Pubblicato «Dialoghi» n. 3-2019. Il trimestrale culturale dell’Azione Cattolica

Corpo e salvezza

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Ammaestrato, addomesticato, educato, il corpo umano resta il medium più potente, la “tunica di pelle” che porta i segni della dominazione o della liberazione. E si fa linguaggio. Perché il corpo, tutto il corpo, non soltanto la lingua, parla. Dice chi siamo e chi vorremmo essere. Quali sono le nostre ferite e le cicatrici. Quali i tentativi di rimodellarlo, di nascondere o di annullare, come in un’opera barocca, il trionfo del tempo e del disinganno. Il Dossier proposto da «Dialoghi» n. 3-2019, il trimestrale culturale promosso dall’Azione cattolica, in arrivo in questi giorni ai suoi abbonati, si interroga, dunque, sulla centralità del corpo nella sfera sociale e sulle conseguenze per l’annuncio della liberazione integrale che è al cuore del messaggio cristiano.

Curato da Piero Pisarra il Dossier si apre con il Forum a quattro voci (Le metamorfosi del corpo, tra diktat del tempo e aspirazione alla libertà) che ospita i contributi di Fiorella Battaglia, Dennis Gira, Elena Lasida e Brunetto Salvarani; seguono gli articoli di: Lidia Maggi (Il corpo nella Bibbia, tra dualità e unità della persona); Giuliana Parotto (Corpo mediale e rappresentanza politica. Una sfida per il futuro); Luigi Alici (Il corpo ferito. Elogio della fragilità); Piero Pisarra (Il corpo negato. Il racconto dell’Ancella e l’anatomia del fondamentalismo); Francesco Brancato (Risurrezione della carne: scandalo o profezia?).

Oltre al Dossier, al tema del corpo è dedicato l’Editoriale firmato dal direttore della rivista Pina De Simone (Quando il corpo parla): in un tempo che pure prospetta l’oltrepassamento della materia nel trionfo del digitale, il corpo è al centro dell’attenzione, è il nodo dei tentativi di immaginare il mondo, le relazioni, il futuro, nella soluzione di tutto ciò che ci angoscia o che frena il nostro procedere.

Il numero ospita nella sezione Primo Piano una riflessione (La nuova Europa per un domani comune) di David Maria Sassoli. Per il neo presidente del Parlamento europeo viviamo il tempo della responsabilità che chiama tutti a proteggere l’Europa, casa comune, e i valori democratici su cui essa si fonda. Un impegno a dare speranza ai giovani, alle persone in difficoltà, a tutti coloro che in questo momento soffrono e che aspettano risposte ai loro problemi. Il vaticanista Mimmo Muolo, vicecapo della redazione romana del quotidiano «Avvenire», con il suo contributo (I soldi della Chiesa. Oltre i luoghi comuni e le fake news) prova a fare chiarezza sulla realtà dei fatti prendendo in esame alcune delle principali false notizie e stereotipi in circolazione sul rapporto tra denaro e Chiesa cattolica.

Per la rubrica Eventi e idee. Aureliano Pacciolla con il suo contributo (All’origine dei nuovi Erode) analizza i tanti casi drammatici che la cronaca ci pone davanti: come è possibile che un genitore arrivi a fare violenza su un figlio o addirittura ad ucciderlo? Fornendo il punto di osservazione di uno psicologo clinico.
Claudia Caneva con il suo testo (La pro-vocazione delle serie Tv) ci ricorda invece che il successo delle serie Tv porta con sé alcuni interrogativi. Un genere narrativo che spesso si pone come ribellione al sistema simbolico tradizionale, ma anche come nostalgica vocazione al recupero dell’umano perduto.

Interessante e ricca come sempre la sezione Il libro & i libri. Recensioni di: Lucia Colombo (L’umano al femminile) su «La costola perduta. Le risorse del femminile e la costruzione dell’umano» di Francesco Stoppa; Stefano Veluti (Manifesto e attualità del pensiero erasmiano) su «Umanesimo cristiano di Erasmo da Rotterdam», curato da Luigi Berzano; Ionuț Marius Chelariu (Filosofare per lettere: Emil Cioran e Petre Țuțea) su «L’insonnia dello spirito. Lettere a Petre Țuțea (1936-1941)» di Emil Cioran, curato di Antonio Di Gennaro, trad. it. di Ionuț Marius Chelariu; Vivetta Valacca (Non chiunque mi dice “Signore, Signore”) su «Dio e il Nulla. La religiosità atea di Emil Cioran» curato da Antonio Di Gennaro e Pasquale Giustiniani.

Le pagine della sezione Profili chiudono il fascicolo. A ottant’anni dalla prematura scomparsa, lo storico Paolo Trionfini con il suo contributo (Igino Righetti. Il cattolico pensante), ci offre la traccia lasciata dal giovane romagnolo nel panorama del movimento cattolico italiano del Novecento. La dimensione internazionale che lo fa assurgere a costruttore di un’Europa di speranza per i semi gettati nella lunga stagione tra le due guerre mondiali.

Per ulteriori info sulla rivista visitate il sito www.rivistadialoghi.it