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Al via il Sinodo dei Vescovi

Comunione partecipazione e missione

foto: Shutterstock
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Nel pomeriggio del 4 ottobre, alla presenza di papa Francesco, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, ha avuto inizio la prima Congregazione generale della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione (4-29 ottobre 2023). Una vera partecipazione del popolo di Dio, quella che si vede in questo Sinodo. 

I numeri

Quattrocentosessantaquattro partecipanti, 365 membri, di cui 54 donne votanti. Tra i membri, anche due vescovi cinesi proposti dalla Chiesa locale “d’intesa con le autorità” e nominati dal Papa. Un mese, dunque, scandito da diversi appuntamenti, che vedranno riuniti in Aula Paolo VI cardinali, vescovi, religiosi e laici da tutto il mondo.

L’assemblea è articolata in cinque moduli: i primi quattro sulle differenti parti dell’Instrumentum laboris e l’ultimo sulle conclusioni. Ci saranno 35 gruppi composti da 11 persone e un facilitatore. Quattordici saranno in lingua inglese, 7 in spagnolo, 5 in francese, 8 in italiano, uno in portoghese. Oltre ai rappresentanti dalle varie Conferenze episcopali del mondo (Africa 43, America 47, Asia 25, Europa 48, Oceania 5) e ai delegati delle Chiese orientali cattoliche (20), ci sono poi 50 membri di nomina pontificia. Da un elenco di 140 persone proposte dagli organismi continentali, il Papa ha scelto 70 fedeli non vescovi (tra cui cinque consacrate e cinque consacrati). 

Anche l’attenzione ecumenica è migliorata rispetto al passato. Saranno 12 i Delegati fraterni, che rappresentano altre Chiese e comunità ecclesiali. Ci sono inoltre gli Invitati speciali, che partecipano all’Assemblea ma non alle decisioni, gli Esperti e i Facilitatori: i primi (periti) partecipano come invitati ma non sono membri del Sinodo, cooperano con i Segretari in forza delle loro specifiche competenze. Gli altri hanno invece il compito di agevolare lo scambio nei cosiddetti Circoli minori. 

La Chiesa strumento d’amore per l’umanità

Il card. Mario Grech, Segretario generale della Segreteria generale del Sinodo, ha spiegato nella sua relazione inziale che oggi la Chiesa si trova a un bivio e la sfida urgente «non è di natura teologica o ecclesiologica, ma come in questo momento della storia la Chiesa possa diventare segno e strumento dell’amore di Dio per ogni uomo e donna».

In questo mese di approfondimenti sul tema della “sinodalità”, sono tante le attese da parte delle comunità ecclesiali sparse per il mondo. Una Chiesa e una gerarchia più vicine al popolo di Dio è sentito ormai come un’esigenza importante. La condivisione dei cammini pastorali e di una visione del popolo di Dio che cammina con i propri pastori è, più che una visione rivolta al futuro, un’opportunità storica, concreta, reale. Una messa in pratica di ciò che aveva dato in termini di sogni e speranze il Concilio vaticano II.

Il protagonista è lo Spirito Santo

Le parole di papa Francesco, durante l’omelia in occasione dell’apertura del Sinodo dei vescovi, sono state molto chiare. Dopo aver ribadito, ancora una volta, che il Sinodo non è un Parlamento e il protagonista è lo Spirito Santo, riconosce come lo sguardo di Gesù sia uno sguardo benedicente accogliente. E questo è il compito primario del Sinodo: «ricentrare il nostro sguardo su Dio, per essere una Chiesa che guarda con misericordia l’umanità. Una Chiesa unita e fraterna, che ascolta e dialoga; una Chiesa che benedice e incoraggia, che aiuta chi cerca il Signore, che scuote beneficamente gli indifferenti, che avvia percorsi per iniziare le persone alla bellezza della fede. Una Chiesa che ha Dio al centro e che, perciò, non si divide all’interno e non è mai aspra all’esterno. Una Chiesa che rischia con Gesù». 

Le tentazioni

Dinanzi alle difficoltà e alle sfide che ci attendono, lo sguardo benedicente e accogliente di Gesù «ci impedisce – sono sempre le parole del Papa – di cadere in alcune tentazioni pericolose: di essere una Chiesa rigida – una dogana –, che si arma contro il mondo e guarda all’indietro; di essere una Chiesa tiepida, che si arrende alle mode del mondo; di essere una Chiesa stanca, ripiegata su sé stessa».

Il Sinodo, dunque, è iniziato. Le attese per una comunione partecipazione e missione sono tante e i segnali di un buon lavoro incoraggianti. Il resto lo farà lo Spirito Santo.

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