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Si apre l’anno frassatiano per i cent’anni dell’anniversario della morte

Cosa dice oggi ai giovani Pier Giorgio Frassati?

Pier Giorgio Frassati, noto come “lo studente che corre sempre”, nel suo breve percorso di vita si è distinto per una straordinaria ricchezza umana e cristiana, vissuta intensamente, come un mosaico straordinariamente variegato. In soli ventiquattro anni, Pier Giorgio ha intrecciato un’esperienza familiare profonda con un percorso accademico impegnativo nella facoltà di ingegneria mineraria, arricchito dalla partecipazione al circolo Fuci “Cesare Balbo”. La sua esistenza si è inoltre distinta per un’intensa attività sociale e di volontariato, una partecipazione politica matura e decisa – ispirata agli ideali di Luigi Sturzo e convintamente antifascisti – e un forte impegno in gruppi ecclesiali. 

Frassati morì di poliomielite fulminante il 4 luglio 1925, dopo soli quattro giorni di malattia. I suoi funerali, a cui partecipò una moltitudine di persone, prevalentemente di umili origini, rivelarono alla sua stessa famiglia e alla città un aspetto nascosto della sua vita. Nonostante appartenesse a un ambiente borghese, Frassati aveva scelto di distaccarsene, vivendo in maniera profondamente coerente i suoi valori, idee e soprattutto la sua fede. Una fede intrecciata con la realtà urbana, determinata ad affrontare le contraddizioni e i conflitti della modernità attraverso un servizio sempre speso con umiltà e grande vivacità per il bene comune.

Cosa dice oggi ai giovani Pier Giorgio Frassati?

Oggi, a quasi un secolo dalla morte di questo incredibile testimone di virtù, i giovani possono camminare lungo le sue orme? Le sue battaglie sono anche le nostre? Cosa dice oggi ai giovani Pier Giorgio Frassati? Certamente, la sua canonizzazione nel 2025, è già una risposta a questi interrogativi e un segno di speranza e fiducia. 

Frassati era un giovane come tanti altri profondamente innamorato della vita: amava le camminate in montagna e passare le giornate in compagnia dei suoi migliori amici. Interessi condivisibili con qualsiasi ragazzo o ragazza di oggi. Ma per Pier Giorgio, vivere pienamente significava prendersi le proprie responsabilità di cittadino e mettere in atto la Parola dedicando le sue energie a tutti e tutte. 

Un amore sconfinato per valorizzare la dignità della vita di ogni essere umano, che non guarda alla classe sociale o agli interessi personali. Uno sforzo continuo per il bene comune affrontato con sorriso e speranza. Una fede pura e vissuta sempre in comunità.

La sua eredità

Questa è la ricca eredità che ci ha donato Pier Giorgio Frassati e proprio in questo giorno, che apre l’anno frassatiano per i cent’anni dell’anniversario della morte, che vogliamo fare eco del suo esempio di vita mai neutrale e di impegno politico di profonda ispirazione religiosa. Proprio in questi giorni a Trieste si sta svolgendo la 50.ma edizione della Settimana Sociale intitolata Al cuore della Democrazia dove si affronteranno temi che sarebbero stati tanto cari anche a Pier Giorgio tra cui: cura, ospitalità, solidarietà, pace, dialogo, cultura dell’incontro e riconciliazione. Il nostro impegno oggi deve essere quello di accogliere questi stimoli e portarli in tutte le nostre comunità senza vivacchiare ma impegnandoci per essere promotori di bene comune e dei valori che ci contraddistinguono come giovani cristiani cattolici.

Testimoni del Vangelo

Come Frassati quasi un secolo fa, anche noi oggi dobbiamo avere la capacità di unire questi due aspetti solidamente: essere testimoni del Vangelo mentre viviamo la nostra contemporaneità affrontando le sfide che propone. Non vivere un cristianesimo piegato su sé stesso, ma aperto alle complessità dei nostri territori. 

*L’autrice dell’articolo è consigliera nazionale per il Settore giovani di Ac

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