Primo piano

In cammino verso la 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani/1

Dall’individuo alla comunità, la via della cura

di Fabrizio De Toni* - A fronte di relazioni deteriorate e inquinate da egoismi, di un esercizio autoreferenziale della libertà, di una diffusa insensibilità per chi è debole, la Settimana Sociale proverà a disegnare stili, modelli e prassi relazionali alternative, di vicinanza, di giustizia… di cura. La virtù della cura domanda un andamento lento, non frettoloso; al contempo attiva lo sguardo, la vista esteriore ed interiore; è imparentata con l’empatia e la gentilezza. Trattasi di un atteggiamento virtuoso ed ecologico che va formato ed allenato senza improvvisazioni maldestre. La cura si identifica con l’attitudine di prendersi a cuore una relazione, un bisogno, un sogno. Ci viene spontaneo associarla alla presa di responsabilità per la propria interiorità, che altrimenti si trasforma in un deserto o in un groviglio spinoso.

Focus

Convegno dei Presidenti e Assistenti unitari diocesani di Ac

“Passiamo all’altra riva”

Dal 29 al 31 ottobre 2021, a Roma presso la Domus Mariae (via Aurelia, 481), si terrà il Convegno dei Presidenti e Assistenti unitari diocesani di Azione cattolica. L’appuntamento che di fatto da inizio ai lavori del triennio ha come tema “Passiamo all’altra riva” . Contemplare-Sperare-Prendersi cura (Programma non definitivo); riprende il titolo degli Orientamenti per il triennio associativo 2021-2024 (che saranno a breve disponibili), posti al centro della riflessione e del confronto dei responsabili di Ac, che giungeranno nella capitale dalle diocesi di tutta Italia, insieme al percorso che condurrà l’Associazione al Sinodo della Chiesa italiana e all’impegno a trovare nuovi modi per raccontare la bellezza dell’essere cristiani, e a ricominciare pian piano a incrementare le attività in presenza, coinvolgendo nuovi e vecchi amici. (Ricordiamo che è possibile iscriversi al Convegno entro il 15 ottobre prossimo. Info e note tecniche).

Fatti e idee

Torna la campagna di Legambiente sostenuta dall’Ac

“Puliamo il Mondo” da lordure e pregiudizi

Il 24, 25 e 26 settembre (l’iniziativa di lancio si terrà a Milano il 22 settembre) torna “Puliamo il Mondo” da lordure e pregiudizi, la storica campagna di volontariato ambientale promossa da Legambiente sostenuta dall’Azione cattolica sulla gestione sostenibile dei rifiuti e sulla promozione dell’economia circolare. Nel rispetto delle regole previste dalla normativa anti Covid-19, in tutta Italia tre giorni di volontariato dedicati alla rimozione dei rifiuti abbandonati da spazi pubblici e ambienti naturali. Ma anche, da qualche anno, giornate di impegno a ripulire il Mondo dai pregiudizi, promuovendo insieme alla cura dell’ambiente uno spirito di comunità fatto di tolleranza, solidarietà e integrazione.

Testimoni. A Susa l’apertura del processo di beatificazione di Emilio Giaccone

“Papà Giaccone” verso gli altari

Oggi, sabato 18 settembre nella Cattedrale di San Giusto in Susa si apre il processo diocesano per la beatificazione di Emilio Giaccone (1902-1972). Tappa importante di un percorso verso gli altari che vede l’Ac della diocesi di Susa protagonista. Emilio Giaccone è stato infatti un grande uomo di Azione cattolica: membro dell’Ufficio centrale dell’Azione Cattolica Italiana dagli anni ’30 agli anni ’50, tra i fondatori dell’Anonima Veritas Editrice, l’Ave, e della rivista “Il Vittorioso” di cui fu a lungo redattore. In seguito, ha assunto la carica d’amministratore di vari giornali cattolici e del Centro Cinematografico. Verso la fine del 1944, l’allora ministro Gronchi, lo chiama ad interessarsi degli Orfani dei Lavoratori (Eaoli) e della Protezione Morale del fanciullo (Enpmf), poi unificati nell’Enaoli; ne diventerà il presidente fino al gennaio 1972.

I materiali per la campagna Adesioni 2022

A tutto campo

È partita la campagna Adesioni 2022 e quest’anno è… A tutto campo! Occhi aperti, dunque. In questo tempo di (post) pandemia è la vista che bisogna allenare, riscoprendo la gioia di incrociare lo sguardo dei fratelli e delle sorelle nella vita di ogni giorno e di comunicare, anche attraverso l’incontro visivo, l’entusiasmo di appartenere all’Ac, la rete di relazioni che mai ci lascia soli. “Fissi su di lui” (Lc 4,14-21) è l’icona biblica che accompagnerà l’anno formativo Ac: in essa cogliamo l’invito a vivere il cammino associativo con «la consapevolezza che qualcosa di diverso deve finalmente succedere. Occhi fissi, allora, ma non immobili. La promozione associativa, in fondo, è questo: un continuo esercitare la visione d’insieme, con la capacità di “sconfinare” oltre ciò che balza agli occhi a prima vista. Anche quest’anno potremo contare su alcuni strumenti e materiali molto semplici, disponibili all’interno. Pronti all’uso in parrocchia, in diocesi e sui canali social.

Femminicidio. Vigilanza, denuncia e percorsi formativi con al centro il rispetto della persona

Alziamo la guardia (e l’impegno)

Il fenomeno della violenza di genere è ormai da tempo un’emergenza sociale. Nel 2020 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, sono aumentate del 79,5% rispetto all’anno precedente, sia per telefono, sia via chat (+71%). Con un boom da fine marzo, in corrispondenza del lockdown scattato per la pandemia. Guardando più indietro, il 2018 si è chiuso con 141 donne vittime di omicidio volontario, e il 2019 con 111, l’88,3% delle quali uccise da una persona conosciuta: quasi metà dal partner, l'11,7%, da un uomo con cui erano state in passato, il 22,5% da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e il 4,5% da un conoscente, un amico o un collega. Con una Nota della Presidenza diocesana dell’Ac di Vicenza ricorda tre delle più recenti vittime Chiara Ugolini, 27 anni, di Calmasino (Bardolino). Rita Amenze, 31 anni, di Villaga. Alessandra Zorzin, 21 anni, di Montecchio Maggiore. Tre donne del vicentino il cui assassinio conferma, se ce ne fosse bisogno, la necessità di un maggiore impegno da parte di tutti contro la violenza di genere e di una maggiore vigilanza specie da parte delle istituzioni nei confronti di un fenomeno che giorno dopo giorno assume connotati sempre più drammatici.

Un patto sociale per il rilancio e la ricostruzione del Paese

Lavoratori più coinvolti in un capitalismo di valore

di Lorenzo Caselli* - Un patto sociale per il rilancio e la ricostruzione del Paese costituisce e non da oggi un’idea forte della Cisl, ribadita dal suo segretario generale Luigi Sbarra in una sua intervista ad «Avvenire». Un patto sociale che per la sua efficacia presuppone la partecipazione dei lavoratori alla gestione di impresa così come avviene in Germania. Credo che questa tematica, nell’ambito di un discorso più generale di democrazia economica, vada messa all’ordine del giorno e affrontata senza troppe pregiudiziali ideologiche. Il destino delle aziende, come istituzioni produttrici di ricchezza e di benessere non possono essere abbandonate agli esiti di giochi meramente speculativi espropriando i luoghi dell’intelligenza e della progettualità reale. La partecipazione dei lavoratori concorre a creare un clima di consenso e di fiducia. La presenza del lavoro nel capitale e negli organismi sociali si inserisce, a pieno titolo, nella prospettiva dell’economia sociale di mercato.

Si completa l’organismo di Presidenza che guiderà l’Associazione per il triennio 2021-2024

Paolo Seghedoni eletto Vicepresidente dell’Ac per il settore Adulti

Il Consiglio nazionale dell’Azione cattolica italiana riunito ad Assisi ha eletto Paolo Seghedoni Vicepresidente nazionale dell’Ac per il settore Adulti. Si completa così l’organismo di Presidenza che guiderà l’Associazione per il triennio 2021-2024. Il rinnovo delle cariche istituzionali dell’Azione cattolica italiana è frutto di un lungo processo di partecipazione democratica che vede coinvolte le associazioni parrocchiali, diocesane e i consigli regionali di tutt’Italia. Così, dopo che il Consiglio permanente della Cei, lo scorso 27 maggio, ha nominato Giuseppe Notarstefano (diocesi di Palermo) Presidente nazionale dell’Ac, lo stesso Consiglio nazionale dell’Ac, lo scorso 19 giugno, ha provveduto alle nomine di: Anna Maria Bongio (diocesi di Como), Responsabile nazionale Acr; Paola Fratini (diocesi di Fiesole), Vicepresidente per il settore Adulti; Lorenzo Zardi (diocesi di Imola), Vicepresidente per il settore Giovani; Emanuela Gitto (diocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela), Vicepresidente per il settore Giovani; Michele Tridente (diocesi di Tursi-Lagonegro), Segretario generale; Lucio Turra (diocesi di Vicenza), Amministratore nazionale. Alla Presidenza nazionale dell’Associazione sono aggiunti i Segretari dei movimenti, eletti dai loro Congressi nazionali e ratificati a suo tempo dal Consiglio nazionale dell’Ac: Lorenzo Pellegrino (diocesi di Otranto), Segretario nazionale Msac, e Tommaso Marino (diocesi di Torino) Segretario nazionale Mlac. Paolo Seghedoni è sposato con Rita, ha due figlie, Laura e Stefania. Giornalista, è nato 50 anni fa a Modena, dove vive. È stato Responsabile diocesano Acr di Modena-Nonantola, poi Presidente diocesano e Delegato regionale di Ac per l’Emilia-Romagna. Tuttora è educatore di un gruppo giovanissimi nell’associazione parrocchiale di Gesù Redentore. A Paolo, e con lui a tutta la Presidenza nazionale Ac, gli auguri e l’abbraccio di tutta l’Associazione. Con il loro servizio, si rinnova l’impegno di tutta l’Ac a costruire, con i nostri ragazzi, i giovani, gli adulti, le famiglie, e con i tanti sacerdoti assistenti, il bene comune, attraverso l’educazione alla responsabilità personale, all’impegno pubblico, al senso delle istituzioni, alla partecipazione, alla democrazia. Un’Associazione di cattolici impegnata a intrecciare in maniera così stretta, da essere inestricabile, il Vangelo e la vita. (Nella foto: Paolo Seghedoni e Paola Fratini con don Fabrizio De Toni, Assistente centrale dell’Ac per il settore Adulti)

Connessi e in relazione. Presente e futuro delle nostre vite al tempo della rete

Ecosfera e infosfera: siamo in relazione, siamo relazione

Un contributo al bisogno che abbiamo di comprendere meglio quanto sta avvenendo e di progettare modalità umane per abitare un futuro che già inizia a essere un presente, soprattutto per scegliere quale futuro, tra i molti possibili, sia più desiderabile: è questo Connessi e in relazione. Presente e futuro delle nostre vite al tempo della rete, appena pubblicato dall’Editrice Ave, ultima fatica di Anselmo Grotti, saggista, docente di Etica e Sociologia della Comunicazione all’Issr Toscana, già dirigente scolastico e docente di Filosofia della Comunicazione all’Università di Siena. Qui vi proponiamo un estratto dall’Introduzione. «Non di solo pane vive l’uomo». Vive anche «di ogni parola». Se le informazioni sono inquinate, se le notizie sono ingannevoli, se qualcuno soffre fame di cultura ed è privato del diritto di parola, accade come nell’ambiente fisico: un inquinamento pericoloso, malvagio, che provoca malattie e sofferenze.

Abbiamo un solo destino che ci attende, quello dell’umanità

La Città, La Pira e Weil

Le nostre città ci somigliano. Hanno i nostri stessi occhi in una notte senza stelle, senza riferimenti, insicuri e smarriti. E reagiscono come noi: si paralizzano, si svuotano, quando non riescono a immaginare il passo da fare, la direzione da prendere, o vengono travolte dalla frenesia del dover comunque andare da qualche parte e contemporaneamente da tutte le parti. Dopo la pandemia (ma siamo davvero al dopo?) le nostre esistenze, le nostre città, avranno compreso, avremo compreso, la necessità di uscire dalla paralisi o scendere dalla giostra di stili di vita e modelli di sviluppo potenzialmente assassini di futuro? Avremo finalmente lo sguardo dei folli e dei poveri?, poiché «solo i folli e i poveri, con assoluta limpidezza di sguardo, contemplano la verità del mondo e ne colgono tutto lo splendore»? (Simone Weil - Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano). Abbiamo un solo destino che ci attende, che attende le nostre case, le nostre città, quello dell’umanità. Esso ci impone di cercare il bene. Il bene comune, il solo possibile, il solo durevole.

Cambio al vertice del Comitato nazionale dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani

Agesci. Roberta Vincini affianca Vincenzo Piccolo

Il 47° Consiglio generale dell’Agesci (massimo organo deliberativo dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani, riunitosi a Frascati dal 3 al 5 settembre) ha eletto la nuova Presidente del Comitato nazionale Agesci. È Roberta Vincini, 53 anni di Nonantola (Modena), già incaricata nazionale della branca esploratori e guide e capo contingente dell’evento internazionale Jamboree del 2011 in Svezia. La sua prima dichiarazione: «Andiamo, non vai, se vuoi che una cosa sia fatta, ci diceva Baden-Powell: spero di riuscire a vivere con questo spirito il nuovo servizio che sono chiamata a vivere» ha dichiarato la neo presidente del Comitato». La Vincini sostituisce nell’incarico Barbara Battilana, giunta al termine del suo mandato, e affiancherà al vertice dell’Associazione Vincenzo Piccolo, a sua volta confermato Presidente del Comitato nazionale Agesci. A Roberta e Vincenzo, gli auguri di tutta la Presidenza nazionale Ac per un servizio fecondo, nella certezza che insieme potremo rendere sempre più bello il legame che unisce Agesci e Azione cattolica. A Barbara, la nostra gratitudine per l’opera tanto efficace e qualificata fin qui svolta e i migliori auguri per il futuro.

L’Ac sostiene la petizione promossa dal Movimento Laudato si’ per il Tempo del Creato

“Pianeta Sano, Persone Sane”

L’Azione cattolica sostiene e invita a sostenere la petizione “Pianeta Sano, Persone Sane”. L’iniziativa mondiale promossa tra gli altri dal Movimento Laudato si’ che intende esortare i leader globali ad agire in direzione della sostenibilità ambientale e sociale. Allo stesso modo invitiamo tutti in questo Tempo del Creato (che si concluderà il prossimo 4 ottobre) a farsi promotori presso le proprie comunità di eventi di preghiera ed azione che possano favorire processi di conversione ecologica. Ovunque si guardi, la crisi climatica sta danneggiando la creazione di Dio: ghiacciai che si sciolgono, incendi pericolosi, ondate di caldo estremo. I nostri fratelli e le nostre sorelle in tutto il mondo cercano speranza, un modo migliore per andare avanti. Durante il Tempo del Creato, impegniamoci e mostriamo al mondo che possiamo creare una “Casa per tutti” migliore e più resiliente.