Dai grandi del mondo una timida ma positiva apertura sulla Tobin tax

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Durante il G20 si sono infranti alcuni pregiudizi verso la tassa sulle transazioni finanziarie speculative. Un segnale positivo che attende immediata realizzazione e altri fatti concreti per un'economia giusta e solidale. All'interno le recenti riflessioni di azionecattolica.it

Sergio Marelli, segretario generale Focsiv

Alla vigilia del Vertice G20, convocato dalla presidenza francese a Cannes il 4 e 5 novembre, l’attesa del mondo intero era incentrata sulle aspettative di proposte e soluzioni alla drammatica crisi internazionale che attanaglia le economie di tutti i Paesi. E, difatti, questo è stato il nodo centrale delle discussioni dei leader delle venti maggiori economie del mondo. Lo dimostra la risonanza avuta sui media delle rassicurazioni date circa l’impegno di mettere in atto una exit strategy efficace, in particolare da parte dei governi dell’Unione europea che hanno convenuto sulla messa in atto rapida del cosiddetto “piano salva Stati”. Impegno di fronte al quale il presidente Usa Obama ha confermato la sua solidarietà fattiva e che le economie emergenti dei Sud del mondo, Brasile e Cina in testa, hanno colto come occasione per chiedere un maggior riconoscimento nei processi decisionali e dirigenziali delle Organizzazioni internazionali partendo dal Fondo monetario Internazionale nel quale, notoriamente, il loro potere è tutt’oggi sottostimato. Tuttavia, non senza sorpresa da parte delle organizzazioni della società civile presenti al vertice, una delle proposte da queste maggiormente avanzate negli ultimi anni ha avuto una eco e una considerazione significativa.Mi riferisco alla cosiddetta Tobin Tax, che nella sua dizione più corretta chiamasi Tassazione delle transazioni finanziarie speculative (Ftt), che per la prima volta ottiene una citazione nella dichiarazione finale del vertice, viene evocata in molte delle dichiarazione dei leader dei G20 e, ancor più rilevante, aggrega un primo gruppo di Paesi, i “pionieri”, dichiaratisi disposti a individuare meccanismi concreti per la sua applicazione. Oltre alla Francia, prima grande sostenitrice nelle assise internazionali della tassa, a Cannes hanno dato la propria disponibilità: Argentina, Brasile, Etiopia, Sudafrica, Unione africana, Nazioni unite e Unione europea. Quest’ultima, tra l’altro, avendo annunciato l’intenzione di porre all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri di gennaio 2012 una discussione in merito, ha di fatto confermato l’insussistenza di una delle maggiori motivazioni addotte dai detrattori della tassa, ovvero la sua inapplicabilità su base regionale. Alcuni Governi, compresi quelli succedutisi negli ultimi anni in Italia, ispirati da prezzolati economisti sostengono che l’introduzione della Ftt sarebbe possibile solo con la sua adozione contemporanea delle economie mondiali. Oltre che altamente improbabile, tale condizione viene definitivamente accantonata e bollata di strumentalità dall’implicita ammissione della Ue della possibilità di una applicazione della Ftt circoscritta entro i propri confini. Sono forse piccoli passi ancora insufficienti rispetto alla necessità di approntare misure concrete di regolamentazione della finanza e dei mercati internazionali, ma al tempo stesso sono chiari segnali dello sgretolamento di alcuni pregiudizi che sino a ieri hanno pregiudizialmente bloccato ogni iniziativa in questa direzione. Certo altri provvedimenti dovrebbero essere varati per risolvere la crisi e rimediare alle drammatiche conseguenze che questa ha sulle persone, in particolare su quelle povere dei Paesi dei Sud del mondo. Iniziando con l’abolizione dei paradisi fiscali, veri e propri buchi neri della finanza mondiale, attraverso i quali si continua a favorire la corruzione, l’evasione, la non trasparenza dei mercati e quindi l’ulteriore impoverimento di chi ancora conta sul lavoro onesto quale mezzo di sostentamento. Il Vertice di Cannes ha dimostrato ancora una volta come la convergenza degli sforzi e l’unione delle risorse della società civile possono portare a risultati insperati e impatti inattesi sulle scelte necessarie ai fini di una maggior giustizia. Un incitamento ulteriore a proseguire con determinazione per questa strada che dimostra di essere la più percorribile per rendere efficace il nostro servizio ai poveri del mondo. L'appello per l'introduzione della Tobin tax Il fatto del giorno di Fabio Zavattaro su "Papa, crisi e G20" Il fatto del giorno di azionecattolica.it sull'appello del Vaticano per regolare la finanza mondiale