L’Editrice Ave ha pubblicato l’Enciclica “Fratelli tutti”

Con la chiarezza del Vangelo

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L’Editrice Ave ha pubblicato la terza lettera enciclica di papa Francesco, Fratelli tutti, sulla fraternità e l’amicizia sociale. Una edizione introdotta da uno scritto del Presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, di cui proponiamo un breve estratto. Stessi diritti, stessi doveri, pari dignità per gli uomini, in qualunque parte della terra siano nati: bisogna ripartire da questa verità per provare a ricostruire l’amore fraterno nella sua dimensione universale, nella sua apertura a tutti. All’indifferenza e alla discriminazione, occorre reagire con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole ma sia costruito tutti insieme.
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Dall'Introduzione di Matteo Truffelli* - (…) Francesco ci ha ormai abituati al suo parlare in maniera chiara, comprensibile a chiunque. Le pagine di Fratelli tutti paiono quasi dedurre questa immediatezza di linguaggio direttamente dal Vangelo. Commentando la parabola del Buon Samaritano – presentata dall’Enciclica come paradigma della fraternità universale, della chiamata per ciascuno a farci vicini a tutti, a partire da chi non ci è prossimo – il Santo Padre per primo dà al lettore l’impressione di trovarsi a fare i conti con indicazioni inequivocabili, che non accettano di essere dissimulate, attenuate. Così, a sua volta, non può che dedurne idee e orientamenti che – per il vocabolario e per la puntualità – difficilmente potrebbero essere giudicati troppo complicati, difficili da comprendere o, peggio, ambigui. Il Vangelo non fa sconti. E allora, laddove si parla ad esempio della mentalità xenofoba che disprezza quanti vivono la migrazione, Francesco ricorda con semplicità e nettezza che «è inaccettabile che i cristiani condividano questa mentalità e questi atteggiamenti, facendo a volte prevalere certe preferenze politiche piuttosto che profonde convinzioni della propria fede» (n. 39).

Al tempo stesso, come per molti dei precedenti documenti pubblicati da Francesco, addentrarsi nella lettura di questa Enciclica – ampia, molto articolata, ricca di spunti che si inseguono e si richiamano a vicenda – non è un’operazione scontata. Soprattutto per coloro portati ad attendersi, da un testo magisteriale, un andamento rigorosamente deduttivo, ordinato secondo un percorso lineare e progressivo. Chi vuole penetrare nel discorso di Francesco deve invece abbandonare la pretesa di trovarsi tra le mani un saggio di stampo accademico, espressione di un «pensiero compiuto», e disporsi piuttosto a qualcosa di diverso. È lo stesso Francesco, del resto, a dichiarare apertamente che il testo raccoglie una molteplicità di idee elaborate in differenti interventi precedenti: le idee e le indicazioni che più volte abbiamo sentito avanzare in questi anni vengono così ricollocate in un quadro più articolato di riflessione, nel quale i diversi spunti si fermentano a vicenda, generando ulteriori sviluppi. Appare evidente che l’intenzione di questa Lettera sia quella di aiutare chi la legge a giungere a una sintesi complessiva di un percorso che trova, così, ulteriore chiarezza e un rinnovato slancio. Sollecitandoci continuamente a passare dalla sfera dell’impegno personale alla dimensione sociale, dai grandi processi interstatali alle dinamiche dei rapporti interpersonali, dal piccolo al grande e viceversa. Spazi e processi che si contengono gli uni negli altri, l’uno legato all’altro, l’uno decisivo per l’altro.

Più che la cadenza regolare di un trattato geometrico, insomma, Fratelli tutti assume il ritmo di una danza – una samba, si potrebbe dire, visto che proprio i versi di una samba vengono citati da Francesco per meglio esprimere il proprio pensiero, con buona pace di chi si scandalizza per simili contaminazioni di linguaggio – che chiede di lasciarsi coinvolgere e trascinare, cambiando passo. E il lettore attento, se avverte il timore di perdersi in una molteplicità di argomentiche sembrano rincorrersi tra loro e a volte tornare sugli stessi passi, si accorge in realtà che il discorso, con un andamento elicoidale, si sposta via via più in profondità. (...).