Le notizie in Primo piano

  • Il messaggio all’Ac del Direttore generale della Fondazione Telethon

    La ricerca scientifica non deve fermarsi

    23/05/2020 - 09:13

    di Francesca Pasinelli* - Con grande piacere colgo l’opportunità di lasciare un messaggio nei vostri canali. È un modo per sentirci più vicini in questo momento di lontananza forzata e per me è anche l’occasione per ringraziarvi per aver scelto di affiancarci nella lotta alle malattie genetiche rare. Abbiamo dato vita ad una collaborazione che è fatta prima di tutto di valori condivisi e che mi auguro possa consolidarsi e durare nel tempo.
    Oggi più che mai sappiamo quanto la ricerca scientifica, finalmente tornata ad avere nel dibattito collettivo il ruolo centrale che le compete, sia fondamentale per la comunità umana.
    E sappiamo anche quanto sia importante che i malati rari, che sono i più fragili tra i fragili, non siano lasciati soli. Quel senso di smarrimento che noi tutti viviamo da pochi mesi, è per queste famiglie una presenza costante della vita. (continua)

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  • A Palermo, una serata per la legalità nel ricordo dei martiri di Capaci

    Contro le mafie, l’impegno di ciascuno

    23/05/2020 - 08:22

    di Giuseppe Bellanti*- Anche quest’anno l’Ac di Palermo ha voluto offrire il suo contributo alla crescita della “cultura della giustizia e della legalità”. L’ha fatto alla vigilia della giornata del 23 maggio in cui ricordiamo la strage di Capaci del 1992, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Nella serata di venerdì 22 maggio si è tenuto un incontro online per riflettere sull’agire concreto richiesto ad ogni individuo così da offrire il proprio contributo alla costruzione della “città giusta”, partendo dall’esempio e dalla testimonianza lasciataci in eredità da grandi uomini che hanno lottato con tutte le loro forze per sconfiggere la criminalità, la “malavita” e favorire percorsi sani di bene comune.

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  • Disuguaglianze. La campagna «Chiudiamo la forbice»

    Un impegno comune contro le iniquità

    21/05/2020 - 10:47

    di Andrea Michieli* - Cinque anni fa, con la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, Papa Francesco, rivolse un invito a ripensare i fondamenti del modello dominante di economia di mercato, invitando a ripensare i rapporti economici a partire dalle persone e dall’ambiente in cui esse vivono. Da questo appello è nata la campagna «Chiudiamo la forbice». Alcune associazioni e realtà di ispirazione cristiana - tra queste l’Azione Cattolica - hanno voluto fare squadra dinnanzi alle crisi socio-ambientali e ai segnali sempre più preoccupanti che la nostra Terra manifesta e che la forsennata corsa alla produzione ha per molto tempo sottovalutato. Il cuore dell’impegno è la riduzione della forbice delle disuguaglianze che, insita nell’attuale modello globale di sviluppo economico, si è sempre più allargata e che la rapida crisi legata alla diffusione del Covid-19 rischia di far nuovamente esplodere.

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  • Presto Venerabile il sacerdote bergamasco don Antonio Seghezzi

    Morto a Dachau per i “suoi” ragazzi dell’Azione cattolica

    20/05/2020 - 21:29

    di Alberto Campoleoni per Agensir* - Il 21 maggio 1945 moriva a Dachau don Antonio Seghezzi, figura esemplare di sacerdote bergamasco, capace di donare l’intera sua vita alla testimonianza del Vangelo, in particolare alla cura dei giovani di cui fu instancabile educatore, anche come assistente dell’Azione cattolica. Quando, nell’ottobre del 1943, si consegna spontaneamente ai tedeschi che minacciavano rappresaglie, è ben consapevole del destino che lo aspetta e lo fa con un’intenzione precisa: «Il pensiero che possa andarne di mezzo l’Azione cattolica e che magari qualche dirigente finisca a pagare per me, non mi dà pace. Farò il mio dovere». In riconoscimento dell’eroicità delle sue virtù, è atteso a breve il Decreto in cui sarà riconosciuto Venerabile.

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  • I cinquant’anni dello “Statuto dei lavoratori”

    La strada fatta e quella da fare

    20/05/2020 - 10:16

    di Antonio Martino* - È il 20 maggio 1970 quando l’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat firma la legge 300/1970, approvata da Camera e Senato e conosciuta come “Statuto dei lavoratori”, con un titolo che ne spiegava chiaramente gli obiettivi e l’importanza: «Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento». È nel diritto (e nel dovere) di ciascuno richiedere l’applicazione delle leggi dello Stato e difendere i principi costituzionali su cui esse si fondano. In questo senso di strada ce n’è ancora molta da fare. Lo Statuto dei lavoratori chiede ancora di essere applicato a pieno e per tutti, in ogni luogo di lavoro e per ogni lavoratore e lavoratrice.
    Radio Vaticana. Intervista a Tommaso Marino, Segretario nazionale Mlac

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  • Cosa abbiamo imparato e quali nodi restano da sciogliere

    Covid-19 tra Costituzione e sussidiarietà

    19/05/2020 - 08:40

    di Paolo Rametta* - La sfida del Covid-19 ha certamente messo alla prova il funzionamento del nostro sistema costituzionale nel suo complesso, uno stress-test unico per intensità e repentinità, oltre che per la assoluta originalità del pericolo da affrontare. Due le lezioni probabilmente già emerse e di cui fare tesoro: la necessità di un confronto politico improntato a un dialogo reale sul futuro del Paese, senza contrapposizioni strumentali, e la necessità di un’ottica lungimirante nella gestione delle risorse dedicate ai diritti sociali. Meno semplice risulta orientarsi su altri aspetti, cioè i nodi del reciproco rapportarsi delle varie articolazioni della Repubblica, tra Stato, regioni ed enti locali, ma anche la questione del rapporto tra Governo e Parlamento e tra Repubblica ed enti non pubblici, come il Terzo settore.

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  • Lettera agli amici di Frassati nella ricorrenza dei trent’anni dalla sua beatificazione e dei cent’anni di Wojtyla

    Pier Giorgio e Karol

    19/05/2020 - 08:11

    di Paolo Asolan* - Vi invitiamo a celebrare l’amicizia santa tra Pier Giorgio e Giovanni Paolo II facendo memoria di due ricorrenze: i cento anni della nascita di Karol Wojtyla e i trent’anni dalla beatificazione di Frassati, che il suo vecchio amico gli tributò il 20 maggio 1990, in una piazza San Pietro gremita di tanti che – al pari di lui, che ora celebrava ufficialmente quanto nel suo cuore aveva già riconosciuto da tempo – erano rimasti impressionati e beneficamente influenzati da Pier Giorgio e dalla forza della sua testimonianza cristiana.

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  • Da 16 al 24 maggio, la «Settimana Laudato Si’» 2020

    Tutto è connesso

    16/05/2020 - 11:06

    Dal 16 al 24 maggio, i cattolici di ogni angolo della Terra sono invitati da papa Francesco (il video) a partecipare alla Settimana Laudato Si’, unendosi in solidarietà per un futuro più giusto e sostenibile. L’appello è a restare abbracciati nella fede ai nostri fratelli e sorelle, mentre maturiamo in questo periodo di emergenza per costruire un domani migliore. Come: partecipando agli eventi di formazione online proposti dal 16 al 23 maggio, che culmineranno nella Giornata mondiale di preghiera del 24 maggio. Ac e Fiac sono tra i partner dell’evento. In particolare vi segnaliamo l’appuntamento del 20 maggio “Custodi dell’opera di Dio” e la lettura del volume Abiterai la terra, edito dall’Editrice Ave e curato da Giuseppe Notarstefano.
    Radio Vaticana - Intervista a Michele Tridente, Vicepresidente nazionale giovani di Ac e Responsabile del coordinamento giovani del Fiac

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  • Rapporto Save the Children: l’impatto del Coronavirus sulla povertà educativa

    Riscriviamo il futuro

    15/05/2020 - 16:09

    di Maurizio Tibaldi* - La crisi sanitaria in corso ha portato con sé, come sappiamo, conseguenze molto pesanti anche dal punto di vista economico e occupazionale. Il rapporto di Save the Children su “L’impatto del Coronavirus sulla povertà educativa”- che lancia la campagna “Riscriviamo il futuro” - fotografa la situazione italiana dal punto di vista dei più piccoli e delle loro famiglie, dei loro bisogni e del loro futuro. Due i nodi centrali. Il legame tra povertà economica e povertà educativa: una connessione strettissima e che tuttavia per quanto evidente risulta fortemente sottovalutata. Le difficoltà contingenti, dovute all’emergenza, si aggiungono alle carenze storiche del nostro sistema scolastico ed educativo, che presenta ancora molte sacche di esclusione. I trend negativi evidenziati dall’indagine non sono il prodotto dell’emergenza, ma perdurano da più anni.

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  • Orientamenti in vista dell’estate associativa

    Al servizio e al fianco di tutti

    14/05/2020 - 10:39

    La Presidenza nazionale di Ac - Ci avviciniamo al periodo estivo, mentre continuiamo ad affrontare le conseguenze della pandemia. Vorremmo, a partire da molte domande e richieste di confronto arrivate in questi mesi, condividere degli orientamenti per le settimane che ci stanno davanti, tenendo insieme le necessità organizzative legate alla questione sanitaria e la vita associativa che da sempre considera il tempo estivo un momento fecondo. Crediamo di avere insieme l’opportunità per ripensare al valore di ciò che abbiamo proposto fino ad oggi, cercando di custodirlo seppure in forme inedite. Invitiamo dunque ad una riflessione che ci permetta di capire di cosa le nostre associazioni e i nostri bambini, ragazzi, giovanissimi, giovani e adulti hanno bisogno oggi. Da questo sguardo attento e creativo potranno emergere iniziative puntuali per una estate non meno intensa delle altre. Per questo offriamo alcuni spunti e alcune indicazioni che speriamo possano essere utili e restiamo a disposizione per confrontarci per qualunque tipo di necessità.

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  • Nel tempo della pandemia, come cambia il vivere e il credere

    La fede e il contagio

    14/05/2020 - 09:00

    È disponibile gratuitamente La fede e il contagio (a cura di Luigi Alici, Giuseppina De Simone e Piergiorgio Grassi), un numero speciale dei Quaderni di «Dialoghi», il trimestrale culturale dell’Azione cattolica italiana, in un momento segnato da un drammatico contagio epidemico che è anche tempo di altri “contagi”: di relazioni e connessioni ritrovate nel distanziamento forzato e accompagnate da una speranza che affiora. Una sfida che ci interpella, spingendoci a guardare avanti, a pensare a un futuro in cui ripartire dalle priorità che abbiamo scoperto e a non smarrire il senso di comunità che abbiamo maturato. Una riflessione a più voci che restituisce la situazione che stiamo vivendo, vista con occhi e mente pensosi ma carichi di prospettive.
    Cosa sta realmente cambiando, nel tempo della pandemia, nel modo di vivere e di credere? È la domanda da cui sono partiti anche i due recenti webinar proposti dalla rivista e che è possibile rivedere: Dialoghi sulla fede, di sabato 2 maggio, con Giacomo Canobbio, Pina De Simone, Fulvio Ferrario, Pietro Pisarra e Matteo Truffelli; Dialoghi sulla città, di venerdì 8 maggio, con Luigi Alici, Gabriele Gabrielli, Adelaide Iacobelli, Giuseppe Notarstefano, Valentina Soncini e Matteo Truffelli.

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  • La Giornata di digiuno e di preghiera per l’umanità colpita dalla pandemia

    Attraversare l’imprevisto

    13/05/2020 - 09:46

    di Gianluca Zurra* - Il 14 maggio i cristiani si uniranno alla giornata di digiuno e di preghiera a Dio Creatore per l’umanità colpita dalla pandemia. L’iniziativa, alla quale ha aderito papa Francesco, è stata promossa dall’Alto Comitato per la Fratellanza Umana. Può essere un’occasione per riscoprire il digiuno e la preghiera come due esperienze umane fondamentali, in grado di riconsegnare all’uomo la sua originaria apertura fiduciosa sulla realtà, soprattutto in tempi di smarrimento e di sofferenza. La vita, infatti, porta con sé una promessa, che sostiene il nostro desiderio buono di stare al mondo, di affrontare il giorno che verrà, di cercare verità e giustizia negli affetti quotidiani. Ma è anche sempre drammatica, faticosa, messa alla prova dai fallimenti, dalla sofferenza, da un male che spesso ci sovrasta e ci devasta.

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  • Anticipazioni della società del rischio globale?

    #Distantimauniti

    12/05/2020 - 09:53

    di Andrea Casavecchia* - La rapida diffusione del coronavirus in tutto il mondo ci ha permesso di constatare con mano le conseguenze della società del rischio globale. La novità non è nella catastrofe che si è abbattuta. L’umanità ne ha vissute molte, noi occidentali ce ne eravamo dimenticati. Viviamo, però, in un mondo connesso tecnologicamente ed economicamente, che vive una “metamorfosi” ma privo di strutture politiche e sociali; privo di preparazione culturale a livello planetario per gestire quei rischi che tutti corrono e che – senza precauzioni – finiscono (e finiranno in futuro) per colpire in modo più forte i più deboli. Questa pandemia ci immerge nella nuova realtà. Ora ne siamo tutti più consapevoli. E già si scorgono all’orizzonte i primi segnali di un possibile futuro da costruire.

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  • Venerdì 15 maggio, ore 19.00, diretta sul canale Instagram del Settore giovani di Ac

    Carlo Cottarelli a “IN ALT(r)E PAROLE”

    10/05/2020 - 08:37

    Vi segnaliamo che per la rubrica IN ALT(r)E PAROLE, appuntamento settimanale del Settore giovani dell’Azione cattolica italiana per parlare con ospiti speciali di temi cari all’associazione e al Paese, venerdì 15 maggio alle ore 19 in diretta sul canale Instagram del Settore giovani, interverrà Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani (CPI) dell’Università Cattolica, già direttore del dipartimento Affari fiscali del Fondo monetario internazionale (FMI) e commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica con il Governo Letta. È editorialista e autore di numerosi saggi di successo, tra cui I sette peccati capitali dell’economia italiana. Si discuterà dei possibili scenari di ripresa economica post pandemia e, in questo contesto, del ruolo rivestito dall’Unione europea.
    È possibile rivedere tutte le interviste sul Canale Youtube dedicato.

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  • Sana e salva la giovane cooperante italiana rapita in Kenya

    Silvia è libera!

    09/05/2020 - 19:32

    Con grande felicità e commozione abbiamo appreso della liberazione di Silvia Romano, la giovane cooperante italiana rapita quasi un anno e mezzo fa, il 20 novembre 2018, a Chakama, località nel sud-est del Kenya. A comunicare la notizia il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che sul suo profilo twitter ha scritto: «Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia». E Silvia domani, domenica 10 maggio, festa delle mamme, alle ore 14 sarà in Italia, attesa dalla sua famiglia, dai suoi amici della onlus Africa Milele, per cui in Africa seguiva un progetto educativo dedicato ai più piccoli, e idealmente da tutti gli italiani.
    La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica e l’Associazione tutta abbracciano Silvia e tutti coloro che gli vogliono bene, e festeggia il suo ritorno a casa sana e salva. Tutta l’Ac ha pregato per lei e si è mobilitata perché la sua prigionia avesse fine, perché le autorità italiane e keniote non abbassassero mai il proprio impegno nella ricerca di una soluzione positiva al suo sequestro. Nel festeggiare il ritorno in Italia di Silvia, il nostro pensiero, il grazie di tutta l’Azione cattolica va ai tanti altri giovani e meno giovani che come Silvia si impegnano per il bene del prossimo, per migliorare le condizioni di vita di tanti fratelli e sorelle sparsi nel mondo, e per dare a questo nostro pianeta e all’umanità che lo abita un futuro migliore. Silvia e tutti loro sono la nostra meglio gioventù. Grazie Silvia e bentornata a casa!
    Riportiamo a casa Silvia Romano - l'appello lanciato dall'Ac lo scorso 20 novembre 2019, anniversario del rapimento.

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