Da un grande potere derivano grandi responsabilità

Ci siamo quasi: il prossimo 25 settembre saremo chiamati a votare per eleggere i nostri rappresentanti alla Camera e al Senato. In particolare, il Senato potrà essere votato per la prima volta già dal compimento dei 18 anni di età. 

Ci siamo quasi: il prossimo 25 settembre saremo chiamati a votare per eleggere i nostri rappresentanti alla Camera e al Senato. In particolare, il Senato potrà essere votato per la prima volta già dal compimento dei 18 anni di età. 

Dalle scorse elezioni nel nostro Paese è in vigore una legge elettorale chiamata Rosatellum (prende il nome dal suo ideatore Ettore Rosato, attuale Vicepresidente della Camera) che spinge i partiti politici a creare delle coalizioni che permettano di raggiungere la maggioranza prevista per un eventuale governo. Questa legge prevede infatti l’utilizzo di un sistema maggioritario (maggioranza semplice dei votanti) applicato ai candidati presentati ai collegi uninominali e un sistema proporzionale (voto diviso proporzionalmente tra i tre candidati della lista) applicato ai candidati dei collegi plurinominali.

Le due coalizioni “principali” sono quella di centrodestra formata da: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati e quella di centrosinistra formata da: Partito democratico,+Europa, Impegno civico e Alleanza verdi di sinistra quest’ultimo nasce da un’alleanza tra i Verdi e Sinistra Italiana.

Abbiamo poi l’alleanza tra i partiti: Azione e Italia Viva che hanno deciso di presentarsi con un unico simbolo in comune (come se fossero un solo partito) creando il così detto “terzo polo” che non si identifica né nelle ideologie di destra né in quelle di sinistra.

Per ultimi,non di certo per importanza, ci sono i partiti che hanno deciso di non presentarsi in coalizione, fra loro abbiamo: il movimento 5 stelle, Italexit, Unione popolare e Italia Sovrana e popolare.

C’è anche da specificare che con il nostro voto non andremo a scegliere direttamente il Presidente del Consiglio dei Ministri o il governo ma eleggeremo semplicemente 400 deputati e 200 senatori che ci rappresenteranno in parlamento per i prossimi 5 anni. 

Il compito di nominare il Presidente del Consiglio e il Governo spetta invece al Presidente della Repubblica a seguito delle consultazioni con quelli che saranno i nuovi Presidenti di Camera e Senato, i leader dei partiti e, se lo riterrà opportuno, con i Presidenti emeriti della Repubblica.

Personalmente, ho da poco compiuto 18 anni ed essendo la prima volta che esprimerò il mio voto, sono veramente emozionato. Mi sono sempre interessato all’attualità e alla politica del nostro Paese ed è ormai da molto tempo che ho le idee chiare circa chi votare.

Percepisco, però, che molte persone intorno a me non sanno ancora chi votare e diversi di loro sono influenzati sui molti luoghi comuni che sentiamo quotidianamente. 

Capita quindi di discutere di politica con i miei amici e alcune riflessioni mi hanno spinto a rispondere a certe domande che insieme ci eravamo posti. In particolare, c’è una questione che mi ha toccato e che vorrei condividere: ”Perché dovrei votare?”

Recentemente ho visto l’ultimo film di Spider-man e mi ha particolarmente colpito la frase: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Giorni dopo, nel riordinare alcuni vecchi libri,mi sono subito venute in mente le spiegazioni della mia professoressa di diritto sui Principi fondamentali della nostra Costituzione e, in particolare, sull’Articolo 1, che recita “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. 

In sostanza, anche noi, come Spider-man, abbiamo un grande potere e, di conseguenza, delle grandi responsabilità. 

Per questo motivo, alla grande emozione e felicità di andare a votare, si è aggiunta anche un po’ di ansia dovuta alla consapevolezza di avere questa grande responsabilità. La paura di votare le persone sbagliate e il senso di inadeguatezza mi facevano credere di non avere ancora la capacità di poter scegliere consapevolmente.  Infatti, anche io per un breve periodo ho pensato di non andare a votare, ma poi  ho compreso che questa è una soluzione troppo semplice, superficiale, e soprattutto ho capito che il voto rappresenta il centro della responsabilità che deriva da questo “Grande potere” e solamente non votando avrei fatto una scelta irresponsabile.

Per superare queste insicurezze, ho deciso di leggere i programmi di tutti i partiti e coalizioni, cercando di seguire tutte le dichiarazioni dei politici, provando a studiare e a informarmi non solo sui punti specifici dei programmi elettorali, ma anche approfondendo storia e ideologie di ciascun partito.

Credo che ciascuno di noi, specialmente chi come me vota per la prima volta, dovrebbe sentire maggiormente su di sé quel piccolo peso dato dal potere che ci viene affidato tramite il voto. Tale diritto va sfruttato al meglio e non è giusto presentarsi alle urne improvvisando una scelta. In questo senso, il voto deve essere visto di più come un dovere civico, forse il più bel dovere che ci viene richiesto: abbiamo tutti il dovere di scegliere cosa è bene per tutti, scegliere chi può dare il via a processi di cambiamento per il nostro Paese.

Vorrei che tutti ci sentissimo spinti da questo slancio e che il prossimo 25 settembre tanti possano presentarsi ai seggi consapevoli che ciascun voto conta, che ciascuna voce conta. 

Queste elezioni possono essere l’occasione per fare un vero e proprio atto di amore verso la nostra Repubblica: informiamoci e conosciamo meglio la politica del nostro Paese. Facciamo in modo che il 25 settembre sia l’inizio di un processo che ci porti a impegnarci maggiormente nella partecipazione alla vita politica partendo dalle nostre piccole comunità, siano esse le scuole, i quartieri o i comuni. 

Dopotutto, se da “grandi poteri derivano grandi responsabilità”, è vero anche che, quando siamo guidati da questo sentimento di amore verso il nostro Paese, da questo grande potere derivano anche grandi possibilità.

Autore articolo

Demetrio Pellicanò