Dopo un non facile dibattito politico tra le diverse anime dell’attuale maggioranza di governo, il Consiglio dei ministri, nella riunione del 2 ottobre 2024, ha approvato il Decreto legge recante disposizioni urgenti in materia d’ingresso in Italia di lavoratori stranieri. Ma anche di tutela e assistenza alle vittime di caporalato, di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale, nonché dei relativi procedimenti giurisdizionali.
Tra poche luci e molte ombre
Si inaspriscono le norme anti-caporalato, ma allo stesso tempo si restringe la possibilità legale di azione delle Ong che operano in mare per salvare vite – è bene ricordarlo.
Sino a toccare le norme che regolano la condizione dei richiedenti asilo. E proprio il giorno precedente l’undicesimo anniversario del naufragio che il 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa costò la vita a 368 persone. Colpevoli solo di sperare in un futuro migliore.
Il Governo italiano (con una certa complicità europea, va detto anche questo) continua ad ostacolare chi salva persone in mare. E lo fa utilizzando un decreto che (teoricamente) dovrebbe limitarsi a normare le quote di ingresso per gli stranieri in Italia per motivi di lavoro, nelle diverse fattispecie: stagionali, autonomi e subordinati.
Invece si va oltre e con miopia. Eppure, basterebbe un po’ di sano pragmatismo per comprendere che il nostro Paese – visto l’inverno demografico che lo caratterizza – ha bisogno di aprire la porta di casa. Con più coraggio e lungimiranza anziché socchiuderla ancora un po’.
Nuove ipotesi di respingimento e nuove regole per navi e aerei delle Ong
Ma veniamo ai singoli capitoli del decreto legge. La stretta su migranti e Ong comprende, tra le altre cose, l’introduzione di una nuova ipotesi di respingimento per quanti vengono salvati in mare, regole più stringenti per navi e aerei umanitari e la possibilità di ispezionare i cellulari dei richiedenti asilo per arrivare alla loro identificazione. Ma anche un allargamento dei casi in cui è previsto il ritiro della domanda di protezione internazionale.
Per quanto riguarda invece i lavoratori stranieri che entrano in Italia, oltre a maggiori controlli sui datori di lavoro è stata introdotta la possibilità per un lavoratore stagionale a cui è scaduto il contratto di non essere espulso immediatamente, come avviene oggi. Ma di avere un permesso temporaneo della durata di 60 giorni per cercare un nuovo impiego.
Sono garantiti 10 mila ingressi in più per colf e badanti rispetto a quanto previsto dalle quote precedenti il decreto flussi.
Inasprimento del fermo amministrativo per i mezzi di soccorso in mare
Nello specifico, nei confronti delle navi umanitarie, si interviene con una modifica al decreto Lamorgese per conferire: «maggior rigore alla disciplina del soccorso in mare». La formula prescelta prevede che le navi umanitarie nello svolgere opera di soccorso, «non pongano a repentaglio l’incolumità dei migranti» non più solo a bordo, come previsto fino a oggi. Formula strettamente generica, che potrebbe comprendere anche il solo avvicinarsi da parte della Ong a un’imbarcazione in difficoltà.
Vengono inoltre ridotti – da 60 a 10 giorni – i tempi in cui è possibile fare ricorso al fermo amministrativo della nave umanitaria. Nuove e più stringenti norme, anche se altrettanto generiche, sono state inserite anche per gli aerei delle Ong che pattugliano il Mediterraneo. Il decreto inserisce infatti l’obbligo per il pilota che avvista un’imbarcazione in difficoltà di avvisare l’ente dei servizi di traffico aereo e il centro di coordinamento dei soccorsi competenti. E di attenersi alle istruzioni che ricevono.
Li salvi e li mandi via
Il decreto introduce una nuova ipotesi di accompagnamento alla frontiera. Quello deciso dal questore per cittadini stranieri rintracciati in seguito a operazioni di ricerca e soccorso in mare. E non più soltanto per chi viene fermato nel momento in cui entra nel territorio nazionale. Previsto l’obbligo di fornire le impronte digitali per chi chiede un visto nazionale (finora sono richieste solo per i visti Schengen) e ampliate le ipotesi in cui la domanda di protezione internazionale può considerarsi ritirata implicitamente, senza un’esplicita rinuncia da parte del cittadino straniero.
Restano i click day per tipologia di lavoratori
Per quanto riguarda i lavoratori stagionali. «Non si tratta di una sanatoria», ha detto Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Spiegando che l’obiettivo del decreto: «è di abolire i click day, ma poiché oggi è impossibile, ci arriveremo attraverso una transizione con più click day per tipologie». Oltre a un permesso temporaneo della durata di due mesi, previsto per dare modo agli stagionali con contratto scaduto di trovare un nuovo impiego. E un permesso di soggiorno della durata di sei mesi rinnovabile per le vittime di sfruttamento e di caporalato che collaborano con la giustizia.
Infine, viene aggiunto uno stock di circa 10 mila permessi. «Al di fuori del meccanismo delle quote per lavoratori da impiegare nel settore dell’assistenza sociosanitaria e familiare» da reclutare attraverso le Agenzie per il lavoro.