Centro Studi

Covid-19 tra Costituzione e sussidiarietà

Martedì, 19 maggio 2020

di Paolo Rametta* - La sfida del Covid-19 ha certamente messo alla prova il funzionamento del nostro sistema costituzionale nel suo complesso, uno stress-test unico per intensità e repentinità, oltre che per la assoluta originalità del pericolo da affrontare. Due le lezioni probabilmente già emerse e di cui fare tesoro: la necessità di un confronto politico improntato a un dialogo reale sul futuro del Paese, senza contrapposizioni strumentali, e la necessità di un’ottica lungimirante nella gestione delle risorse dedicate ai diritti sociali. Meno semplice risulta orientarsi su altri aspetti, cioè i nodi del reciproco rapportarsi delle varie articolazioni della Repubblica, tra Stato, regioni ed enti locali, ma anche la questione del rapporto tra Governo e Parlamento e tra Repubblica ed enti non pubblici, come il Terzo settore.

#Distantimauniti

Martedì, 12 maggio 2020

di Andrea Casavecchia* - La rapida diffusione del coronavirus in tutto il mondo ci ha permesso di constatare con mano le conseguenze della società del rischio globale. La novità non è nella catastrofe che si è abbattuta. L’umanità ne ha vissute molte, noi occidentali ce ne eravamo dimenticati. Viviamo, però, in un mondo connesso tecnologicamente ed economicamente, che vive una “metamorfosi” ma privo di strutture politiche e sociali; privo di preparazione culturale a livello planetario per gestire quei rischi che tutti corrono e che – senza precauzioni – finiscono (e finiranno in futuro) per colpire in modo più forte i più deboli. Questa pandemia ci immerge nella nuova realtà. Ora ne siamo tutti più consapevoli. E già si scorgono all’orizzonte i primi segnali di un possibile futuro da costruire.

Carceri e Covid-19

Martedì, 05 maggio 2020

di Sara Martini* - La vulnerabilità è una condizione strutturale del detenuto. Figuriamoci in tempo di pandemia. Impossibile anche solo immaginare e mettere in atto in questo contesto le uniche vere contromisure al contagio: distanze, igiene personale, sanificazione degli ambienti. Il decreto Cura Italia contiene i primi provvedimenti per alleggerire la pressione nei nostri istituti di pena, già sovraffollati, ma sono insufficienti e inattuati. Sarebbero opportuni provvedimenti per accelerare l’accesso alle misure alternative, limitare il flusso in ingresso nelle carceri magari differendo almeno fino a fine emergenza l’emissione degli ordini di esecuzione delle condanne fino a quattro anni, investire in nuovo personale medico socio-sanitario e penitenziario e potenziare l’utilizzo di strumenti telematici per una maggiore comunicazione a distanza tra detenuti e familiari.

Un tempo per ripensare il lavoro e l’economia

Mercoledì, 29 aprile 2020

di Fabio Cucculelli* - Siamo alla vigilia di un primo maggio insolito: non si scenderà in piazza per rivendicare i diritti dei lavoratori o per festeggiare. I motivi di preoccupazione sono moltissimi. Per effetto del Covid-19, secondo l’Onu più di 25 milioni di persone potrebbe perdere il lavoro. In Europa già un milione di persone ha visto ridursi il proprio reddito per effetto della pandemia. A soffrire, in particolare, sono i liberi professionisti, gli artigiani, gli addetti delle piccole industrie costrette a fermarsi per il lockdown, ma gli effetti si stanno sentendo anche nel settore dei servizi. Tutte persone che rischiano di finire in povertà. L’economia mondiale subirà un calo del 3%, con punte in Europa tra il 7 e il 9%.

Che sia la volta buona?

Venerdì, 24 aprile 2020

di Alberto Ratti* - Il Consiglio Europeo di ieri pomeriggio ha finalmente dato il via libera al cosiddetto Recovery Fund, un vero e proprio fondo comune attraverso cui la Commissione Europea potrà andare sui mercati finanziari e raccogliere fino a 1000 miliardi di euro, garantiti da un bilancio europeo 2021-2027 ingigantito e rafforzato da nuove contribuzioni e garanzie da parte degli Stati membri. I fondi così sommati potranno poi essere destinati da parte della Commissione ai Paesi maggiormente colpiti dall’epidemia di Covid-19. Entro il 6 maggio la Commissione dovrà esporre il suo piano e dare gambe a provvedimenti quanto mai necessari. Le Istituzioni europee più importanti (Consiglio Europeo, Commissione, Parlamento) hanno finalmente lavorato di squadra e indicato la direzione da seguire.

Comunicare al tempo del Covid-19

Martedì, 21 aprile 2020

di Antonio Iannaccone* - Gli studiosi e i professionisti della comunicazione sono consapevoli di avere un compito difficile: trattare un argomento che già tutti conoscono o credono di conoscere. Infatti, mentre il fisico e il chimico si occupano di oggetti misteriosi come le molecole e le particelle elementari – di fronte ai quali la gente mostra un senso di rispettosa soggezione – i comunicatori devono faticosamente (provare a) guadagnare una certa autorevolezza. Quell’autorevolezza che, a volte e in maniera paradossale, può beneficiare di una situazione di emergenza, proprio come il momento storico che stiamo attraversando. Ecco, allora, alcuni dei basilari princìpi ed elementi comunicativi.