In un tempo segnato da tensioni crescenti e da una complessità internazionale sempre più evidente, il conflitto non è una realtà distante, ma attraversa la vita quotidiana: nelle relazioni, nelle famiglie, nei contesti educativi, negli spazi pubblici e nelle piazze digitali. Si manifesta nella difficoltà di dialogare, nella paura dell’altro e nel ritorno a logiche di contrapposizione e forza. E così, anche nel confronto più semplice, il rischio è quello di confondere l’argomentazione con l’aggressione, il dialogo con lo scontro.
Di fronte a questo scenario, il Settore Giovani di Azione Cattolica promuove il modulo formativo Facciamo a metà? Abitare il conflitto, generare il bene, in programma dall’1 al 3 maggio 2026 a Seveso (MB), presso il Centro Pastorale Ambrosiano (in via San Carlo 2).
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il conflitto non può essere ignorato, semplificato o delegato ad altri, ma chiede di essere riconosciuto e abitato, per aprire possibilità nuove di incontro e di bene. L’obiettivo del modulo formativo è, infatti, offrire strumenti e prospettive per leggere e vivere il conflitto come occasione di crescita personale, relazionale e sociale, alla luce del Vangelo e dell’impegno ecclesiale. Convinti che conflitto non è necessariamente un fallimento della relazione, ma può diventare uno spazio in cui le differenze, anziché trasformarsi in fratture insanabili possono diventare occasione di crescita, di approfondimento e persino di comunione.
Oltre 200 i partecipanti, educatori ed educatrici, laici e presbiteri, provenienti dalle Ac di diverse diocesi d’Italia. Per una tre giorni fatta di momenti di preghiera, riflessione, confronto e laboratori. Tre le direttrici che verranno approfondite: Abitare il conflitto personale, Abitare il conflitto relazionale e sociale, Abitare il conflitto internazionale. Partecipano: Emanuela Gitto, Lorenzo Zardi e don Michele Martinelli, vicepresidenti nazionali e assistente ecclesiastico centrale dell’Azione Cattolica per il Settore Giovani; mons. Luca Raimondo, vescovo ausiliare di Milano e delegato per il laicato della Conferenza Episcopale della Lombardia; Silvia Corbari, presidente del consultorio Ucipem di Cremona; Paolo Seghedoni, vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica per il Settore Adulti; Matteo Truffelli, presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet” per lo studio dei problemi sociali e politici; Giovanni Bachelet, già parlamentare della Repubblica e docente di Fisica alla Sapienza Università di Roma; mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana; Riccardo Radaelli, docente di Geopolitica e di Storia e Istituzioni dell’Asia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano; Giorgia Sorrentino, consigliera di presidenza del Consiglio Nazionale dei Giovani con delega agli Affari dell’Unione Europea.
Il programma del modulo formativo incrocerà, nel medesimo luogo, le giornate del seminario internazionale di formazione e dialogo Shaping Peace, Realising Hope: Global Youth in Dialogue (di cui vi daremo conto). Un’occasione preziosa di incontro interculturale promossa dall’Azione Cattolica Italiana in collaborazione con la Pastorale della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina e il Coordinamento giovani del Forum Internazionale di Azione Cattolica, con il contributo di Caritas Italiana: a 50 giovani di Ucraina, Italia, Malta, Romania, dal 2 al 7 maggio, sarà offerta un’opportunità di formazione e discussione sulle principali problematiche sociali del nostro tempo alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, contribuendo allo sviluppo di una consapevole responsabilità civica e alla promozione dei valori fondamentali di pace, solidarietà e bene comune tra i giovani partecipanti.
In allegato: il pdf programma
Roma, 22 aprile 2026