Nasce il Centro “Semi di Speranza”, in quello che un tempo fu un covo degli uomini di Toto Riina

Dal Male al Bene Comune. All’Ac di Palermo un bene confiscato alla mafia

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Il comune di Palermo ha concesso in comodato d’uso gratuito all’Azione cattolica del capoluogo siciliano alcuni locali di quello che un tempo fu un covo degli uomini di Toto Riina, il “capo dei capi “ della mafia siciliana, in via Gian Lorenzo Bernini 52-54, confiscato e restituito alla città. Qui avrà sede il Centro “Semi di Speranza”, che sarà inaugurato giovedì 17 ottobre 2019 (ore 18), alla presenza del presidente nazionale Ac Matteo Truffelli. Attraverso le attività del Centro, «l’Ac di Palermo intende intensificare il suo essere al servizio del contesto sociale, culturale ed ecclesiale nel quale vive per trasformarlo da dentro, gettando il seme buono del Vangelo, allo scopo di custodire l’uomo, generare nuovi processi di sviluppo integrale e abitare la città», così il presidente diocesano Giuseppe Bellanti nel presentare il progetto. Il Centro “Semi di Speranza” intende inoltre proporsi come sede di una attività di rete mirata a creare alleanze di Bene comune con altre associazioni e movimenti che operano nel territorio. A partire da chi è già ospitato nella stessa “Villa”, come il Centro studi “Paolo e Rita Borsellino”, con il quale in questo ultimo anno l’Ac di Palermo ha realizzato giornate di riflessione e percorsi sulla legalità e la giustizia, sulle orme del Beato Pino Puglisi e dei grandi magistrati Falcone e Borsellino.