Francesco incontra i ragazzi dell'Acr per i tradizionali auguri di Natale. Il suo saluto

Come piccoli "ponti", discepoli-missionari di speranza e di pace

Versione stampabileVersione stampabile

Lunedì 16 dicembre Papa Francesco ha ricevuto in udienza una folta rappresentanza di bambini e ragazzi dell'Acr accompagnati dai loro educatori, provenienti da tutte le regioni d’Italia, per il tradizionale scambio di auguri di buon Natale. Con loro il Presidente nazionale dell’Ac, Matteo Truffelli, l’Assistente  generale Ac, mons. Gualtiero Sigismondi, il Responsabile nazionale dell'Acr, Luca Marcelli, l’Assistente centrale dell’Acr, don Marco Ghiazza. Di seguito riportiamo il saluto del Papa.

Ma prima, gli auguri di buon compleanno a Francesco da parte della Presidenza nazionale Ac e di tutta l'Associazione. Oggi, 17 dicembre 2019, Papa Bergoglio compie 83 anni. A lui vanno le nostre preghiere, pensiamo il regalo più bello, poiché quanto chiede per sé a conclusione di ogni incontro pubblico o privato. BUON COMPLEANNO, SANTO PADRE! Che Dio la protegga e protegga il suo pontificato e la Chiesa.

Cari ragazzi e ragazze! È sempre bello accogliervi in occasione del Santo Natale. Vi saluto con affetto e vi chiedo di trasmettere il mio saluto e i miei auguri natalizi a tutti i ragazzi e le ragazze dell’Azione Cattolica che voi rappresentate. Saluto Mons. Gualtiero Sigismondi, il Prof. Matteo Truffelli, il vostro Assistente centrale, il Responsabile nazionale e tutti gli altri educatori che vi accompagnano.
Vi dico il mio grazie per la vostra visita, per gli auguri e soprattutto per le preghiere. E li ricambio di cuore con l’auspicio che il Salvatore renda piena la gioia che oggi vedo sui vostri volti.
Ho apprezzato la proposta associativa che state portando avanti in questo anno che è il 50° dalla fondazione dell’ACR. Il vostro programma formativo traccia un cammino che vi aiuta a prendere coscienza della vostra vocazione di discepoli-missionari. E sono contento che abbiate vissuto un grande incontro chiamato “Ragazzi in sinodo”. Sarà interessante sapere quello che è venuto fuori da questo incontro, le vostre osservazioni e le vostre proposte. Mi piacerebbe.
Vi lascio un compito da fare a casa: nel giorno di Natale raccoglietevi in preghiera e, con lo stesso stupore dei pastori, guardate a Gesù Bambino, il quale è venuto nel mondo per portare l’amore di Dio, che fa nuove tutte le cose. Gesù, con la sua nascita, si è fatto ponte tra Dio e gli uomini, ha riconciliato la terra e il cielo, ha ricomposto nell’unità l’intero genere umano. E oggi Lui chiede anche a voi di essere dei piccoli “ponti” là dove vivete: già vi rendete conto che c’è sempre bisogno di costruire ponti, non è vero? Cosa è meglio? Costruire ponti o muri? [I ragazzi rispondono “Ponti!”]. E oggi Lui chiede anche a voi di essere dei piccoli ponti, là dove vivete. Già vi rendete conto che sempre è necessario questo. A volte non è facile, ma se siamo uniti a Gesù possiamo farlo.
Chiedo a Maria, la Madre di Gesù e Madre nostra, di accompagnare il vostro cammino. Mi raccomando: imparate da lei che cosa vuol dire: “Natale”. Lei e San Giuseppe ci possono veramente insegnare come si accoglie Gesù, come lo si adora e come lo si segue giorno per giorno. Benedico voi e tutti i ragazzi e le ragazze dell’ACR. E voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

*****

Il saluto dei bambini e dei ragazzi dell'Azione cattolica
letto da Damiano (10 anni) di Firenze e da Roberta (12 anni) di Bari 

Caro Papa Francesco,
siamo i ragazzi dell’Azione Cattolica italiana e siamo molto felici di poterti incontrare:
grazie per questa possibilità!
Vorremmo dirti tre parole: auguri, grazie, eccoci.

Auguri, prima di tutto!
Per il Natale di Gesù, ormai vicino.
Noi stiamo cercando di prepararci e ci piacerebbe chiederti come vivi tu questi giorni di attesa.

Ti auguriamo che il Natale possa portare al tuo cuore tanta pace,
quella pace che tu non ti stanchi di chiedere per tutti i popoli
e che vorremmo provare a vivere tra noi.
Tanti bambini nel mondo non la possono sperimentare:
vogliamo sentirli presenti qui, oggi, in questo nostro incontro con te.

Auguri per l’anniversario della tua ordinazione.
Abbiamo saputo che sei diventato prete 50 anni fa: che bello!
Ti auguriamo di continuare a vivere custodito dall’amore di Gesù e di Maria, sua e nostra Madre. 

Auguri per il tuo compleanno.
Sappiamo che non dovremmo farteli in anticipo, però te lo diciamo con tutto il cuore!

Poi ti diciamo grazie.
Grazie per la possibilità di incontrarci: quando ci hanno detto di questo appuntamento, siamo stati tutti felici ed emozionati.
Grazie per il pensiero che hai avuto per noi quando abbiamo ricordato i 50 anni dell’ACR.

Grazie per il tuo esempio dal quale ci sentiamo incoraggiati,
per le tue parole dalle quali ci sentiamo guidati,
per la tua tenerezza dalla quale ci sentiamo avvolti.

Grazie per l’attenzione che hai verso noi bambini e ragazzi e verso tutti i “piccoli”:
la vorremmo condividere con te.
Per questo, anche quest’anno, ti abbiamo portato dei doni per la tua Elemosineria.

Infine ti diciamo: Eccoci
Veniamo da tutte le regioni italiane e siamo venuti qui
portando nel cuore le nostre famiglie, i nostri amici, le nostre comunità.
Alcuni di noi provengono da territori che sono stati coinvolti da terremoti;
altri vedono i loro papà e le loro mamme preoccupati per la mancanza di lavoro.

Eccoci: ti diciamo la nostra gioia e non ti nascondiamo le nostre difficoltà,
perché siamo sinceri con te come con gli amici più cari.

Eccoci: in questo anno ci stiamo impegnando in modo particolare, aiutati dai nostri educatori,
a capire come costruire una “Città giusta”,
per condividere la gioia del Vangelo con tutti e dappertutto
e per fare la nostra parte perché nessuno si senta dimenticato o escluso.
Non è facile! Alle volte ci sembra che i grandi facciano più fatica di noi
e così non ci ascoltano quando diciamo loro che si può essere amici di tutti.
Ma noi ci proviamo lo stesso!

Eccoci: ti abbiamo portato il frutto di un nostro incontro speciale.
Per i 50 anni dell’ACR abbiamo vissuto tanti momenti di confronto, di preghiera e di festa nelle nostre diocesi.
Poi, all’inizio di novembre, con 1000 rappresentanti di tutta Italia siamo venuti qui a Roma:
grazie per averci salutati dalla tua finestra! È stato bellissimo!
Abbiamo pregato in Basilica per rinnovare la nostra fede. 

E poi abbiamo discusso a lungo.
Abbiamo condiviso tante idee ma soprattutto abbiamo voluto assumerci degli impegni:
sono i nostri desideri, è la nostra volontà di fare più bella la Chiesa e l’Italia.
In queste pagine che oggi ti consegniamo, descriviamo come vogliamo provare a stare insieme,
ad annunciare Gesù, a partecipare alla vita delle nostre comunità, a “mettere a posto” le nostre città.

Eccoci: noi ce la mettiamo tutta.
E lo facciamo anche perché sentiamo che l’amore di Gesù ci raggiunge
anche attraverso la tua benedizione.
Te la chiediamo per noi, per tutta l’Azione Cattolica, per tutte le persone che portiamo nel cuore.

Papa Francesco,
Auguri! Grazie! Eccoci!
Preghiamo con te e per te!
Tutti insieme ti diciamo: buon Natale!