1° Congresso del Consiglio Nazionale dei Giovani

Al CNG, l’impegno dell’AC per i giovani italiani

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di Tommaso Sereni - “Un futuro da costruire insieme”. È stato questo il titolo del 1° Congresso del Consiglio Nazionale dei Giovani, svoltosi a Roma il 28 e il 29 settembre scorso.
Qualche brevissimo cenno storico: il CNG è l’organo consultivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri cui è demandata la rappresentanza dei giovani nel confronto con le istituzioni nazionali sui temi che riguardano il mondo giovanile. È stato istituito con la legge di bilancio del 2019 e si configura come naturale prosecuzione del Forum Nazionale dei Giovani, esistente dal 2004. L’Azione cattolica è tra i soci fondatori del CNG e ne è parte attiva, grazie all’elezione del vicepresidente giovani nazionale, Michele Tridente, come Consigliere di presidenza dell’organo e all’elezione di Andrea Michieli nella commissione tematica ‘Cultura, legalità, sport, salute’.

I due giorni del Congresso si sono dipanati tra le elezioni degli organi di rappresentanza del Consiglio e l’approvazione delle linee programmatiche per il triennio 2019-2022. La ricerca di un equilibrio che potesse soddisfare e rappresentare ciascuno, purtroppo, non è stata approvata da tutti, ma il percorso democratico è stato rispettato e ha messo le basi per un futuro di dialogo e collaborazione tra tutte le 46 associazioni presenti al Congresso. Sono state molte le parole che sono state spese nei due giorni di Congresso, ma le più presenti sono state ‘unità’ e ‘dialogo’. La volontà emersa dal Congresso è stata quella di essere rappresentativi di tutti i giovani d’Italia, non solo di coloro che si riconoscono nelle grandi associazioni, siano esse laiche o cattoliche, politiche, sindacali, di categoria o di volontariato. In questo percorso l’Azione cattolica trova in pieno il proprio spazio naturale, soprattutto in questo particolare momento storico in cui l’interesse dei giovani per il bene comune sembra emergere di nuovo con tanta forza attraverso le manifestazioni Friday for Future: la cura dell’esperienza Politica (con la ‘P’ maiuscola) della vita associativa non può e non deve essere trascurata, così come il rapporto e la vicinanza con tutti quei mondi, anche non vicini all’Azione cattolica, che si occupano di giovani.

Le molte forme in cui si manifesta la cura del Bene comune, che altro non è che l’unico modo di fare Politica, non sono e non possono essere un’opzione nella nostra vita associativa. Un’AC che - a tutti i livelli - non guarda al territorio che abita e a tutte le persone che lo abitano è zoppa. Prendendo le parole usate da papa Francesco durante il suo viaggio in Bolivia nel 2017: «Il bene comune, invece è superiore alla somma dei singoli interessi; è un passaggio da ciò che “è meglio per me” a ciò che “è meglio per tutti”, e comprende tutto ciò che dà coesione a un popolo: obiettivi comuni, valori condivisi, ideali che aiutano ad alzare lo sguardo al di là di orizzonti individuali». Per questo altro tema fondamentale è quello delle alleanze e delle sinergie con chi non fa parte dell’AC o non vi si riconosce. In un periodo storico nel quale, sotto vari profili, i giovani in Italia sono una delle fasce più svantaggiate, l’AC non può chiudersi in sé stessa, ma deve trovare piattaforme comuni insieme a tutti coloro che vogliono progettare insieme, piattaforme in cui far sentire la propria voce, senza spirito di crociata, ma come associazione democratica che ha a cuore la vita del proprio Paese e di tutti coloro che lo abitano. In questo senso l’elezione di Michele Tridente nel Consiglio di Presidenza del CNG è preziosa ed è un arricchimento per l’AC tutta, perché non ci permette di metterci comodi nelle nostre safe zone, ma ci spinge a un movimento costante, per impegnarci con tutte le associazioni che fanno parte del CNG nel rappresentare i desideri e i bisogni dei giovani italiani.

Questo impegno, però, non è solo una sfida dell’AC a livello nazionale, ma riguarda tutti gli aderenti d’Italia. Nessuno si può sentire esente dall’interesse al bene comune e dalle alleanze sul territorio per il confronto con le istituzioni politiche. C’è bisogno di un’AC - di adulti, giovani e ragazzi - che scelgano di vivere la propria città, nell’impegno comune e comunitario, nella ricerca costante del bene di tutti.

*Delegato al 1° Congresso