Festività del beato Pier Giorgio Frassati. La lettera dei giovani di Ac

Con lo sguardo verso il Cielo

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Caro Pier Giorgio, eccoci di nuovo, puntuali come ogni anno, a scriverti e a ricordarti ancora di più. Ogni 4 luglio diventa per noi un appuntamento per pensarti un poco di più, per pensarci di più e un poco meglio. È il giorno (ma non l’unico) in cui ognuno di noi cerca di guardarsi meglio, di vedere il suo cammino, di rimettere al centro i sogni di una vita intensa e non soltanto incasinata. Ci sembra di poter dire che questo giorno, è il giorno in cui decidiamo di nuovo che fare della nostra vita, come usare le nostre mani e i nostri piedi, a chi indirizzare il nostro cuore, come moltiplicare le parole buone per raggiungere tutti, come riuscire a vivere la nostra giovinezza e custodire il nostro cuore giovane.
Abbiamo bisogno di giorni così, che siano aperti al cielo e non solo chiusi alle cose pesanti della terra. Abbiamo bisogno di poter fermarci ogni tanto, da questa nostra vita così intasata di cose e di parole, e cercare le parole e le cose che contano davvero per i nostri passi e per il nostro cuore.
Non può andarci bene tutto, non possiamo accontentarci di ogni cosa pur di non rimanere da soli: il cuore, il nostro cuore, per vivere ha bisogno di “parole prelibate”, di attenzioni particolari che siano solo nostre, di luoghi silenziosi che ci facciano sentire e scoprire il senso di tutto; abbiamo bisogno di cose belle e delicate che possano attraversarci la vita e mentre ci cambiano gli occhi, ci aiutino anche a cambiare il passo. Sì, perché per poter cambiare il cammino della nostra vita non dobbiamo solo decidere che strada fare, è necessario chiederci quali sono i nostri orizzonti, cosa vediamo nel futuro della nostra vita, come stiamo sognando il resto dei nostri giorni. E lo facciamo in questi giorni, soprattutto in questo giorno, perché così hai vissuto la tua giovane vita caro fratello Pier Giorgio. Sei stato un giovane che sognava un futuro bello per la vita di tutti e ti sei impegnato perché questo futuro bello avesse il gusto del presente. Non ti sei mai seduto, non hai mai “guardato la vita dal balcone”, ti sei, invece, lasciato sorprendere, cioè ti sei fatto prendere dalle “cose di sopra”, quelle belle del cielo che non possiamo controllare e ti sei lasciato guidare, anche se qualche volta sono state soprese pesanti.
Ecco caro fratello che cosa ci sta mancando in questo tempo: ci manca la sorpresa, la bellezza di scoprire le cose che vengono dall’alto e che sono lontane dai nostri controlli; ci mancano le cose che vengono dal cielo, quelle che hanno il sapore delle nuvole e la lucentezza delle stelle. Ci manca il cielo solo perché noi abbiamo cambiato posizione e abbiamo deciso che le cose importanti sono solo quelle che possiamo vedere con la testa piegata verso il basso.
In questo giorno perciò, caro fratello Pier Giorgio, noi ti chiediamo di alzarci la testa, di farci scoprire che le cose belle avvengono solo se riusciremo a mettere insieme le cose della terra e le cose del cielo, cammini sterrati e vie stellari, terra rossa e via lattea.
Aiutaci a custodire il cuore nel silenzio. Lo sappiamo bene che la tua vita era una vita strapiena di cose: amicizie, l’amore, lo studio spesso anche molto duro, la vicinanza ai poveri, la bellezza di una vita sportiva, ma sappiamo anche che tutto la tua forza e la tua resistenza partiva da una vita silenziosa e di preghiera che non ti allontanava da nessuno anzi ti avvicinava a tutti.
Rendici capaci di amicizie sincere, di accorgimenti speciali, di occhi capaci di scoprire la gioia e la tristezza nel volto degli altri. Donaci anche il desiderio di dire parole nuove, che siano capaci di costruire piuttosto che distruggere o impedire, che possano avvicinare piuttosto che allontanare, che siano parole che abbiano senso per tutti e non solo per noi.
Poi ancora, un’ultima preghiera caro fratello Pier Giorgio, liberaci dalla smania di emergere, di pensarci capaci di ogni cosa, di pensare che senza di noi le cose non possono andare avanti; donaci davvero la bellezza di capire che la nostra grandezza sarà saper fiorire ovunque, in ogni posto dove la vita ci porterà e non solo dove decidiamo di stare. Rendici capaci di libertà, di leggerezza, di stima nei confronti degli altri.
Ti vogliamo bene caro Pier Giorgio. Tu guardaci con simpatia!

Luisa Alfarano, Michele Tridente e don Tony Drazza
Vicepresidenti e Assistente nazionali per il Settore Giovani di Ac