LA STORIA DELL'AC

Se pensiamo all’Europa, il fatto probabilmente più significativo di questa fase storica è rappresentato dalla coscienza che l’Unione si trova ad attraversare un passaggio molto delicato, se non propriamente critico. Guardando alle prossime elezioni (6-9 giugno 2024), sorge la domanda: ci sarà ancora un’Unione europea per come è stata sognata, pensata e costruita dai suoi padri fondatori?

Le sfide all’Unione: populismi e crisi economica, guerra e disamore

I populismi sembrano essere ancora la minaccia più grande alla sua integrità e permanenza. Alimentati, a loro volta, da una lunga stagione di difficoltà economiche che colpisce il vecchio continente e i suo cittadini e dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Di fatto, tra i cittadini europei si acuisce la sensazione di smarrimento, che semina inquietudine e insicurezza, che spinge all’isolamento individualistico e a una mancanza di senso, e che produce una disaffezione e un disamore per l’Unione che va oltre i confini elettorali delle stesse forze populiste.

Tutto ciò non fa bene alla salute dell’Unione. Le stesse prospettive di sviluppo tecnologico aperte dal rapido evolversi dell’Intelligenza artificiale (AI) appaiono, ai più semplici ma anche ai più indifesi dei cittadini europei, foriere di sventure più che di opportunità.

Le religioni: una risorsa per rilanciare il sogno europeo

Innanzi a questo quadro a tinte fosche, ma, ahinoi, tristemente vicino alla realtà di un continente sempre più vecchio e sempre più marginale nello scacchiere mondiale, le religioni tutte e le confessioni cristiane possono rappresentare una risorsa unica per rilanciare la condivisione del progetto europeo.
Senza in nulla sminuire la missione propria di ciascuna e l’autonomia della loro distinta organizzazione e azione, nonché delle loro reciproche relazioni, esse di fatto costituiscono un fattore determinante di coesione sociale perché sono convinte della bontà e della necessità del progetto di una Unione tra i popoli e le nazioni europei, a cominciare da quelli nel cui seno sono nate l’idea e le figure che hanno dato la prima origine a quella che all’inizio era denominata Comunità economica europea.

Un convegno per guardare avanti con speranza

Di questo e di altro ancora si discuterà al Convegno pubblico Cittadini e credenti nell’Europa che verrà, promosso dall’Azione cattolica italiana, dal Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic), dal Movimento di impegno educativo di Ac (Mieac) e dalla Federazione degli universitari cattolici italiani (Fuci), in programma venerdì 8 marzo 2024, a Roma presso l’Aula Giubileo dell’Università Lumsa, in via di Porta Castello 44. Questo il programma dei lavori, diviso in due sessioni:

Sessione del mattino: Per un’Europa dei cittadini

Ore 10,30 Saluti dei Presidenti:
Giuseppe Notarstefano, Ac
Luigi D’Andrea, Meic
Giovanni Battista Milazzo, Mieac
Carmen Di Donato, Fuci
Introduzione: Francesco Bonini, rettore della Lumsa
Ore 11,00 Il difficile cammino verso un’autentica sfera pubblica europea
Relazioni:
Mauro Magatti, professore ordinario di Sociologia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Michele Nicoletti, professore ordinario di Filosofia politica – Università degli Studi di Trento
Elena Grech, vicedirettrice della Rappresentanza in Italia della Commissione europea
Coordina: Marco Iasevoli, giornalista di Avvenire.
Dibattito
Ore 13,00 Pausa pranzo

Sessione pomeridiana: In Europa da credenti

Ore 14,30 Il contributo delle fedi religiose alla costruzione della cittadinanza europea
Relazioni:
Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, presidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europea (Comece)
Sihem Djebbi, politologa franco-tunisina, docente di Scienze politiche – Università Sorbona di Parigi
Giuseppina De Simone, docente di Filosofia della religione e coordinatrice della Specializzazione in Teologia Fondamentale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale Sez. San Luigi
Coordina: Marco Iasevoli
Dibattito
Ore 17,00 Conclusioni: Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli