Casa San Girolamo. La vita buona

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Gli amici di Imola

Scrive Daniele: “Casa San Girolamo è…un bel posto, sereno, accogliente e persino affascinante, ma anche molti altri posti dove sono stato o in cui andrò lo sono di sicuro ma Casa San Girolamo è qualcosa di più, è una casa calda, è una famiglia affettuosa, è un silenzio dolce, è una corsia preferenziale per rimetterti in comunicazione con Dio, non è staccare la spina ma riattaccarla”. Poche parole che racchiudono i nostri giorni passati a Spello, giorni che sono stati innanzitutto “stare insieme agli altri, imparare dalla vita della casa San Girolamo”: eh sì, i tempi dettati dalla regola della casa con la preghiera, la meditazione, il silenzio ma anche il confronto e il lavoro ci hanno insegnato una vita semplice e intensa, arricchita da una presenza forte del Signore e dal dono reciproco fra noi, proprio come riassume Matteo con un suo pensiero: “Questa è una casa i cui mattoni sono le persone che la vivono, è una famiglia, è una esperienza di spiritualità e di umanità che riporta all'essenziale per vivere meglio nel mondo”.
Ogni giorno la vita a San Girolamo ci ha riservato sorprese: due anziani amici fermi a lungo in preghiera silenziosa sulla tomba di Carretto che se ne vanno lasciando un piccolo sasso a segno del loro ricordo, una coppia di Milano di passaggio che suona al campanello chiedendo della casa dell’Azione Cattolica e che condivide con noi la cena e una serata di musica a suon di canti, di chitarra e di tromba sulla bella terrazza della casa, un gruppetto di giovani più o meno come il nostro dell’Azione Cattolica di Modena che arriva a mezzogiorno passato a visitare la tomba di Carretto e su nostro invito pranza con noi (raddoppiando il numero dei commensali) condividendo in allegria quello che c’è di pronto, due amici dal Centro Nazionale che per noi, lì da un giorno appena, sembrano già ospiti e non ospitanti!
L’esperienza è stata l’occasione per conoscere la vita e gli scritti di Carlo Carretto. Scrive Sara: “Ho trovato molti doni ad attendermi a Spello, fra questi lo Spirito di fratel Carlo che ancora oggi parla come testimone vivo e credibile! Carlo Carretto ci ricorda che il lavoro di Cristo è fare "nuovi" i nostri cuori e questo è anche il lavoro divino della Chiesa che ho conosciuto grazie all'ACI”.
Negli ultimi giorni abbiamo partecipato alla due giorni di spiritualità guidata da Paola Bignardi e Mons. Ugo Ughi dal titolo “Se vuoi, puoi guarirmi. La vita buona del Vangelo alla prova del dolore”: un’occasione per mettersi innanzitutto in ascolto dell’esperienza del dolore, del limite e della malattia e cercare insieme, attraverso la condivisione e la riflessione, di individuare percorsi che educhino a queste esperienze che sono pienamente vita e che sono abitate dal Signore. Due giorni vissuti con grande delicatezza, umiltà; un’idea che ha saputo cogliere un’esigenza di questo momento storico e allo stesso tempo una grande fatica, quella di condividere il dolore, e a offrire un percorso positivo ed educativo. Posso riassumere il senso delle giornate usando le parole di Carlo Carretto: "Gesù si mette accanto all'uomo e gli insegna a vivere l'impotenza e a sopportare la sofferenza con l'amore, nell'amore. Accanto all'uomo immerso nella sua indigenza e soffocato dal suo dolore Gesù passa".
Un ultimo pensiero all’Azione Cattolica che quest’anno ha come slogan “Alzati, ti chiama” ponendo la vocazione al centro dei cammini dell’anno. Gigi, Serenella, Donatella e Andrea hanno risposto “presente!” ad un’estate o a qualche settimana di servizio nella casa di San Girolamo. Non sono stati per noi solo il cuoco, il lavapiatti, il vicino a tavola. Con la loro vita e la loro presenza ci hanno testimoniato la capacità di rispondere alla vocazione al servizio che in associazione ha forme a volte inimmaginabili (che il segretario nazionale ti prepari il caffè alla mattina è una lezione di disponibilità che non dimentico), sono stati testimoni di un mondo adulto appassionato della vita, capace di farsi coinvolgere dai giovani (anche se, diciamolo, abbiamo portato un po’ di rumore nella casa), e di educare con la presenza mite e attenta. Questo per noi è stato concretamente “fare bene l’Azione Cattolica!”.