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Sintesi dell’intervento di Sebastiano Nerozzi segretario del Comitato scientifico delle Settimane sociali dei cattolici in Italia

Al cuore della democrazia

La Settimana Sociale vuole avere il gusto e il sapore di una esperienza di popolo, aperta, pensata per tutti, non solo per i delegati e quindi tutti sono invitati a partecipare. Anche voi, voi tutti siete invitati a partecipare a venire a Trieste. Una Settimana sociale che si vivrà non solo nei laboratori, nell’ascolto di relazioni, nel centro congressi, ma nelle strade e nelle piazze di Trieste, con tanti momenti di riflessione, incontri, spettacoli, mostre, eventi teatrali, musicali. Tanti momenti di confronto ed esercizi di partecipazione che verranno proposti dalle buone pratiche al pubblico dei visitatori, al pubblico dei partecipanti. Abbiamo sviluppato una webapp che ci aiuterà a registrarsi per gli incontri e muoverci a trovare le informazioni che ci servono, soprattutto, a condividere i contenuti che tutti potranno offrire in modalità diverse.

La ricerca costante del bene comune

Papa Francesco ci ricorda che il popolo non tale è una volta per tutte, ma lo diventa coltivando la ricerca costante del bene comune (FT 178). Deve essere animato da una tensione e da un desiderio. 
Il desiderio e la ricerca del bene degli altri e di tutta l’umanità implicano l’adoperarsi per una maturazione delle persone e delle società nei diversi valori morali che conducono ad uno sviluppo umano integrale. Nel Nuovo Testamento si menziona un frutto dello Spirito Santo: l’attaccamento al bene, la ricerca del bene…. è procurare ciò che vale di più, il meglio per gli altri: la loro maturazione, la loro crescita in una vita sana, l’esercizio dei valori e non solo il benessere materiale.

È chiaro che il popolo in se’ stesso vive, diventa popolo, solo se cammina verso il bene comune. E’ una ricerca da fare, non abbiamo ricette pronte, la Settimana Sociale è solo un passaggio, è solo una tappa di un cammino comune. Ma partendo dalle esperienze maturate cerchiamo di trovare insieme “Politiche pubbliche rilevanti e attuali, che siano frutto di una “intelligenza appassionata” (come diceva stamani il Presidente Notarstefano): un progetto che unisca e non divida il Paese, da proporre a coloro che hanno la responsabilità di guidare il Paese nelle istituzioni.
Vediamo oggi un Paese diviso che non ha una memoria viva e condivisa (come ci ha ricordato il Presidente Mattarella in occasione del 25 aprile) che vive, in alcune sue parti, la stessa Costituzione e l’appartenenza all’Europa, come un’imposizione e un vincolo all’esercizio del potere, non come il frutto di una dolorosa storia di liberazione, di pacificazione e di democrazia, condizione ancora oggi per conservare la libertà, la pace e la democrazia. Un Paese che continua a confrontarsi solo lungo le linee dell’ideologia, della contrapposizione fine a se’ stessa, degli attacchi personali. In cui tutti alzano la voce. Così questo modo è difficile promuovere la dignità di tutti e soprattutto di coloro che fanno fatica a far sentire la loro voce, di coloro che vengono dimenticati, che stanno ai margini, e ancor di più delle future generazioni che per definizione non possono far sentire la loro voce.

In primo luogo, prendersi cura

Allora per questo occorre un progetto nuovo, occorre una visione comune e questo può emergere e crescere proprio dalle tante esperienze che le nostre realtà hanno maturato e che saranno portate a Trieste. Questa è la stella polare del cammino verso la Settimana sociale, il senso di ciò che faremo a Trieste, cercare insieme la strada del bene comune.

Papa Francesco poi ci dà alcune indicazioni sul metodo di lavoro che dobbiamo avere. La prospettiva da cui guardare i problemi. In primo luogo, ci invita a prendersi cura. Non solo come imperativo morale ma come modo di abitare la realtà e conoscerla, per immergersi nella sua profondità e poterla cambiare davvero (FT 96 e 115).
Nei dinamismi della storia, pur nella diversità delle etnie, delle società e delle culture, vediamo seminata … la vocazione a formare una comunità composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri (96).
Il servizio guarda sempre il volto del fratello, tocca la sua carne, sente la sua prossimità fino in alcuni casi a “soffrirla”, e cerca la promozione del fratello. Per tale ragione il servizio non è mai ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone (115).

Rimuovere i pregiudizi e le maschere ideologiche

Per questo Papa Francesco ci invita a prenderci cura: partire da lì; partire dal servizio che svolgiamo proprio per rimuovere i pregiudizi e le maschere ideologiche, le polemiche, le lamentele, i particolarismi e le conflittualità inutili e concentrarsi su ciò che davvero è importante.

A Trieste metteremo al centro le nostre esperienze di servizio, di incontro con i poveri, i percorsi con le persone che oggi sono più lontane dalla partecipazione alla vita sociale e politica. Questo lo faremo nei laboratori della partecipazione con tutti i delegati, ma lo faremo in altre modalità, anche nelle strade di Trieste. Occorre ricercare insieme delle forme di attivazione per favorire la partecipazione di tutti a vari livelli.

E questi saranno i frutti attesi, quello su cui lavoreremo nei laboratori della partecipazione: una capacità di individuare modalità di attivazione ad un livello personale, un livello associativo e un livello istituzionale. Che cosa possiamo fare su questi tre piani per rafforzare la partecipazione che c’è, nei diversi ambiti in cui siamo impegnati, e diffonderla, allargarla, aprirla.

Unire il locale al globale

Altro richiamo importante è quello di unire il locale al globale. E’ un tema che ricorre spesso nel magistero di Papa Francesco. E noi questo lo vivremo soprattutto nei villaggi delle buone pratiche, nei dialoghi delle buone pratiche. Abbiamo pensato di portare le buone pratiche direttamente a Trieste, invitando non solo quelle più grandi, ma anche realtà nuove, più piccole, che animano un territorio introducendo germi di innovazione e di partecipazione sociale.

Molte hanno aderito e abbiamo creato i villaggi in cui le buone pratiche si presentano ai partecipanti, ma anche dialogano tra di loro e per ambiti simili cercando strade comuni per essere una presenza viva e più forte nel paese.

E poi avremo, naturalmente, assemblee plenarie e piazze della democrazia con esperti, con studiosi e testimoni, quindi persone che hanno, se vogliamo, uno sguardo che permette di unire l’azione sui territori e il pensiero che emerge dal territorio, con quella che è la globalità e la complessità dei problemi a livello nazionale e internazionale (FT 142):
Va ricordato che «tra la globalizzazione e la localizzazione si produce una tensione. Bisogna prestare attenzione alla dimensione globale per non cadere in una meschinità quotidiana. Al tempo stesso, non è opportuno perdere di vista ciò che è locale, che ci fa camminare con i piedi per terra. … bisogna assumere cordialmente la dimensione locale, perché possiede qualcosa che il globale non ha: essere lievito, arricchire, avviare dispositivi di sussidiarietà.

La vita è l’arte dell’incontro

Quindi questa è l’importanza delle buone pratiche e questa è l’importanza di tenere una tensione vitale tra queste due dimensioni del locale e del globale, una “Opposizione polare” (Guardini) in cui le diverse prospettive si sostengono a vicenda, senza elidersi.

Passaggio altrettanto importante a cui ci invita Papa Francesco è quello di coltivare l’arte dell’incontro (FT 215):
«La vita è l’arte dell’incontro, anche se tanti scontri ci sono nella vita». Tante volte ho invitato a far crescere una cultura dell’incontro, che vada oltre le dialettiche che mettono l’uno contro l’altro. È uno stile di vita che tende a formare quel poliedro che ha molte facce, moltissimi lati, ma tutti compongono un’unità ricca di sfumature, perché «il tutto è superiore alla parte».

La Settimana sociale, in particolare nei laboratori della partecipazione, si è data un metodo, un metodo che è un metodo di discernimento comunitario per cercare insieme soluzioni condivise, senza per questo annullare la ricchezza della diversità che c’è e dell’apporto di ciascuno. Un metodo quindi di sintesi, basato sull’ascolto, in linea con il Sinodo, che permette di raggiungere un buon livello di accordo, conservando, tuttavia, i punti di vista diversi e le differenze che ci sono all’interno di un gruppo. Un lavoro questo che faremo per ambiti, unendo tanti territori, integrando le esperienze di tante realtà diverse.

Ultimo punto, che cogliamo come invito di Papa Francesco, è quello di tessere alleanze e un invito che noi ritroviamo ancora in fratelli tutti. FT 169
E’ bene far sì «che questi movimenti, queste esperienze di solidarietà che crescono dal basso, dal sottosuolo del pianeta, confluiscano, siano più coordinati, s’incontrino». Questo, però, senza tradire il loro stile caratteristico, perché essi sono «seminatori di cambiamento, promotori di un processo in cui convergono milioni di piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia».

Aprire strade nuove per una unità “poliedrica”

Allora, raccogliamo questo invito di Papa Francesco a diventare sempre più poeti sociali, ad aprire strade nuove per una unità “poliedrica”, capace di creare sinergie, rafforzando la partecipazione che c’è, senza annullare le differenze e le identità di cui siamo testimoni.

Da questo punto di vista è grande il patrimonio che Azione Cattolica porta in questo percorso comune ai Cattolici che sono in Italia, proprio grazie alla poliedricità che già vive al suo interno, alla sua presenza capillare nei territori, alla sua capacità di fare una sintesi inclusiva di tante esperienze e mettere a fattor comune tante risorse. 

Per questo affidiamo a voi e a tutti coloro che verranno a Trieste (delegati e non delegati) l’invito e l’urgenza di tessere alleanze, di cercare di coltivare l’arte dell’incontro, di unire il locale al globale, di prendersi cura del servizio, di cercare il bene comune a partire dai propri quartieri, di riscoprirsi popolo unito e non diviso, partecipando e abitando il cuore della democrazia.

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