Fare (e dire) bene il bene - La sfida della valutazione sociale e della progettazione

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Tra gli obiettivi dati con la pubblicazione lo scorso marzo del primo Bilancio di sostenibilità dell’Azione cattolica italiana (anno 2019, su dati 2018) vi è l’impegno a sostenere, dentro e fuori l’associazione, lo sviluppo di una sempre più diffusa e consapevole cultura della valutazione e della progettazione sociale e dei relativi percorsi di rendicontazione di sostenibilità.

In quest’ottica si pone il seminario Fare (e dire) bene il bene. La sfida della valutazione sociale e della progettazione che si terrà sabato 14 dicembre 2019 (dalle ore 10.00 alle 17.00), a Roma presso l’aula Barelli della Domus Mariae - The Church Palace (Via Aurelia 481). Intervengono: Matteo Truffelli - Presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana; Mauro Salvatore - Economo della Conferenza episcopale italiana; Paolo Venturi - Direttore di Aiccon, l’Associazione italiana per la promozione della cultura della cooperazione e del nonprofit; Andrea Cavallini, Paola Ducci e Paolo Seghedoni – Agenzia MediaMo; Claudio di Perna - Azione cattolica italiana; Guido Zovico - Comitato organizzatore Padova Capitale europea del volontariato 2020.

La partecipazione al seminario è gratuita e aperta a tutti coloro che sono interessati, dentro e fuori l’Ac, a fare scuola di formazione nel campo della valutazione sociale e della progettazione. L’appuntamento sarà anticipato venerdì 13 dicembre da un brainstorming con il coinvolgimento di alcuni importanti stakeholder (portatori d’interesse) nei confronti dell’Azione cattolica italiana: comunità, istituzioni, Chiesa cattolica e assistenti, altre religioni, altre realtà e associazioni ecclesiali, media, e naturalmente, associati, responsabili associativi ed educativi, dipendenti, fornitori, donatori.

Formarsi su questi temi non è seguire una moda. Come scriveva il presidente nazionale Ac Matteo Truffelli nella presentazione del primo Bilancio, la scelta della rendicontazione sociale è stata presa per conoscersi meglio, per ragioni di trasparenza e di responsabilità: «Siamo convinti che il patrimonio più grande dell’Ac siano le persone, i ragazzi, i giovani, gli adulti e i sacerdoti assistenti. Questo bilancio si rivolge anzitutto a loro, ma anche a tutti coloro che nella Chiesa e nel Paese guardano all’Azione cattolica con speranza e aspettative, o anche semplicemente chiedendosi cosa fa».

In Ac crediamo che aiutare a fare cresce nei territori del nostro Paese la cultura della valutazione e della progettazione sociale risponda a pieno ai dettami del magistero sociale della Chiesa, a quanto Papa Francesco sottolinea attraverso l’enciclica Laudato sì’: siamo tutti chiamati ad impegnarci nella «ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale» e «...abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti».