Martedì 21 luglio 2026, alle ore 12, a Roma in via della Conciliazione 1 (secondo piano), presso il Salone
di presidenza dell’Azione Cattolica Italiana, si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Orizzonti
Mediterranei. Abitare la fraternità per una cultura del dialogo”, l’Incontro nazionale delle Presidenze
diocesane e delle Delegazioni regionali dell’Ac italiana, in programma a Bari dal 30 luglio al 2 agosto
2026. Interverranno il presidente nazionale Ac, Giuseppe Notarstefano, insieme all’assistente ecclesiastico
generale dell’associazione, mons. Claudio Giuliodori, la vicepresidente nazionale per il Settore giovani Ac,
Emanuela Gitto, e il segretario generale dell’associazione, Michele Tridente. Modera la giornalista
Giuseppina Paterniti.
L’appuntamento di Bari rappresenta uno dei momenti più significativi della vita associativa dell’Azione
Cattolica Italiana: un tempo privilegiato di ascolto, discernimento e progettazione condivisa per il
futuro dell’associazione e della presenza dei laici nella Chiesa e nella società. L’Incontro nazionale
coinvolgerà oltre 700 partecipanti provenienti da tutte le regioni italiane, tra presidenti diocesani,
segretari e amministratori, responsabili dei Settori adulti e giovani, dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (l’Acr),
del Movimento Studenti e del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, insieme alle Delegazioni regionali
dell’associazione.
Il tema “Abitare la fraternità per una cultura del dialogo” nasce dalla volontà di assumere il
Mediterraneo come immagine e orizzonte del discernimento associativo. Un mare che oggi è luogo di
incontro tra popoli, culture e tradizioni diverse, ma anche spazio attraversato da conflitti, migrazioni,
disuguaglianze e profonde trasformazioni sociali. L’Azione Cattolica intende raccogliere la sfida di
trasformare il Mediterraneo da frontiera segnata dalle divisioni a luogo simbolico e concreto di relazione,
dialogo e speranza.
La scelta di Bari non è soltanto organizzativa, ma profondamente simbolica. Città di incontro tra Oriente e
Occidente, porta verso i Balcani, il Medio Oriente e il Nord Africa, Bari custodisce una vocazione storica al
dialogo e alla fraternità. La Basilica di San Nicola, cuore spirituale dell’evento, richiama il valore
dell’incontro tra tradizioni cristiane diverse e diventa luogo simbolo di comunione, pace e dialogo
ecumenico.
Durante i quattro giorni dell’Incontro saranno affrontate alcune delle grandi questioni del presente: la pace
e la gestione dei conflitti, le migrazioni e la costruzione di una cittadinanza condivisa, la convivialità delle
differenze, il dialogo ecumenico e interreligioso, la sinodalità e la corresponsabilità tra laici e pastori, alla
luce dei cambiamenti in atto nella società e nella Chiesa. Un momento centrale sarà rappresentato dai tavoli
sinodali insieme ai presuli italiani, occasione di ascolto reciproco e confronto sul ruolo dell’Ac nella
Chiesa italiana del futuro. Saranno più di 20 i vescovi presenti ai lavori.
Il programma prevede sessioni plenarie presso il Teatro Piccinni, momenti di preghiera e celebrazioni nella
Cattedrale di Bari, la preghiera ecumenica nella Basilica di San Nicola, attività associative diffuse in
diverse strutture cittadine e incontri aperti alla città. In particolare, sabato 1° agosto, alle ore 18, per rendere
visibile la dimensione pubblica e generativa della fraternità, gli “Incontri mediterranei” porteranno il
confronto direttamente in quattro piazze del centro storico con appuntamenti dedicati a pace, migrazioni,
Mediterraneo e convivialità delle differenze, oltre a un dibattito promosso dalla rivista Dialoghi sul tema dei
cambiamenti del nostro tempo.
La conclusione dell’Incontro domenica 2 agosto con la Celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Bari,
trasmessa in diretta televisiva nazionale su Rai Uno.
“Orizzonti Mediterranei” vuole essere dunque un laboratorio di fraternità e corresponsabilità:
un’occasione per l’Azione Cattolica Italiana di rileggere il proprio servizio alla luce delle sfide del presente e
di generare nuove forme di presenza nella Chiesa e nei territori, nella convinzione che il dialogo e
l’incontro siano vie concrete per costruire pace e speranza.