Editrice Ave. Quando il Vangelo incontra la vita

Adulti urbani. Dalla sterilità alla paternità

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L’Editrice Ave propone Adulti urbani. Dalla sterilità alla paternità una raccolta di lectio rivolte agli Adulti e agli Adultissimi di Ac, per la penna di don Fabrizio De Toni - Assistente nazionale del Settore adulti di Ac e del Mlac -, frutto di un discernimento che, a partire dal testo biblico, in dialogo con alcune analisi psicologiche e sociologiche, interroga la città per smascherarne modelli disfunzionali e, soprattutto, per cogliere le spinte dello Spirito. Una riflessione di ordine sapienziale sulla condizione della città contemporanea che si situa sullo sfondo del cammino recente dell’Azione cattolica italiana, che ha esplorato tematiche quali la popolarità, la fraternità, la sinodalità, il discernimento, tutte legate alle dinamiche urbane e sociali. Di seguito la Presentazione al testo.

di Giuseppe Notarstefano e Maria Grazia Vergari* - Non c’è formazione alla vita cristiana senza il coinvolgimento della propria vita che “si lascia incontrare” dalla parola buona del Vangelo.
Adulti urbani è un ulteriore dono che la ricchezza associativa ci offre per accompagnare la formazione della persona, permettendole di partire dalla propria storia, dal proprio percorso esistenziale, con i bisogni, le fatiche, i desideri, i progetti; con la propria trama relazionale fatta di quotidianità e di punti di svolta.
Il testo parte dalla consapevolezza di un adulto in crisi. Un adulto che è chiamato ad abitare una complessità crescente e che trova nella Parola e nel discernimento la strada per essere generativo “oggi”.
Immerso in un “cambiamento d’epoca”, come è stato definito da papa Francesco, l’adulto oggi si trova a vivere dentro le trasformazioni delle strutture della vita sociale, delle istituzioni, e dentro le trasformazioni “interiori” che inevitabilmente lo condizionano. Precarietà, fluidità e mobilità caratterizzano i vissuti esistenziali e le vicende storiche. Viviamo un tempo in cui è maggiore la sollecitazione a vivere “di corsa”, tenendo insieme una molteplicità di impegni. Un tempo in cui è forte la spinta a essere autocentrati, a guardare a sé stessi, a preoccuparsi della propria realizzazione mettendo in secondo piano gli altri, a restare curvi sul presente, senza lanciare lo sguardo alla storia che continua oltre noi.
La scelta associativa di voler essere oggi fedeli alla vita concreta delle persone, il “primato della vita” come lo abbiamo definito negli ultimi anni, è davvero impegnativa e densa di sfide dal punto di vista formativo. La fedeltà alla vita, principio antropologico sempre presente nella tradizione formativa dell’associazione così come nella tradizione conciliare, ci invita ad abitare con rinnovata “creatività” la complessità odierna.
Un adulto che sa abitare la complessità, sente ancora l’esigenza di imparare. Abbiamo bisogno di continuare a imparare a stare nella responsabilità dello scegliere, ad attraversare le fatiche, accogliere il limite, saper generare, saper costruire per l’oggi e per il domani. Abbiamo bisogno di continuare a imparare a saper raccontare la forza e la debolezza della vita e a saper consegnare ragioni per vivere all’altro.
Un adulto che sa abitare la complessità è un adulto che sa ascoltare la realtà e sa leggerla alla luce della Parola. Quando il Vangelo incontra la vita degli adulti, ne rafforza la capacità generativa, la vita si apre al dono, la gratuità diventa concreta nella tensione educativa, nella propensione al servizio e nell’apertura verso il bene comune. La dirompente forza trasformatrice del Vangelo richiede, dunque, accoglienza e ascolto: il discernimento, cuore dell’esperienza credente, diventa una vera e propria “intelligenza spirituale”.
Per promuovere l’esercizio di ascolto e di discernimento, il testo che abbiamo tra le mani suggerisce la via della bellezza e dell’arte come uno strumento privilegiato. L’arte per raggiungere ogni persona, aprire la strada alla ricerca, disporre il cuore e la mente all’annuncio. Essa si presenta, nell’accompagnamento degli adulti, come un “autentico ponte” per camminare con gli uomini del nostro tempo, per accogliere la fame e la sete di verità che ogni uomo porta con sé, una via che apre allo stupore e all’incontro con la bellezza del Vangelo.

*Vicepresidenti nazionali dell’Ac per il Settore adulti