Pubblicato il nuovo numero di Segno nel Mondo (n. 3-2019)

Credere col sorriso…

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«Anche il banchetto eucaristico è un sorriso. Non ci può essere un linguaggio aggressivo in una Messa: il tipo di canto che facciamo, l’omelia, le parole che diciamo sono parole garbate, non urlate. Nell’Eucaristia di uno che sta andando a morire, noi vediamo il sorriso di Gesù». È don Andrea Lonardo che spiega, in apertura del dossier del numero 3-2019 di Segno nel Mondo interamente dedicato a “credere col sorriso”, come e perché anche nella Bibbia sia possibile trovare tracce di buon umore.
E allora, è possibile ridere con la religione, specie se è la nostra? Parrebbe di sì. Perché “spirito” e “spiritoso” sono parenti stretti. Lo spiega bene Simone Esposito nella carrellata che ci propone di comici ai confini del sacro, spesso con origini in parrocchia. Accettare il rischio dell’ironia può essere allora un esercizio salutare: dentro una risata potremmo finire per scoprire persino Dio. Come ci raccontano Leo Ortolani, l’autore di Rat-Man, e don Giovanni Berti, in arte Gioba. L’arte per andare “oltre il cielo”.
Il giornale intanto si apre con “il punto” del segretario generale di Ac, Carlotta Benedetti, sui prossimi appuntamenti per l’Ac nel prossimo anno, e tutti importanti: la XVII Assemblea nazionale che si svolgerà dal 30 aprile al 3 maggio 2020, e la celebrazione di due anniversari, i 50 anni dal nuovo Statuto e i 50 anni dalla nascita dell’Acr.
E poi, come sempre, spazio all’attualità ecclesiale e politica. Mario Morcellini, esperto di comunicazione, ci spiega che il voto democratico «non è altro che un intervallo tra due click», mentre Alberto Porro, autore di un libro ironico sulla parrocchia che nasce però da una vera passione per la comunità cristiana, mette nero su bianco osservazioni efficaci e spunti di riflessione a partire dalla predica della domenica, dalla catechesi, dall’amicizia col parroco, fino a chiamare in causa i laici perché non stiano alla finestra. Un giovane astrofisico, invece, impegnato in Ac, racconta a Segno perché fede e scienza possano tranquillamente e serenamente convivere. In fondo il Padreterno è più visibile tra noi piuttosto che nascosto tra le nuvole: «Non serve un telescopio per trovare Dio. Lui è intorno a noi».
Giovanni Falcone: le idee restano. È il titolo dell’intervista centrale del giornale, questa volta con Maria Falcone, che ricorda il fratello, magistrato ucciso insieme alla moglie Francesca Morvillo e alla scorta nella strage di Capaci il 23 maggio 1992: la sua lezione è ancora valida oggi. «Ai giovani avrebbe detto di impegnarsi in ciò che fanno e di non scoraggiarsi davanti alle difficoltà. Li avrebbe invitati a rialzarsi dopo le sconfitte, a imparare dagli errori, a essere autosufficienti, perché non dover chiedere a nessuno è fondamentale».
Chiudono il numero estivo le consuete rubriche “Il primato della vita” e “Perché credere”. In Differenza cristiana e servizio alla città don Marco Ghiazza, assistente nazionale per l’Acr, prosegue la riflessione sulla città e sulla politica affrontata anche al Convegno amministratori del giugno scorso a Roma. «Il Signore si è servito di alcuni. Questo ci deve riconciliare con l’idea che non soltanto possa, ma debba esistere una classe dirigente. Un gruppo non solo di generosi, ma di competenti». Donne e uomini che «fanno della competenza un motivo di servizio».
Mentre don Fabrizio De Toni, assistente nazionale per il settore Adulti di Ac, proseguendo il percorso biblico e spirituale sulla preghiera, invita a ritagliare «tre minuti quotidiani per scrutare la pagina evangelica del giorno». Sarà come «la porzione di manna nel deserto per avanzare nel cammino nutriti e fiduciosi». La lectio divina trasforma la vita.
 

(Gianni Di Santo, redazione di Segno nel mondo)