Il messaggio della Comece in vista delle elezioni per il Parlamento europeo

«Costruire l’Ue è dovere di ogni cittadino»

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di Sarah Numico per il Sir (“EuropeForUs”) - «Rivolgiamo un appello a tutti i cittadini, giovani e anziani, perché votino e si impegnino durante il periodo pre-elettorale e alle elezioni europee». Il messaggio arriva dalla Comece, la  che a 100 giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo pubblica una “dichiarazione” in vista delle elezioni europee. “Ricostruire comunità in Europa è il titolo che i vescovi hanno voluto dare al loro messaggio che insiste sulla “responsabilità” dei cittadini dell’Ue nel decidere in questo passaggio di legislatura.
Il loro voto, scrive la Comece, presieduta da mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, «condizionerà decisioni politiche che avranno conseguenze tangibili sulla nostra vita quotidiana per i prossimi cinque anni». Le elezioni di maggio, scrivono i vescovi, “arrivano nel momento giusto per compiere scelte politiche che sostengano una rinnovata fratellanza tra le persone e rilancino il progetto europeo”.
È da «più di duemila anni» che la Chiesa cattolica «partecipa alla costruzione europea», in particolare «con la sua Dottrina sociale». E quindi, i vescovi della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) si rivolgono ai cittadini europei in questa fase che precede le elezioni per il rinnovo del Parlamento, a maggio. Se «l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona ha aperto un ampio ventaglio di nuove possibilità», dieci anni fa, oggi sembra dominare un «atteggiamento meno ottimistico». Per questo sono necessarie «scelte politiche» che portino a «una rinnovata fratellanza» e »rilancino il progetto europeo».
Fondamentale è che «i credenti e tutte le persone di buona volontà» vadano a votare, «senza cadere nella tentazione di uno sguardo ripiegato» e che «esercitino i loro diritti guardando alla costruzione dell’Europa». Se le persone manifesteranno le proprie opinioni politiche «potranno orientare l’Unione», che «non è perfetta», là dove vogliono che vada. Oggi serve «una nuova narrativa di speranza che coinvolga i cittadini in progetti percepiti come più inclusivi e più al servizio del bene comune», indicano i vescovi. Occorre quindi il voto innanzitutto, perché «ogni voto conta» nello scegliere persone che da maggio in poi «rappresenteranno le nostre opinioni politiche». E poi occorrerà che, dopo le elezioni, i cittadini «in modo democratico monitorino e accompagnino il processo politico».
Guardando al futuro prossimo dell’Ue i vescovi europei affermano che i cittadini e le istituzioni dell’Unione avranno bisogno di «spirito di responsabilità» per «lavorare insieme per un comune destino», «superando divisioni, disinformazione e strumentalizzazione politica». Il riferimento dei vescovi Comece nel loro documento “Ricostruire comunità in Europa” è alla campagna elettorale, che dovrà concentrarsi sulle «politiche Ue» e su come i candidati «sapranno elaborarle e concretizzarle». L’auspicio è che si «presentino le differenti visioni» evitando «sterili contrasti». Qualità necessarie per «coloro che vorranno assumersi un mandato a livello Ue» sono »integrità, competenza, leadership e impegno per il bene comune».
I vescovi indicano inoltre alcuni temi che stanno loro particolarmente a cuore, «l’economia sociale», politiche per ridurre la povertà, basate sul principio per cui »ciò che funziona per i meno fortunati, funziona per tutti», insieme all’attesa verso «un rinnovato sforzo per trovare soluzioni efficaci e condivise su migrazioni, asilo e integrazione». A questo riguardo due le sottolineature: l’integrazione «non riguarda solo le persone che entrano nell’Ue», ma «anche i cittadini Ue che si spostano in un Paese diverso dal loro», quindi la questione di fondo è «come accogliersi meglio gli uni gli altri in Europa?». In secondo luogo, i nodi della migrazione e dell’asilo non sono a sé stanti, ma sono legati ai temi della «solidarietà, a una prospettiva centrata sulla persona, a politiche economiche e demografiche efficaci».
«Votare in queste elezioni significa anche assumersi la responsabilità per il ruolo unico dell’Europa a livello globale. Il bene comune è più grande dell’Europa». Lo si legge nel messaggio Comece per le elezioni europee del 23-26 maggio. «Ad esempio, l’attenzione per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile – scrivono i vescovi europei – non possono essere limitati ai confini dell’Ue e i risultati elettorali avranno un impatto sulle decisioni che riguardano l’intera umanità. Un’Unione forte sulla scena internazionale è anche necessaria per la promozione e la protezione dei diritti umani in tutti i settori e per un solido contributo dell’Ue come attore multilaterale per la pace e la giustizia economica». Dopo aver citato un intervento di Papa Francesco sul futuro dell’Europa, il documento prosegue così: «Le elezioni potrebbero essere solo un primo passo, ma il più necessario». «Chiediamo a tutti i cittadini, giovani e meno giovani, di votare e impegnarsi» in vista del voto. Il documento si conclude così: «Il voto non è solo un diritto e un dovere, ma un’opportunità per plasmare concretamente la costruzione europea».