Di tutti e con tutti, piccoli compresi

Settimana sociale/8. Già vivono e abitano questa Terra e già ci suggeriscono fine e scopo del nostro essere in vita. Per “custodire il bello”. Lo hanno messo nero su bianco alla XVII Assemblea nazionale Ac.

La settimana sociale che si sta vivendo in questi giorni a Taranto incentrata sulle tematiche della “Laudato sì” non può non spingerci a ripensare ad un interrogativo che lo stesso papa Francesco ci aveva rivolto lo scorso 30 aprile in occasione del suo incontro con il consiglio nazionale di Ac. “In particolare, voi laici di Azione Cattolica potete aiutare la Chiesa tutta e la società a ripensare insieme quale tipo di umanità vogliamo essere, quale terra vogliamo abitare, quale mondo vogliamo costruire. Anche voi siete chiamati a portare un contributo originale alla realizzazione di una nuova “ecologia integrale”: con le vostre competenze, la vostra passione, la vostra responsabilità”. Così si esprimeva il papa non a caso in quella parte del suo discorso in cui ci offriva una efficacissima descrizione della nostra identità più profonda declinando il nostro essere Azione “cattolica”. Cattolica perché  “prossima” perché “con tutti e di tutti”.

Di tutti e con tutti, piccoli compresi.

Il rapporto con le nuove generazioni costituisce un passaggio cruciale della riflessione presente nella “Laudato sì”. Papa Francesco lo pone in relazione al tema della giustizia tra le generazioni, del riconoscimento di un destino comune, di uno sviluppo sostenibile perché inclusivo di una solidarietà tra generazioni (n.159). E non solo, perché le preoccupazioni ecologiche richiamano per loro natura aspetti antropologici ed educativi senza i quali risponderemmo in modo parziale alla domanda circa quale tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini, ai ragazzi che stanno crescendo. Se accogliessimo, infatti, con coraggio il significato di questo interrogativo scopriremmo quanto scavi nella profondità della nostra esistenza e ci accorgeremmo quanto esso, a partire dal nostro modo di vivere la Terra e abitare le nostre relazioni, ponga in gioco il significato nel nostro passaggio su questo pianeta.

Di tutti e con tutti, piccoli compresi. E non solo perché destinatari di una preoccupazione che si sente di loro e per loro responsabile. Di tutti, piccoli compresi perché già loro vivono e abitano questa Terra e già loro ci suggeriscono fine e scopo del nostro essere venuti in questa vita. Lo hanno messo nero su bianco nelle parole che ci hanno consegnato a conclusione dei lavori della XVII Assemblea nazionale e che sono parte integrante del Documento assembleare:

CUSTODIRE IL BELLO 

Abbiamo in cuore un altro desiderio, quello di custodire il Bello. Ci sono in tutta Italia tanti luoghi belli che purtroppo noi uomini dimentichiamo. Ci sono tanti spazi all’aperto come i parchi, le spiagge, le montagne, le colline… che per noi sono luoghi cari per il tempo estate eccezionale e non solo. Più che mai ci è chiesto di abitare questi luoghi all’aperto, spazi di aggregazione più sicuri in tempi di pandemia. Ma se questi luoghi sono non curati, sono sporchi, distrutti, non sono accoglienti e semplicemente non sono belli come potremmo abitarli? 

Ci sono luoghi in Italia confiscati o abbandonati, lasciati all’incuria del tempo… non potrebbero essere affidati ai bambini e ai ragazzi? Noi potremmo usarli come luoghi di espressione della nostra libertà creativa.

Ci sono luoghi virtuali, che abbiamo abitato in questo periodo di pandemia, come luogo per parlare, confrontarci visto che non c’erano tante altre possibilità. Sarebbe bello vivere questi luoghi come ambienti per esprimere liberamente il pensiero liberandosi dalle maschere per arrivare a tante persone velocemente e fare esercizio concreto di libertà. 

Accompagnateci, giovani e adulti di Ac, a riabitare il BELLO, a prenderci cura del creato ad attivare processi anche su tutto il territorio. Perché non organizzare una maratona di pulizia?  E anche qui, non pensate che non possiamo dare il nostro contributo. 

Carissimi giovani e adulti di Ac, noi bambini e ragazzi ci siamo!
Coinvolgeteci, impegnateci, chiamateci, perché noi rispondiamo.
Puntate di più sui nostri talenti!

Lo scorso maggio, in occasione del lancio della Piattaforma di azione “Laudato sì” (progetto settennale a cura del Dicastero del Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e rivolto a istituzioni, comunità e famiglie), papa Francesco ci spronava a confidare in una possibile conversione: “C’è speranza. Tutti possiamo collaborare, ognuno con la propria cultura ed esperienza, ciascuno con le proprie iniziative e capacità, perché la madre Terra ritorni alla sua originale bellezza e la creazione torni a risplendere secondo il progetto di Dio”. Ciascuno con la propria esperienza e capacità: i più piccoli già ci offrono e condividono le loro.

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Autore articolo

Annamaria Bongio