Costituzione e ambiente: una buona notizia

Con la modifica della Carta agli articoli 9 e 41, siamo tutti più consapevoli che il Creato è un dono che ci viene prestato e che va preservato per chi verrà dopo di noi

Cambiare la Costituzione non è cosa da poco e le modifiche agli articoli 9 e 41, per inserire tra i principi della Repubblica quello della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, probabilmente non ha avuto il risalto che avrebbe meritato nell’opinione pubblica. Eppure si tratta di una buona notizia, di un atto parlamentare importante che, proprio per essere stato approvato a larghissima maggioranza, non richiede della conferma referendaria. E, del resto, che questi temi siano comunque sentiti dai cittadini, e in particolare dai giovani, è cosa nota oltre che giusta. 

Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha scritto una lettera ad Avvenire in cui ricorda opportunamente il ruolo di Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, di cui fa parte anche l’Azione cattolica) ma in particolare i richiami forti di papa Francesco contenuti in particolare nella Laudato si’ e nella Fratelli tutti. Giovannini ricorda che questo provvedimento coglie «uno dei messaggi chiave delle encicliche» del Pontefice argentino, «nelle quali le dimensioni economiche, sociali e ambientali delle attività umane devono essere ricondotte a unità in nome del principio dell’ecologia integrale». 

Ma quali novità ha effettivamente introdotto il Parlamento? Nell’articolo 9, nella prima parte della carta, si dice che «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». E qui si aggiunge: «Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». Mentre la nuova formulazione dell’articolo 41 prevede l’inserimento di salute e ambiente in questo modo: «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali».

Si tratta di un passo importante nella direzione giusta, un passo che potrà essere ulteriormente rafforzato con un riferimento esplicito alla promozione di un’ecologia integrale che tenga assieme gli ambiti sociali con quelli ambientali, l’uomo con la natura.

Qualcuno sembra voler far notare che si tratta di un mero atto formale, che manca di sostanza, ma questo non risponde al vero. In prima battuta perché è sempre importante affermare i principi e inserirli in Costituzione rappresenta uno dei modi più alti per farlo, e poi perché anche molte leggi dovranno giocoforza cambiare, per seguire questi principi inseriti nella carta. Si tratta, certamente, di un modo per guardare con speranza alle nuove generazioni, ma anche per rendere tutti più consapevoli che il Creato è un dono che ci viene prestato e che va preservato per chi verrà dopo di noi. 

Autore articolo

Paolo Seghedoni