Al via il Family Act

Assegno unico universale, rette per gli asili nido, e tanto altro. I sostegni per le famiglie ora diventano realtà

Assegno unico universale, rette per gli asili nido, sostegno alle spese per i figli con patologie, contributo per acquisto libri scolastici, attività sportive e culturali, congedi parentali di paternità per tutte le categorie professionali, incentivi al lavoro femminile, incentivi per lo smart working, agevolazioni per gli affitti per le giovani coppie, detrazioni fiscali per l’acquisto di libri universitari, agevolazioni per gli affitti degli studenti universitari.

Se non è una lista della spesa “a fin di bene”, poco ci manca. Così, dopo anni in cui il Parlamento italiano, al di là delle parole di circostanza sull’argomento, non era riuscito mai ad adottare una serie di politiche finanziarie strutturali a favore dell’universo “famiglia”, oggi qualche passo avanti è stato fatto.

Si chiama Family Act 2022: è il provvedimento che prevede misure pensate ad hoc per le famiglie. L’approvazione del Disegno di Legge, arrivata il 6 aprile 2022, dà il via alla realizzazione di una serie interventi a sostegno della genitorialità e dei giovani previsti nell’ambito del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Il testo delinea la cornice normativa e le scadenze temporali entro le quali il Governo sarà chiamato ad approvare i decreti legislativi di attuazione della delega, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa delle bambine, dei bambini e dei giovani e favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile.

Una mano concreta attraverso la leva fiscale che da anni si aspettavano le famiglie italiane, specie quelle appartenenti al ceto medio che sono state le più colpite dalla crisi economica e finanziaria che sta attraversando l’Europa da molto tempo.

In realtà, sul tanto atteso testo dell’assegno unico universale, c’è da dire che il sussidio è già una realtà per le famiglie. Infatti, per, motivi di urgenza, questa misura è stata scorporata “formalmente” dal Family Act ed è stata assegnata al Governo con l’apposita Legge Delega del 1° aprile 2021 n. 46, La misura, già avviata a pieno regime, riconosce un contributo a tutte le famiglie con figli a prescindere dal reddito, ecco perché si parla di “universale”. È unico, universale e va a sostituire gran parte delle detrazioni e i benefici previsti fino a ora per chi ha figli a carico. Ha un importo che varia da 175 euro a 50 euro al mese per ogni figlio minorenne, calibrato rispetto all’ISEE del nucleo familiare ed è valido dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni d’età, senza limiti di età per i figli con disabilità.

I sostegni vanno a coprire diversi fabbisogni, in un’ottica di crescita del welfare e del benessere in generale. Ad esempio, con l’importo delle rette per gli asili nido, micro nido, scuola dell’infanzia, nonché per i servizi di supporto a domicilio per le famiglie con figli che hanno meno di 6 anni. Oppure cercando di garantire aiuti alle famiglie con esigenze particolari, il Family Act prevede anche un potenziamento delle iniziative in favore dei figli affetti da patologie fisiche e non fisiche, compresi disturbi specifici dell’apprendimento. E, ancora, la cultura: nel Family Act è prevista una delega per il rafforzamento dei contributi alle spese per l’acquisto dei libri di testo alla scuola secondaria di I° e di II° grado, per i viaggi di istruzione, per l’iscrizione o l’abbonamento ad associazioni sportive, per la frequenza di corsi di lingua straniera, di arte o musicali. Nel pacchetto è stata anche inserita la possibilità di garantire detrazioni fiscali per le spese sostenute per acquistare libri universitari per i figli maggiorenni a carico che non hanno altre forme di sostegno per l’acquisto dei testi. L’obiettivo è favorire l’autonomia finanziaria dei giovani. E, infine, il futuro: previste deleghe anche per introdurre agevolazioni fiscali per la locazione dell’abitazione principale per le giovani coppie. La cosa importante è che la loro età non superi i 35 anni quando presentano domanda. 

Insomma, spazio alla famiglia. E alle “necessità” delle famiglie. Con la speranza che questi provvedimenti, nel tempo, siano sempre più compresi da cittadini e istituzioni come la forma migliore per lo sviluppo e il benessere dell’intero Paese.

(foto: shutterstock)

Autore articolo

Gianni Di Santo

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