A Palermo, una serata per la legalità nel ricordo dei martiri di Capaci

Contro le mafie, l’impegno di ciascuno

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di Giuseppe Bellanti*- Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Palermo, attraverso l’Area promozione associativa, ha voluto offrire il suo contributo alla crescita della “cultura della giustizia e della legalità”. L’ha fatto alla vigilia della giornata del 23 maggio in cui ricordiamo la strage di Capaci del 1992, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Nella serata di venerdì 22 maggio si è tenuto un incontro online per riflettere sull’agire concreto richiesto ad ogni individuo così da offrire il proprio contributo alla costruzione della “città giusta”, partendo dall’esempio e dalla testimonianza lasciataci in eredità da grandi uomini che hanno lottato con tutte le loro forze per sconfiggere la criminalità, la “malavita” e favorire percorsi sani di bene comune.
A causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, provocata dal Covid-19, l’incontro si è svolto online ed è trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Azione Cattolica di Palermo. Con i relatori presenti presso il Centro “Semi di Speranza”, nei locali della Villa di Via Bernini confiscati alla mafia e concessi in comodato d’uso gratuito, con protocollo d’intesa, all’Azione Cattolica palermitana lo scorso ottobre.
La serata è stata anticipata da una serie di iniziative per dare la possibilità ai soci di Ac, e a quanti fossero interessati, di entrare nel vivo della tematica; in particolare, i ragazzi sono stati impegnati nell’individuare alcune parole-chiave legate all’evento e con le quali hanno poi elaborato una preghiera, offerta attraverso un video trasmesso all’inizio della diretta.
La riflessione ha visto i contributi di Alessandra Turrisi, giornalista di «Avvenire» e del «Giornale di Sicilia», professionista attenta e da sempre impegnata nella promozione di percorsi di legalità (tra le sue pubblicazioni: Dalle mafie ai cittadini (con A. M. Mira) e Paolo Borsellino. L’uomo giusto), e Giovanni Paparcuri, testimone e custode del museo «Falcone e Borsellino» allestito presso il Palazzo di Giustizia di Palermo nei locali che furono uffici dei due magistrati.
Entrambi i relatori hanno dato sfumature e spunti di riflessioni importanti. La Turrisi nel sottolineare da più prospettive l’impegno che tutti siamo chiamati a svolgere, come cristiani e cittadini, come uomini e donne di Ac nella costruzione della legalità e del bene; Paparcuri con i racconti vivi ed emozionanti di un uomo vero e semplice che sta vivendo “tre vite”: la prima, fino all’esperienza della strage di Via Pipitone Federico, messa in atto per eliminare Rocco Chinnici, la seconda, come stretto collaboratore di Falcone e Borsellino, e la terza, da pensionato con tanta voglia di continuare a lottare per far trionfare la legalità.
Durante la serata è stata svelata da parte del Comandante dei Carabinieri della Caserma «Uditore», Ciro Musto, un’immagine di Giovanni Falcone, posizionata all’interno della sede, con l’obiettivo di volerlo consegnare come “Testimone di Speranza” a tutti coloro che si avvicineranno al Centro. Altre giornate di riflessione sono state programmate per attenzionare ancora tre testimoni, Paolo Borsellino, Rosario Livatino e don Pino Puglisi, tutti grandi uomini che con la loro determinazione hanno favorito un grande cambiamento nella nostra amata terra e non solo.
Il desiderio è quello di spargere piccoli semi di speranza, attraverso la riproposizione del loro impegno e della loro testimonianza, per far nascere piante fruttuose ovvero stimolare la crescita di uomini e donne capaci di segni concreti di giustizia nell’ordinarietà età della vita quotidiana.

*Presidente diocesano Ac Palermo