I sedici incontri regionali Ac/Umbria

Il valore delle buone prassi

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Incontro della Presidenza nazionale con l'Ac umbra

di Veronica Rossi* - Una domenica di sole, un clima di famiglia, degli ospiti speciali. L’occasione è l’incontro della Presidenza nazionale di Ac con le associazioni diocesane e parrocchiali dell’Umbria riunite, domenica 29 novembre, a Perugia alla Sala del Dottorato, nel Chiostro della Cattedrale. Una giornata preparata da tempo e preceduta da momenti di riflessione e discernimento per poter raccontare al meglio le esperienze riconoscendone luci e ombre.

S’inizia con la preghiera presieduta da mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, che ha accolto l’invito rivolto a tutti i pastori delle Chiese Umbre a condividere questo momento di confronto e di festa insieme. Durante la mattinata, dopo i saluti di rito fatti dal delegato regionale Ac Mauro Stella, della diocesi di Orvieto-Todi, si è sfogliato virtualmente il “Libro bianco” delle buone prassi che racconta la bella esperienza di Chiesa che viviamo in Azione Cattolica, fatta di gioia e gratuità. Ciascuno degli otto presidenti diocesani ha avuto l’opportunità di raccontare la propria realtà ecclesiale evidenziando iniziative e modalità che possono essere opportunamente colte e riproposte in altri contesti territoriali.

A iniziare questo racconto è stata la più giovane presidente diocesana che l’Umbria ha in questo triennio - in cui molti Consigli hanno un volto giovane e rinnovato rispetto al passato - Elisa Picciafoco, di Assisi- Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Dal racconto di quanto vissuto nella sua diocesi sono emersi temi comuni, anche se con diverse sfaccettature, a tante altre realtà umbre: la cura dei giovani e di relazioni impastate di Vangelo, che crescono nella stima e nel confronto reciproco; la costruzione di legami buoni di rispetto e conoscenza reciproca con i parroci e la realtà ecclesiale; la collaborazione con diverse realtà pastorali e associative per lavorare a progetti comuni che seguano l’indicazione di Papa Francesco di una “Chiesa in uscita” verso la realtà sociale e culturale del proprio territorio, cercando di stare dentro il dibattito ecclesiale e cercando di apportare il proprio contributo.

A volte queste tematiche sono obbiettivi raggiungibili, altre volte sono ancora in fase di studio, di approccio, di desiderio del cuore perché magari la realtà associativa molto piccola numericamente fa più fatica a mettersi in gioco e a operare sul suo territorio. Sono queste le Ac di Città di Castello, presentata dalla presidente Marcella Monicchi, di Gubbio, raccontata dal suo presidente Carlo Piergentili, e di Spoleto - Norcia, descritta dalla presidente Daniela di Noia, che con un gruppo di adulti e adultissimi, cercano di proporre e spronare le proprie realtà ecclesiali con momenti di preghiera, di discernimento e riflessione su eventi e scelte importanti della Chiesa, come il Giubileo della Misericordia e il Sinodo sulla Famiglia.

Invece sono ricche e creative le esperienze associative raccontate dalle diocesi di Foligno, Orvieto-Todi, Perugia-Città della Pieve e Terni-Narni-Amelia. Queste realtà più grandi numericamente, vivono in maniera diversa un periodo di fioritura associativa che guarda al territorio con proposte e collaborazioni che danno vita a percorsi formativi altamente qualificati, come la Scuola della Parola presentata da Emanuele Bagnoli, presidente diocesano di Orvieto, che da l’opportunità d’incontrarsi e di confrontarsi sia in maniera intergenerazionale sia con persone non appartenenti all’Associazione, o a iniziative sul territorio legate a temi caldi del dibattito culturale, ecclesiale, politico e sociale. Un esempio ne è il flash mob organizzato dai giovani di Foligno, raccontato dalla presidente Chiara Giacomucci, sul tema del gioco d’azzardo e le tante attività culturali promosse dalle associazioni territoriali della diocesi.

Altri esempi di questo tipo vengono da Terni dove - come ha spiegato il presidente Augusto Magliocchetti - dal 2001 si svolge una formazione che tratta argomenti sia di natura interecclesiale sia di natura sociale e politica a partire dalla città, gestita da una specifica équipe, non formata esclusivamente da soci di Ac. Un ultimo esempio di queste collaborazioni nate sul territorio a seconda dei bisogni manifestati è quello descritto dal giovane presidente di Perugia, Alessandro Fratini, che vede l’Ac impegnata, insieme a numerose altre realtà associative e pastorali presenti in diocesi, sul tema della sfida educativa partendo da una formazione per i genitori. L’iniziativa denominata “Forgen”, già al secondo anno di attività, è composta da un modulo introduttivo e tre cicli d’incontri divisi per fasce d’età dei propri figli, nei quali relatori esperti affrontano tematiche sempre diverse.

Centro della giornata è stata la celebrazione eucaristica celebrata da mons. Mansueto Bianchi, assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana e dal collegio degli assistenti nazionali, regionali e diocesani, insieme alla comunità parrocchiale della Chiesa dell’Università di Perugia. Un bel momento di preghiera comunitaria nella quale ci si è sentiti accolti dalla comunità e dalle parole significative che il vescovo ha rivolto all’assemblea durante l’omelia, nella quale si è stati invitati a vivere in pienezza questo tempo d’Avvento, tempo “pellegrino” che ci chiama ad affrettare il passo, ad avere un cuore leggero e a stare sulla strada con le braccia allargate per portare con se i fratelli per i quali dobbiamo essere briciole di speranza disseminate lungo la strada. La giornata è proseguita con il pranzo comunitario con un panorama a 360° sulla città di Perugia, i suoi dintorni e sul Monte Subasio con la cima spruzzata di neve.

Nel pomeriggio il presidente nazionale Matteo Truffelli ha tirato le fila dei racconti fatti dalle diocesi umbre sottolineando che il servizio a cui l’Azione Cattolica chiama è un servizio bello che arricchisce la vita e l’umanità di chi lo fa e arricchisce le realtà ecclesiali in cui è presente; e che troppo spesso si rischia che la fatica e i pochi risultati offuschino la bellezza e l’importanza di ciò che si fa. Bisogna respingere la tentazione di piangersi addosso e ricordarsi che il servizio in Ac ha uno stile preciso che è quello della cura e del voler bene a quanto ci è affidato.

Una realtà come quella umbra, con numeri associativi ridotti rispetto ad altre realtà di Ac ma a volte anche rispetto ad altre realtà ecclesiali presenti nelle diocesi umbre, ha la possibilità di costruire legami autentici tra le persone, relazioni impastate di Vangelo. Bisogna offrire ad altri la possibilità di vivere la stessa bella esperienza, facendo conoscere l’Ac di oggi nell’oggi della Chiesa, anche ai sacerdoti e ai seminaristi che spesso non conoscono la realtà dell’Azione Cattolica. L’Ac vuole prendersi cura e ha a cuore anche loro, come testimonia l’incontro del collegio degli assistenti che si è svolto nel pomeriggio con mons. Mansueto Bianchi e al quale ha partecipato anche il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve mons. Paolo Giulietti.

Al termine dell’intervento del presidente Truffelli si è aperto il dibattito che ha visto numerosi interventi e le risposte degli altri membri di presidenza presenti: Maria Grazia Vergari, vicepresidente del Settore Adulti, don Marco Ghiazza, assistente nazionale Acr e Gioele Anni, segretario nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica, che hanno rilanciato modalità e opportunità per vivere al meglio la propria appartenenza e il proprio servizio all’associazione.

La giornata si è conclusa con la preghiera e con il desiderio, espresso dal delegato regionale Ac Mauro Stella, di potersi rincontrare presto, creando occasioni e opportunità, e ricordando che lo spirito con cui siamo chiamati a stare nei nostri territori e nelle nostre Chiese e quello espresso nell’Evangelii gaudium «La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano».

 

*Incaricata regionale adulti Ac Umbria