I sedici incontri regionali Ac/Toscana

Laici capaci di leggere i segni dei tempi

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di Giovanni Pieroni* - Due giorni intensi di riflessione e approfondimento sulla vita e la presenza dell’Azione Cattolica in Toscana, con le sue luci e le sue ombre: ecco in sintesi i frutti della visita del 5 e 6 marzo della Presidenza nazionale alle Associazioni diocesane della regione, frutti sui quali ci siamo già ripromessi di tornare nei prossimi mesi per assaporarli appieno e approfondirli negli aspetti più significativi.

Le diciassette Associazioni diocesane si sono confrontate a partire dall’incontro dei Presidenti parrocchiali, aperto con la preghiera introduttiva di mons. Gabriele Bandini: si è trattato di una vera festa di popolo ritrovatosi sabato pomeriggio nella splendida cornice della Badia Fiesolana, luogo dove si respirano ancora la vita ed il pensiero di Padre Ernesto Balducci che per tanti anni ha vissuto in questo luogo rendendolo simbolo di pace e ricerca spirituale.

È stata l’occasione per raccontarci le “belle esperienze” di vita associativa e di presenza nelle realtà locali che spesso non sono conosciute al di fuori del loro ambiente specifico; così abbiamo ascoltato una molteplicità di storie e di vicende che hanno mostrato a tutta l'Associazione la bellezza e la profondità dei percorsi fatti nei luoghi più disparati.

Così l’Ac di Arezzo ha raccontato l’attenzione posta al dialogo e allo scambio con gli assistenti ed i parroci condotto all’insegna dello slogan “Mai senza l’altro”, a sottolineare la reciproca necessità di conoscersi per camminare insieme superando difetti che ognuno ha e abbattendo i pregiudizi; l’Ac parrocchiale di Pian di Scò ci ha resi partecipi del progetto di integrazione che ruota intorno alla conoscenza delle diverse tradizioni alimentari promosso nella piccola comunità – grazie alla forte spinta della parte femminile – fra le persone provenienti da paesi diversi (Francia, Albania, Canada, Romania, Medio Oriente ….); l’Ac di Firenze ha riportato l’esperienza ormai decennale dell’accompagnamento dei genitori dei ragazzi che partecipano ai campi estivi dell’Acr attraverso incontri e sussidi che accompagnano genitori e figli in un cammino parallelo ma, ovviamente, diverso e specifico per ciascuno; da Lucca invece è venuta la testimonianza di Settore Giovani, Fuci e Msac, che hanno dato vita all’Aula Studio, uno spazio di ritrovo e sostegno all’attività degli studenti aperto a tutti i ragazzi delle superiori che fa da centro motore per tutta la città; il responsabile del gruppo Giovanissimi della Parrocchia di Vicofaro di Pistoia ci ha fatto vivere con commozione il percorso che ha portato il gruppo a ‘gemellarsi’ con una parte del quartiere ”Le Vele” di Scampia, terra bellissima che è fonte di emozioni fortissime e che ha portato la Parrocchia di Vicofaro ad essere più unita per dare risposta alle contraddizioni terribili che ha vissuto in prima persona nei suoi incontri a Scampia; infine l’Acr diocesana di Montepulciano Chiusi Pienza ha narrato il percorso fatto per giungere alla Festa della Pace di quest’anno, alla quale hanno partecipato in modo inaspettato più di cento ragazzi, davvero tanti per la piccola associazione diocesana ma che sono stati attirati dalla gioia e l'interesse mostrato dai loro coetanei.

Nel Consiglio regionale di domenica mattina, svoltosi a Firenze in Palagio di Parte Guelfa, abbiamo voluto affrontare alcune tematiche e difficoltà comuni che le Associazioni si ritrovano a condividere nella loro esperienza; elementi che sono stati individuati attraverso gli incontri preparatori svoltisi a livello diocesano e regionale e che sono stati raccontati da alcuni Presidenti diocesani.

Dunque siamo ritornati a parlare di rapporto con sacerdoti ed assistenti, dove l’Ac sconta sia il fatto di non essere conosciuta soprattutto dai preti più giovani o da quelli stranieri (sempre più numerosi), che rischiano di confonderci con gli uffici di pastorale diocesana, sia la forte presenza di pregiudizi nei suoi confronti. Aspetti questi a cui dare soluzione attraverso la ricerca della conoscenza concreta e della partecipazione alle iniziative, in sintesi del far vedere un’Ac entusiasta e qualificata, fatta di persone e non solo sulla carta.

È stato affrontato il tema dell’identità associativa e della formazione, tratti caratteristici della proposta dell’Azione cattolica e che spesso è complicato progettare ed attuare nelle Associazioni parrocchiali più piccole o incomplete, e alle quali i Centri diocesani offrono il loro apporto di supplenza, pur in mezzo alle iniziative e agli adempimenti da portare a termine. Per questo da un po’ di tempo ci si è posti l’interrogativo se sia necessario ripensare luoghi, tempi e modalità della formazione (attraverso anche una rivisitazione del funzionamento del Laboratorio della Formazione), di cui si nota una maggiore richiesta in particolare nella fascia di età adulta e giovane/adulta, che – se sollecitata – dimostra fino in fondo i suoi dubbi e le sue ferite. Ancora, la formazione ordinariamente pensata per i gruppi ordinari deve cercare oggi di dare risposta a realtà fatte sempre più spesso di persone singole o in piccolissimi numeri.

Anche la struttura associativa è stata oggetto di discussione, non tanto per commentare il trend numerico di questi anni, quanto piuttosto interrogandoci sull’opportunità/necessità di avere tante caselle da riempire in situazioni talvolta di scarsità di risorse attive disponibili, con il rischio di percepire il tutto in maniera frustrante anziché essere stimolati dalla possibilità di coinvolgere altre persone nell’esperienza associativa. La particolarità legata all’adesione ideale ed affettiva di gruppi di adultissimi, abbastanza numerosi ma impossibilitati ad una proposizione vivace di vita associativa, amplifica la questione.

L’Ac en salida raccontata dall’Associazione di Prato è stata l’immagine di un esperienza articolata (presenza nelle Consulte comunali, partecipazione all’Agenda di speranza per Prato, …) ed esaltante, ma che alle spalle ha visto un confronto serrato con enti, istituzioni e gruppi che talvolta sembrano perseguire fini propri fino a porsi in aperto contrasto con l’ispirazione stessa degli organismi di partecipazione a cui l’Ac è stata chiamata a prendere parte.

Un momento di gioia e di leggerezza dopo tanta analisi è stato quello dei ragazzi dell’Acr convenuti a Firenze per una sorta di “Équipe regionale dei Ragazzi”, che li ha visti irrompere in sala per proporre a tutti la loro riflessione su come i ragazzi vivono l’Ac e su quali sono le loro proposte per un’Ac sempre più capace di “fare faville!”, ponendo in cima alle loro richieste la “possibilità di stare a parlare con calma con Papa Francesco”!!

La giornata si è conclusa con la 14ª edizione del Progetto Cittadinanza, incontro pubblico aperto alla città che quest'anno ha avuto per tema “Città, Fraternità, Misericordia - Misericordia per una umanità smarrita”, con interventi sulla Misericordia nel Libro Sacro delle religioni abramitiche da parte di mons. Mansueto Bianchi e Izzedin Elzir (Presidente Ucooi) mentre Rav Joseph Levi, Rabbino di Firenze, non ha potuto partecipare per un’indisposizione; Luigi Ammatuna, Sindaco di Pozzallo ha narrato poi l’esperienza di misericordia concreta rappresentata dal far fronte all’emergenza quotidiana legata agli sbarchi sulle spiagge dell’isola; sbarchi che avvengono spesso nel silenzio generale se non addirittura nel rifiuto!

Dunque abbiamo vissuto insieme questo fine settimana immersi in un legame profondo e significativo, quello di chi sente spontaneo e naturale voler bene alle persone che il Signore gli ha fatto incontrare sulla propria strada, con le quali si sono intessuti nel tempo legami profondi e di grande spessore, capaci di resistere agli “strappi” della vita.

Siamo tutti convinti però che l’aspetto principale di questi due giorni di condivisione con la Presidenza nazionale sia stata la volontà di ascoltare; ascoltare per capire come l’Azione Cattolica in Toscana vive la sua vita associativa e svolge il suo servizio alla Chiesa, senza pretendere di dire cosa fare e come farlo ma spronando tutte le Associazioni parrocchiali a leggere i segni dei tempi ed essere capaci di rispondere con accoglienza e tenerezza alla vita delle persone e delle comunità.

*Delegato regionale Ac Toscana