischia di condizionare l’attuale dibattito istituzionale spingendolo ai bordi del nostro perimetro costituzionale”.

La necessità di vigilare sulla nostra Carta costituzionale

Parole forti che nascono dalla sempre viva passione dell’Azione Cattolica tutta per questo nostro Paese, per le persone che lo abitano, per la sua Costituzione. Non c’è retorica, nelle parole del presidente Ac, piuttosto la consapevolezza della necessità di vigilare sulla nostra Carta, sapendo, allo stesso tempo, che la nostra Costituzione è carne viva più che mai, affidata a noi cittadini chiamati a edificare la Res-Pubblica ogni giorno.
“La Repubblica siamo tutti noi: ci ricorda spesso il nostro presidente Sergio Mattarella, cui va il nostro affettuoso saluto e ringraziamento per lo stile saggio e lungimirante – scandisce Notarstefano -. Proprio il nostro presidente, in occasione dell’80esimo anniversario della pubblicazione del Codice di Camaldoli – continua – ha voluto ricordarci come alla base della edificazione repubblicana vi fu ‘un sogno ad occhi aperti’ condotto da un gruppo di giovani (e meno giovani) studiosi e professionisti che seppero abitare quella transizione istituzionale e sociale tra dittatura guerra resistenza e ricostruzione, persone unite da una radicata esperienza di fede e accomunate da uno stile allenato alla ricerca libera e al dialogo”.

Individuare alcune “Parole di Giustizia e di Speranza”

Un magnifico esempio per il popolo di Ac presente presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo a cui il presidente Notarstefano chiede: E noi “siamo ancora capaci di sognare? E di farlo insieme?” come a Camaldoli. “Oggi come allora abbiamo la necessità di individuare alcune “Parole di Giustizia e di Speranza” – cita il progetto AC MEIC MIEAC Istituto Bachelet – per una manutenzione della vita democratica che non può essere data per scontata”. Anche per questo l’Ac guarda “con gratitudine e speranza alla prossima Settimana Sociale che si svolgerà a Trieste il prossimo luglio, la cinquantesima, che ha messo a tema la democrazia, sviluppando un percorso di preparazione davvero stimolante e coinvolgente al quale già da subito intendiamo dare la nostra completa adesione in termini di partecipazione ed impegno di animazione in tutte le realtà locali e nell’interno Paese”.

Questo tempo sinodale è un tempo carico di opportunità

Come cittadini laici cattolici “vogliamo ritornare ad essere donne e uomini che sanno dire bene della vita dei propri compagni di strada, che imparano a voler il bene per tutti e che operano questo bene sempre con gratuità riconoscendo in ogni altro il proprio prossimo”: è l’impegno preso a nome di tutta l’associazione dal Presidente Notarstefano, ma anche un invito al popolo di Azione cattolica a non lasciarsi distrarre e a cogliere tutta la ricchezza di questo “tempo opportuno”, quello di questa stagione sinodale della Chiesa voluto da papa Francesco.
“Un kairos non solo per i credenti”, sottolinea Notarstefano. “Sappiamo  – prosegue il presidente Ac – che la Salvezza è per tutti, che per tutti c’è un posto comodo nell’abbraccio misericordioso del Padre e nel cuore materno della Chiesa, una consapevolezza che matura gradualmente dentro una significativa e autentica vita comunitaria, dove attraverso un esercizio personale e comunitario di conversione, impariamo a farci carico l’uno dell’altro, a sostenerci e correggerci fraternamente, a far fronte ai bisogni e alle necessità soprattutto attraverso la condivisione e la solidarietà”.

Autenticità e radicalità le nostre coordinate

“Autenticità e radicalità sono le nostre coordinate e le coordinate della Chiesa sinodale – ha chiosato Notarstefano.  Una Chiesa e un’associazione, “ancora di più desiderosa di vivere il Vangelo e la sua attuale e dirompente capacità trasformativa e di custodire il primato delle relazioni e la bellezza della cura fraterna capace di attraversare e valorizzare le differenze, un flusso di legami significativi attratti in modo convergente dal sogno dell’unità della famiglia umana e della comunione con il Signore”.
Autenticità e radicalità saranno anche le coordinate di queste giornate di confronto sulla “Chiesa che sogniamo”, ha concluso Notarstefano, “insieme ai nostri vescovi e agli amici di numerose altre aggregazioni laicali presenti. Con questi compagni di strada ci sentiamo chiamati a condividere questo straordinario sogno di Chiesa che ci guida dal Concilio ad oggi, che trova incoraggiamento e forza dal magistero di Papa Francesco e che si alimenta delle fatiche e della sorpresa del vivere l’esperienza associativa”.

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