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Pubblicato il documento finale della XVIII Assemblea nazionale Ac “Testimoni di tutte le cose da lui compiute”

Con lo sguardo pieno di speranza

Fototeca Ac/A. Giuliani
Fototeca Ac/A. Giuliani

È disponibile il Documento assembleare (Formato A4 e Libretto) approvato in forma definitiva dal Consiglio nazionale dell’Ac, nella seduta dello scorso 11 maggio. La prima del neo Consiglio eletto dalla XVIII Assemblea nazionale Ac, Testimoni di tutte le cose da lui compiute, svoltasi a Sacrofano (RM) dal 25 al 28 aprile scorso. Vi invitiamo a leggerlo per assaporare il momento assembleare come parte integrante dei ritmi di vita e di crescita dell’Associazione e come espressione viva dell’esercizio di corresponsabilità e presa in carico della vita associativa da parte di tutti.

Vi invitiamo a leggerlo perché tra le sue righe emerge lucida la ferma convinzione che come laici credenti possiamo essere sale e lievito per la società, nella Chiesa e con la Chiesa. Consapevoli che il tempo presente ci chiede di essere autenticamente Azione cattolica. Il che vuol dire essere fedeli alla nostra storia e alle nostre radici, alle generazioni di ragazzi, giovani e adulti che ci hanno preceduto, lungo un cammino gravido di santità. Sapendo leggere i segni dei tempi, sapendo scrutare il cuore dei nostri fratelli e, soprattutto, sapendo coniugare fede e vita per arrivare ad offrire un contributo fondamentale a quella scossa morale e civile che è chiesta al Paese.
Un’Italia che – come ci ha ricordato di recente il presidente della Cei, il card. Zuppi – ha bisogno di riscoprirsi solidale e accogliente, capace di promuovere la legalità e combattere gli abusi di ogni risma, soprattutto quelli contro chi è più fragile e più povero, ma anche terra che rifiuta la cultura del declino che ci priva della speranza.

Per l’Azione cattolica che ha celebrato la sua XVIII Assemblea nazionale, preceduta dallo straordinario abbraccio a Papa Francesco di decine di migliaia di suoi soci e amici, questo si traduce nella consapevolezza che la ricchezza più grande sono le persone e che l’impegno per sostenere ciascuno e ciascuna nelle sue povertà deve coinvolgerci a livello comunitario – lo sottolinea il Documento assembleare, la cui Introduzione di seguito vi proponiamo: «È necessario infatti operare a livello culturale, sociale, politico per recuperare il senso della pienezza della dignità umana in ogni circostanza e in ogni tempo della vita. L’Ac è un’occasione per stare insieme, un laboratorio di democrazia e una palestra che sana l’individualismo con l’incontro, il pluralismo, la popolarità e il contrasto alle discriminazioni di ogni tipo».
Dunque, «mai da soli ma insieme agli altri, affidandoci allo Spirito che continuamente ci svela la bellezza della vita comunitaria e la creatività di un’esistenza generosa e grata».

Il logo della XVIII Assemblea nazionale Ac

L’Introduzione al documento assembleare
Testimoni di tutte le cose da lui compiute

L’Azione cattolica italiana riconosce questo tempo come una preziosa occasione di trasformazione della vita sociale e civile e vi partecipa vivendo pienamente la postura sinodale di tutta la Chiesa, come tempo opportuno di conversione personale e comunitaria, in ascolto dello Spirito che anima la vita del popolo di Dio, sempre alla ricerca dei luminosi segni del Regno disseminati anche nelle pieghe drammatiche e controverse della storia umana. Siamo consapevoli che un autentico processo di rinnovamento richiede il coinvolgimento e l’attivazione di ciascuna persona e uno sguardo contemplativo capace di accogliere la buona notizia che «Dio non fa preferenza di persone» (At 10,34b), e ci propone di condividere questa perenne novità con tutti e tutte, nessuno escluso, animando percorsi inclusivi, solidali e fraterni.

Vogliamo pertanto affermare il desiderio di assumere la forma associativa come annuncio di questa fraternità secondo uno stile di ascolto, di dialogo e di prossimità. Sentiamo l’esigenza profonda di contribuire a dare un orientamento generativo alla vita ecclesiale come a quella civile, mettendo ancora più a fuoco il valore di un’autentica vita comunitaria intessuta di relazioni significative, di condivisione della vita e della fede e di intrecci di legami di reciprocità e collaborazione. Nella comune e quotidiana preghiera, nella cura verso i nostri territori e nella vita democratica dei nostri passaggi assembleari, desideriamo, ancora oggi, essere «Testimoni di tutte le cose da Lui compiute» (At 10,39b).

Questo documento, così come l’intero cammino assembleare, intende assumere la straordinarietà di questo tempo con lo sguardo pieno di speranza consegnatoci dal Concilio Vaticano II. Il mondo uscito dalla pandemia sta affrontando sfide e questioni complesse a diversi livelli: il dramma della guerra che continua a coinvolgere sempre più ampie fasce di popolazione, l’aggravarsi della questione ambientale, la diffusione di estremismi e polarizzazioni sul piano civile e politico nonché l’incremento delle situazioni di grave deprivazione materiale e immateriale e l’aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche insieme al fenomeno delle migrazioni.

Sul piano ecclesiale, inoltre, siamo profondamente immersi nel cammino sinodale delle Chiese in Italia e nel Sinodo della Chiesa universale, che ci esortano a un impegno ancora più generoso per corrispondere alla domanda di cambiamento emersa nella lunga e accurata fase di ascolto sperimentata nelle diverse comunità ecclesiali. La 50a Settimana sociale dei cattolici in Italia, dal titolo Al cuore della democrazia, costituisce inoltre un’occasione particolarmente proficua perché ci ricorda come la tessitura fraterna e comunitaria che sperimentiamo a livello ecclesiale si dilata continuamente alla vita sociale, individuando ulteriori sentieri di formazione e di impegno per il bene di ogni persona.

Sentiamo di voler abitare questo tempo di cambiamenti e di trasformazioni mai da soli ma insieme agli altri, affidandoci allo Spirito che continuamente ci svela la bellezza della vita comunitaria e la creatività di un’esistenza generosa e grata. In questa fedeltà al tempo presente, in questo stile quotidiano, umile e perseverante, l’Ac riscopre la sua profezia che si fa conversazione di speranza con tutti e tutte.

La capillarità della nostra Associazione, che ci rende presenti in tutti i territori e abbraccia ogni età, ci permette di intercettare le peculiarità di ogni realtà, di ogni persona che vive ambienti e momenti di vita differenti. Lasciamoci quindi interrogare dagli sguardi in prospettiva, anzi, accompagniamoli perché possano crescere. La ricchezza dell’Ac sta anche nella pluralità dei doni e nella diversificazione di vicende e percorsi che prendono forma e animano l’Associazione nei territori; ed è proprio in ragione di tale energia così diffusa e così articolata che sentiamo importante rafforzare le connessioni e le interazioni che costituiscono la dimensione nazionale della vita associativa, cumulando così un patrimonio di idee, sogni, passioni da condividere con tutto il paese e con tutta la Chiesa. In questo orizzonte comune, ci scopriamo in cammino insieme, pur nella diversità, capaci di proposte originali di bene comune.

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