Come un’orchestra. Timbri specifici e un’unica armonia

Il neo Presidente nazionale del Mieac a proposito del legame tra Movimento e Ac. La centralità e la dignità di ogni essere umano alla base dell’impegno educativo.

Guardare oltre – Condividere – Custodire l’essenziale: all’inizio del mio servizio triennale da Presidente nazionale del Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica (Mieac), saluto gli amici dell’Ac con le tre parole chiave della programmazione triennale, mentre rivedo con gli occhi della memoria i volti di tutti gli educatori che il Signore mi ha fatto incontrare, durante tanti anni, nell’Azione Cattolica e nel Mieac della mia diocesi, Palermo. Sono parole che indicano un cammino da compiere, un percorso formativo specifico, un’occasione di grazia offerta alle nostre vite di educatori in crescita permanente che si attrezzano per rispondere alla loro vocazione fondamentale di fare emergere il volto di Cristo dall’interiorità degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Anche là dove Cristo sembra assente e la vita umana si svolge senza alcun riferimento a Lui, i laici che operano nel Mieac hanno la speranza che possa essere annunciato il messaggio del Vangelo, attraverso un servizio educativo volto a far emergere la centralità e la dignità di ogni essere umano, degli ultimi e dei “senza voce” soprattutto. Un impegno quotidiano da svolgere ponendosi costantemente in ascolto della voce dello Spirito che si esprime – come sappiamo – nel vento sottile, non per proclami o dichiarazioni altisonanti, ma in interiore homine, nella parte più profonda dell’uomo che va scoperta e fatta emergere con discrezione e rispetto.

Non possiamo incamminarci nella strada del compito educativo senza vivere in primo luogo radicati in Cristo. Tornano alla mente le parole benefiche e illuminanti di San Paolo VI tratte dalla sua Omelia pronunciata nel I centenario dell’Ac, nel 1968: «Non allontanatevi mai dalla sorgente dell’Azione Cattolica, da una vita cioè profondamente imbevuta della parola e della grazia di Cristo; ritornate continuamente ai principi interiori che vi assicurano una lucida e forte coscienza della vostra personalità cattolica, e rettificate continuamente la vostra direzione di marcia, che ha da essere costante e diritta sui sentieri della Chiesa a servizio del prossimo che, dentro e fuori di essa, ha bisogno della verità cristiana e del pane benedetto, per ogni legittima fame dell’uomo fratello». Sono parole da rileggere e da mettere in pratica una per una; parole pronunciate in un tempo cronologicamente lontano, ma spiritualmente vicino a noi, parole che ci invitano ad essere sempre in stato di crescita, mai perfetti, mai compiuti perché chi educa deve costantemente educare sé stesso, come afferma nel suo documento finale il X Congresso nazionale del Mieac.

Non potrebbe certamente essere estraneo all’Azione Cattolica il Mieac che persino nel nome porta impressa la scelta educativa dell’associazione, volendone approfondire ed esaltare lo specifico, desiderando portarla alle estreme conseguenze, facendola diventare argomento di studio, preghiera, azione, sacrificio quotidiano, personale, in alcuni casi controcorrente. Illuminano in particolare il cammino del Mieac le parole di Papa Francesco: «per educare bisogna cercare d’integrare il linguaggio della testa con il linguaggio del cuore e il linguaggio delle mani»: un vero proprio metodo, che chiama in causa la dimensione culturale, quella affettiva e quella operativa dell’educatore, armonizzandole in uno stile di vita che ha essenzialmente Cristo come modello e fonte dell’agire, affinché si possa attuare il servizio educativo come accompagnamento e relazione di cura e di premura: un percorso che ha come presupposto e come fine l’Amore (Documento finale del X Congresso nazionale del Mieac).

I nostri momenti di incontro e di costruzione insieme, come avviene in un’orchestra in cui i diversi strumenti che consuonano producono l’armonia, possano risuonare con i timbri specifici dell’Ac e del Mieac, tenendo sempre gli occhi fissi su Cristo, unico Maestro.

Giovanni Milazzo è stato nominato Presidente nazionale del Mieac lo scorso 27 gennaio 2022 dal Consiglio episcopale permanente della Cei. Docente di lettere italiane e latine e autore di programmi radiofonici. Collaboratore di Radio Spazio Noi inBlu per la trasmissione settimanale “Pagine in onda”.

Autore articolo

Giovanni Milazzo