Centro Studi

Che sia la nostra Pasqua

Martedì, 14 aprile 2020

di Andrea Michieli* - Il messaggio che Papa Francesco ha voluto lanciare “alla città e al mondo” per la Pasqua è stato “irrituale”. Insolito, perché preceduto dal vuoto lasciato dall’assenza dell’omelia durante la messa di Pasqua. Inconsueto, perché carico, più che di auguri, di proposte concrete per il futuro dell’umanità. Inusuale, perché è stato un augurio pronunciato con un velo di tristezza e di grave preoccupazione per il tempo che viviamo e per l’avvenire in cui stiamo entrando. Papa Francesco ha chiesto: l’abolizione delle sanzioni internazionali e del debito dei Paesi più poveri per garantire la vita e la salute delle persone; «soluzioni innovative» di solidarietà – particolarmente in Europa – per sostenere il lavoro e rapporti economici più equi; la cessazione di ogni conflitto e la memoria delle piaghe provocate dalla guerra per salvare la vita a coloro che sono esposti al doppio fuoco delle armi e del virus.

Oltre l’e-learning, una riflessione pedagogica

Lunedì, 06 aprile 2020

di Andrea Dessardo* - L’emergenza coronavirus, oltre che per i suoi aspetti sanitari ed epidemiologici e per le sue pesanti conseguenze economiche, sarà probabilmente ricordata anche come il più grande esperimento di e-learning della storia, un caso che sarà certamente studiato dai pedagogisti e dagli storici dell’educazione. Alcune considerazioni, che possono essere fatte fin da ora sulla base dell’esperienza diretta di questi giorni, saranno senz’altro riprese quando l’emergenza sarà cessata e con esse dovrà necessariamente confrontarsi il mondo dell’istruzione anche quando le scuole finalmente riapriranno. Quando torneremo fra i banchi o dietro le nostre cattedre non potremo fingere che questo periodo non ci sia mai stato, ma su di esso dovremo fondare una più ampia riflessione pedagogica.

I pilastri della ricostruzione

Martedì, 31 marzo 2020

di Alberto Ratti* - Qualche giorno fa, in un’intervista al quotidiano La Stampa, papa Francesco indicava quattro pilastri portanti su cui ricostruire il futuro dopo questa emergenza sanitaria: le radici, la memoria, la fratellanza e la speranza. Le radici sono i nostri “nonni”, le persone più anziane e più fragili. Senza radici si inaridisce e si muore. La memoria è il dovere di non dimenticare queste settimane e di questi mesi per non ripetere gli errori compiuti. Setacciare e tenere ciò che è umano e gettare via quello che umano non è. La fratellanza è riscoprire come siano belle e uniche le relazioni umane. Chiede e promuove solidarietà, che cambia il mondo e il cuore delle persone. La speranza è una delle tre virtù teologali. Anche nei frangenti più bui e oscuri della storia, chi ha speranza sa che tutto ha un senso indipendentemente da come andrà a finire.

A proposito dell’Autonomia differenziata

Martedì, 16 luglio 2019

di Vincenzo Antonelli* - La richiesta da parte di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna – dopo l’esito positivo dei due referendum consultivi regionali del 2017 in Veneto e in Lombardia – di una autonomia differenziata su 23 materie indicate dall’art. 116 della Costituzione introduce un rischio grave. Siamo di fronte ad una scelta che può mettere a repentaglio l’unità nazionale, dando il via ad un regionalismo pericoloso. Ciò detto, la strada intrapresa dalle regioni volta ad ottenere tutto e subito evoca un’autonomia più rivendicata che praticabile. Inoltre, in questa vicenda quello che manca è certamente il punto di vista del cittadino, la promozione di una cittadinanza nazionale in virtù della quale le differenze costituiscono il punto di partenza e non di arrivo, e sono superate dalla garanzia dei medesimi diritti a tutte le persone e dalla solidarietà reciproca tra i territori.

A scuola di pace, per costruire un futuro più giusto

Martedì, 09 luglio 2019

Accogliere la ricchezza della diversità e promuovere la cultura dell’incontro sono condizioni imprescindibili per costruire la pace. Con questa convinzione che si fa impegno nasce la proposta della Summer School “Building future on peace, organizzata dall’Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con Azione cattolica italiana, Caritas italiana, Focsiv e Missio e che ha ottenuto l'alto patrocinio del Parlamento europeo e il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Provincia di Perugia, della Città di Assisi e del Forum di etica civile. Una vera e propria “scuola di pace” che si terrà nella città di Francesco dal 22 al 26 luglio 2019 e che intende rivolgersi in particolar modo a giovani, studenti, insegnanti, educatori, formatori, società civile, ONG, organizzazioni Non Profit, amministratori locali. Tra i relatori: Ugo Villani, Paolo Beccegato, Sandro Calvani, don Tonio Dell’Olio, Lucia Rossi Sereni, Francesco Viola, Fabio Raspadori, Giuseppe Dimiccoli, Carlo Schenone, Angelo Moretti, Giulio Albanese, Vincenzo Buonomo, Gianni Bottalico, Luca Raffaele, Andrea Stocchiero, Leonardo Becchetti, Lucio Turra, Stefania Proietti, Giuseppe Riggio sj, Franco Vaccari, Matteo Truffelli, don Francesco Soddu, Gianfranco Cattai, Tommaso Galizia, Francesco Giorgino, Simone Morandini, Marco Mascia, Michele D’Avino, mons. Domenico Sorrentino.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito quale suo premio di rappresentanza
alla Summer School “Building future on peace”
la Medaglia del Presidente della Repubblica

Cattolici e politica: radici e prospettive di un impegno

Giovedì, 27 giugno 2019

Quale società vogliamo costruire per il nostro futuro? Quali valori la devono ispirare e guidare? Quale ruolo possono giocare i credenti all’interno delle moderne democrazie? Queste sono alcune delle domande che accompagneranno la riflessione del Seminario di Spello «I cattolici e la cura del bene comune», organizzato dal Centro Studi dell’Azione Cattolica Italiana e che si terrà presso Casa San Girolamo dal 19 al 21 luglio prossimi. Non vi è dubbio che tra i temi importanti che oggi toccano da vicino la coscienza dei cristiani ci sia sicuramente quello riguardante l’agire politico e le modalità con cui esercitare questo compito, in vista della realizzazione del bene comune possibile in un dato momento storico e in una data circostanza. È dunque bene fare il punto della situazione, riscoprendo le fonti e le ragioni di tale responsabilità e riconoscendo gli snodi nevralgici che hanno caratterizzato questo cammino non solo a livello italiano, ma anche europeo.