Amare e servire nella gioia

Sempre e senza riserve alla luce del Vangelo

Giuseppe Notarstefano è il nuovo presidente di Azione cattolica, nominato dal Consiglio permanente dellaCei, al termine della XVII Assemblea nazionale, svoltasi a Roma dal 25 aprile al 2 maggio scorso. L’Azione cattolica, fondata nel 1867, attualmente ha 270 mila soci e socie. Ogni anno partecipano alle sue attività oltre un milione di cattolici italiani.Giuseppe Notarstefano, siciliano, nato nel 1970 a Canicattì (Ag), resterà in carica per il triennio 2021-2024. Sposato con Milena Libutti, hanno un figlio, Marco di 12 anni. È ricercatore di Statistica economica e insegna alla Lumsa di Palermo, dove vive. Già responsabile diocesano di Azione cattolica ragazzi nella sua diocesi agrigentina, è stato anche responsabile nazionale del settore ragazzi dal 1999 al 2005. È componente del Centro studi di Azione cattolica, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”, consigliere nazionale per il settore adulti, di cui dal 2014 è vicepresidente. Fa parte dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Cei, e dal 2016 è nel Comitato scientifico che organizza le Settimane sociali dei cattolici italiani. Come docente universitario collabora a diverse società scientifiche, in particolare è consigliere nel direttivo della Società italiana di economia demografica e statistica. È, infine, nella redazione diAggiornamenti Socialidei gesuiti del Centro San Fedele di Milano.

Incontriamo il presidente Notarstefano a Palermo. E, tra una telefonata e l’altra, riusciamo a porgli qualche domanda, cominciando col chiedergli con quali sentimenti ha accolto questa nomina.
«È stata una grande emozione, la mattina del 27 maggio scorso, quando l’assistente generale dell’Ac, monsignor Gualtiero Sigismondi, mi ha chiamato e ha esordito dicendo: “Buongiorno, presidente”. In quel momento ho capito che vuol dire l’espressione “far tremare i polsi”. Certo, qualche sentore l’avevo, il Consiglio mi aveva votato, c’era un discernimento che andava avanti da mesi… Al momento, però, in cui te lo comunicano, ho percepito un tuffo al cuore. Ho capito che questa era, per me, una chiamata di servizio per l’Associazione e per la Chiesa. Un salto di qualità della mia vita di credente. Ho imparato nell’Azione cattolica a essere “per sempre” e “in ogni momento”».

Lei ha 51 anni e si può dire che tutta la sua vita l’ha vissuta nell’Azione cattolica. Quando e come l’ha conosciuta?

«Ero in prima media e l’insegnante di religione invitò me e i miei compagni a un incontro dell’Azione cattolica ragazzi. Da quell’incontro l’Associazione mi ha accompagnato per sempre. In essa ho maturato un grande senso di riconoscenza verso il Signore che mi ha donato questa strada da percorrere, alla scoperta della gioia rigenerante del dono di sé e del servizio agli altri, in particolare ai più piccoli; e verso la Chiesa, cui ho imparato a voler sempre più bene, grazie alla compagnia di laici e sacerdoti».

Mi colpisce che, sulla sua persona, si trovi un vasto curriculum e poche informazioni sulle origini.

«Vengo da una famiglia di medici, il nonno ha fatto la resistenza, papà è nato sotto le bombe, la nonna paterna Dealma è bolognese, e ho sangue misto tra quello emiliano e siciliano. Le due nonne mi hanno insegnato l’Abc della fede».

L’aspetta un grande lavoro alla Presidenza di una Associazione che ha 154 anni…

«Mentre mi accosto a questo importante servizio, grande è la percezione della mia personale inadeguatezza, resa più sopportabile solo dalla consapevolezza che ogni compito associativo è svolto nella corresponsabilità di tanti e nella cooperazione di tutti».

Papa Francesco, nell’incontro del 30 aprile scorso, vi ha esortato dicendovi: «Umiltà e mitezza sono le chiavi per vivere il servizio, non per occupare spazi, ma per avviare processi. Sono contento perché, in questi anni, avete preso sul serio la strada indicata da Evangelii gaudium. Continuate lungo questa strada: c’è tanto cammino da fare!». Come vi muoverete su queste parole di Francesco?

«Credo che sia importante continuare a camminare insieme, avendo cura reciprocamente e concretamente degli altri. La nostra associazione conferma il vivo desiderio di essere un piccolo seme di rinnovamento civile, ricercando percorsi fraterni e alleanze generative di amicizia sociale per promuovere il bene comune. In Azione cattolica tutti abbiamo imparato ad amare senza riserve e a servire senza guardare l’orologio, perché amare e servire sono i verbi che coniugano la gioia del Vangelo come ci diceva Vittorio Bachelet, modello luminoso per tante generazioni di aderenti e responsabili associativi».

Il vostro assistente ecclesiale, il vescovo Gualtiero Sigismondi, vi ha rivolto l’augurio di: «assicurare alla Chiesa in Italia un laicato che non restringe la propria azione alla “manovalanza pastorale”, ma che offre una partecipazione vigile alla vita civile». Come l’avete recepito?

«Gli aderenti di Azione cattolica sono abituati a lavorare insieme. L’entusiasmo della nostra “passione cattolica” coinvolge tutti, dai più piccoli, ai giovani e agli adulti, nelle tantissime associazioni territoriali di base presenti nella nostra bella Penisola. Un popolo davvero numeroso. Sono particolarmente grato a tutti e a ciascuno per aver riconosciuto questo tempo difficile come un’opportunità e l’associazione stessa come la forma resiliente e fraterna per viverlo nella gioia. Un grazie che si estende a quanti lavorano per rendere più sostenibile la vita associativa. Continueremo a essere sempre più una “palestra di sinodalità”».

Una parola conclusiva?

«Una preghiera: che le nostre sorelle e i nostri fratelli maggiori, venerabili e santi dell’Azione cattolica intercedano per noi. E affido a Maria, madre del cammino, venerata nella mia cara terra di Sicilia come Odigitria, questo mio itinerario, perché ci sorregga e ci incoraggi a perseverare nella speranza».

Vita Pastorale

Agosto-Settembre 2021

Autore articolo

Fernanda Di Monte

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