Quante volte abbiamo ripetuto, prima di una scelta importante o davanti a una situazione che non riusciamo a comprendere, “non so che pesci pigliare”. Questa esclamazione contiene le incertezze, i dubbi e le paure che ci agitano, o forse ci bloccano; il nostro sentirci, insomma, “in alto mare”.
Eppure, in questo non sapere che pesci pigliare, Dio ci raggiunge con una certezza: dei pesci da pigliare ci sono, magari non sono a portata di mano, magari invece sono proprio davanti ai nostri occhi. Ecco, Dio ci dona delle reti capaci di raccoglierli.
È questo il percorso che la guida giovani di questo anno associativo, 2024-2025, vuole offrire a ciascuno e ciascuna di noi, portando nella nostra quotidianità la vicenda della chiamata dei discepoli sul lago di Gennesaret.
Lasciarsi stupire
Saremo accompagnati a guardare la complessità, il mare magnum della nostra vita, proveremo ad abitarlo, per stupirci dei movimenti che possono accadere dentro e fuori di noi. Per farlo attraverseremo cinque esperienze: la distrazione, la fantasia, l’interesse, il fallimento e la confidenza, in una prospettiva non solo personale, ma anche e soprattutto comunitaria. Proveremo a meditarle, a metterci in discussione e a intravedere nuovi punti di vista, ma soprattutto saremo chiamati ad interrogarci costantemente sul nostro modo di stare di fronte alle sfide della nostra vita: se vogliamo calarci in profondità, andare a fondo, affrontando se necessario insidie e paure, oppure se ci è più forte la tentazione di arrenderci e affondare.
Questi gli ingredienti per scoprire cosa significa nella nostra vita essere pescatori di uomini, a quale pesca siamo grati e a quale pesca siamo chiamati.
Il Signore, attraverso l’esperienza di Pietro e degli altri tre discepoli, ci esorta ad affrontare l’imprevedibilità della realtà e le nostre aspettative, soprattutto quando, dopo notti insonni, ci sembra improbabile immaginare e sperare un “pescato possibile”.
Anche nel cammino di quest’anno vivremo un tratto di strada con gli adulti attraverso il sottomodulo della confidenza, proposto appunto in chiave intergenerazionale, e un’attenzione particolare ai tempi forti dell’anno liturgico.
Ad affiancare tutto il percorso ci saranno due strumenti essenziali: il fascicolo della formazione “Formati insieme” e la traccia per un camposcuola. Entrambi permetteranno di approfondire alcune tracce lasciate durante il percorso dell’anno, in un risvolto inedito.
Non ci resta allora che augurarci buon cammino e… buona pesca!