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Otto vie di impegno per “un’Ac in missione”, tra le pieghe della Storia. Di tutti e di ciascuno/7

Atelier. Botteghe di bene comune

Fototeca Ac - Un momento di confronto durante gli Atelier dedicati agli impegni Ac per il triennio 2024-2027
Fototeca Ac - Un momento di confronto durante gli Atelier dedicati agli impegni Ac per il triennio 2024-2027

Come in un Atelier. Luogo di lavoro artigianale, genuino, meticoloso, ma anche laboratorio in cui si confeziona l’idea che diventerà progetto e infine realtà. Ecco cosa sono gli Atelier di Ac, proposti al Convegno di Sacrofano: gli ambiti di impegno del Documento finale della XVIII Assemblea nazionale Ac, modellati su misura delle esperienze territoriali e nazionali, in modo che possano prendere concretezza e possano essere raccolti e custoditi.

Non un mero esercizio di lettura del Documento, ma una sua rilettura attiva e dinamica attraverso l’approfondimento delle questioni in esso emergenti. Questioni forti di questo nostro tempo. Questioni che l’Ac non intende ignorare. Che chiedono di essere tradotte in scelte associative solide e consapevoli. Ecco il senso degli Atelier Ac, tenutisi questo secondo pomeriggio di Convegno: otto luoghi, otto approdi in cui ci si è formati, informati, in ascolto di esperienze e buone prassi, dialogando e condividendo.

In Azione cattolica, la gran parte della nostra missione avviene in mezzo agli altri, nel grande Atelier chiamato mondo, in tutti i luoghi in cui si vive, i luoghi dell’impegno e dello svago, siano essi formali o fatti di aggregazione spontanea. Se tutti i contesti sono terra di missione, significa che ogni persona conta e che l’annuncio del Vangelo si riceve e si condivide in ogni ambiente della vita quotidiana.
In questo senso, l’Ac sceglie di accompagnare le fatiche e le gioie a partire dalla vita, da tutti i luoghi e i “non luoghi” che gli uomini e le donne del nostro tempo attraversano.
Tutto ciò che è umano ci interessa, ci appassiona, ci interroga. Questo stile di cura ci invita a essere frontiera e non dogana all’interno delle nostre relazioni, e prende varie forme nell’esperienza associativa, in special modo si concretizza nell’impegno nei e per i movimenti d’ambiente (in particolare Msac e Mlac), occasioni di incontro e sostegno della “vita ordinaria” di tutte le persone.

Ma eccole le 8 questioni emergenti, gli Atelier che danno un orizzonte di impegno al nostro agire per il bene comune, nell’arco di questo nuovo triennio associativo apertosi lo scorso aprile: la Promozione della pace e della vita, la Sostenibilità ambientale e sociale, la Povertà educativa, la Prevenzione degli abusi, la Cura dei passaggi generazionali, l’Impegno per l’esperienza universitaria, la Mobilità dal proprio territorio per lavoro o studio, la Sfida dell’IA e la Cultura digitale. Tradotti in direttive operative che qui sintetizziamo che sono già “azione cattolica” in molte parrocchie e diocesi del nostro Paese.

Comunicazione. Parte integrante della proposta formativa nazionale dell’Ac, essa si modula per essere più inclusiva e, soprattutto, per raggiungere tutti, in particolare tutte le età. Mira a sviluppare una “Cultura della comunicazione” che promuova la discussione e il confronto, a dare parola a quante più persone possibili; per suscitare scelte consapevoli e raccontando la vita associativa in maniera efficace e bella.

Politica. In Ac vuol dire fare esperienza di vita a servizio della comunità. Come si è fatto con “Parole di giustizia e di speranza” e con il “Percorso per gli amministratori locali”. Obiettivi precisi: superare il disinteresse e la sfiducia che pervade buona parte dei nostri concittadini; scommettere sul dialogo, scegliendo la democrazia come forma e sostanza del nostro agire nello spazio pubblico; riaccendere nelle persone la voglia di informarsi, di esercitare il diritto al voto: come atto concreto di perseguimento del bene comune, che si declina anche nell’espressione della propria opinione.

Mobilità. Fuorisede, non è solo un aggettivo. È un sostantivo. Che caratterizza la vita di molti, non solo studenti. Allontanarsi dai propri territori, dalle proprie parrocchie e comunità, per studio o per lavoro, vuol dire ricominciare, intraprendere nuovi percorsi che possono costituire nuove opportunità di “essere” e “fare associazione”. Per l’Ac, dunque, nuove strade e modalità di incontro e presenza, “per accompagnare le partenze”, “non colpevolizzare le assenze”, “accogliere gli arrivi”.

Sostenibilità. Il bilancio di sostenibilità è ormai una modalità di rendicontazione consolidata in associazione. È tempo di fare un ulteriore passo avanti: fare sì che il BdS divenga “bilancio di missione”. Un bilancio che dia conto di una vita associativa sostenibile e a servizio di chi la sperimenta, comprendendo ciò che è davvero essenziale oggi. In altri termini: raccontare ciò che abbiamo ricevuto e che custodiamo, ma anche gli interventi strutturali e di cura che interpellano i nostri percorsi formativi. Orientandoli all’accoglienza, alla conoscenza e all’inclusione.

Alleanze e impegno per la pace. L’impegno a custodire e promuovere la pace e la cultura del dialogo è un vero e proprio “presidio” di stile in Ac. Qualcosa che si rinnova nel tempo e chiede una custodia quotidiana. Dunque: favorire il desiderio di percorsi comuni, in una prospettiva intergenerazionale e in alleanza con altri soggetti che operano sui territori; essere sempre più capaci di tessere relazioni buone con tutte le altre aggregazioni ecclesiali; aprirsi ad altre realtà con le quali condividere la passione e l’impegno ad abitare oggi la comunità civile; la ricerca e la costruzione di alleanze per il bene comune: sono scelte che caratterizzano l’essenzialità dell’Ac.

Tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Come dimostra il “Progetto Safe”, l’associazione ha codificato e ampliato negli anni la cura e la protezione dei minori e delle persone vulnerabili. Creando ambienti sempre più sicuri e accoglienti, formando responsabili ed educatori capaci di attuare buone prassi, che mettono al centro l’ascolto attento delle persone vulnerabili e il coinvolgimento di figure educative professionalmente qualificate.

Persone e comunità, passaggi e inclusione. Tutte le “differenze” possono essere occasione di bellezza e ricchezza; pertanto, dobbiamo operare per non essere selettivi ma sempre più inclusivi. La proposta formativa di Ac vuole e deve accompagnare le persone nei diversi passaggi di vita, formandone le coscienze attraverso il confronto comunitario. Poiché le fasi della vita di ogni persona sono momenti generativi da custodire con profonda umanità.

Spiritualità. Oggi più che mai vuol dire sapere cogliere i segni dei tempi, ma anche mettere la cura della dimensione spirituale al centro dell’esperienza associativa. Continuare a vivere in fraternità e comunione la preghiera e l’ascolto dello Spirito, perché ci aiuti costantemente ad arricchire di senso il nostro essere credenti.