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Un ricordo di Fabrizio Nicolò, uomo ed educatore di Ac impegnato con il Mlac, tragicamente scomparso per un incidente sul lavoro

Addio Fabrizio. Testimone di un’Ac che sa amare

Nella foto, Fabrizio Nicolò
Nella foto, Fabrizio Nicolò

“Un tecnico, Fabrizio Nicolò, di 50 anni, è deceduto a Locri per le lesioni subite nella caduta nel vano dell’ascensore sul quale stava effettuando lavori di manutenzione. L’incidente è avvenuto in un condominio ubicato in una zona centrale della città. Nicolò è precipitato per circa dieci metri. Il tecnico è stato portato dal personale del 118 in ospedale, dove è morto qualche ora dopo il ricovero a causa delle gravi lesioni interne che ha riportato nella caduta” (Ansa, 29 ottobre 2024).
Basta la fredda cronaca a raccontare una vita? Certamente, no. Specialmente se la vita è quella vissuta da Fabrizio Nicolò. Mentre ci uniamo alla sua famiglia nella preghiera, vi proponiamo il ricordo di chi Fabrizio lo ha conosciuto da vicino, apprezzandone i tratti di pura santità laicale.

Una vita vissuta in Azione cattolica. Amando tutti

Fabrizio ha cominciato da piccolo a frequentare l’Azione cattolica dei ragazzi nella sua parrocchia di San Demetrio a Mosorrofa, sulle colline a sud di Reggio Calabria. È cresciuto nei giovanissimi e nei giovani dell’Ac, dove ha conosciuto sua moglie Nuccia. Sono arrivati i figli, è diventato adulto, ha ricoperto tanti ruoli di servizio nell’Azione cattolica, dall’educatore Acr a membro del Consiglio parrocchiale. Ha aiutato a crescere tanti, con il suo esempio e le sue attenzioni, con la sua sempre vigile e attenta presenza e con il suo amore verso tutti. Tantissimi i ragazzi che hanno inondato i social del suo ricordo.

Fabrizio ha lavorato con costanza e abnegazione per l’abbellimento del salone parrocchiale A. Caridi, che è, nelle belle condizioni in cui si trova ora, in buona parte opera sua. È stato parte attiva del Movimento Lavoratori di Ac della diocesi di Reggio Calabria, abbracciandone subito le istanze e collaborando con idee e partecipazione allo sviluppo.

Attento ai bisogni di tutti. Ha incarnato la legalità

Sempre disponibile, sempre sorridente, attento ai bisogni di tutti. Ha contribuito a far nascere e decollare, sempre al servizio del suo paese Mosorrofa, l’associazione culturale ricreativa “Attivamente”, della quale è stato anche presidente. Si è speso tantissimo nell’impegno civico-sociale. Quando a Mosorrofa si è reso necessario costituire un comitato di quartiere per cercare di dare un futuro a questo borgo collinare e ai suoi bistrattati abitanti, spesso dimenticati dalla politica comunale centrale, non si è tirato indietro. Anzi, ne ha assunto pienamente le responsabilità divenendone il vice presidente.

Ha sempre lavorato, con dedizione, con attenzione, con amore, non si è mai risparmiato. Tornava dal suo faticoso lavoro di ascensorista e trovava sempre il tempo di andare a dare una mano in parrocchia o a chiunque ne avesse bisogno. La famiglia sempre al primo posto, ma riusciva a trovare comunque il tempo da donare agli altri.

Fabrizio ha incarnato la legalità, diceva sempre che questo nostro paese, come la nostra città, non sarebbe mai cambiato se non cresceva nel desiderio di giustizia, se non si allontanava da una distorta mentalità mafioso delinquenziale. Era un fan sfegatato del Procuratore Gratteri.

L’impegno per la sicurezza sul lavoro era un suo punto fermo

Il 29 ottobre 2024 un triste destino lo ha riportato alla Casa del Padre. Da ascensorista il suo lavoro lo svolgeva con dedizione e competenza. Sempre proteso a venire incontro alle esigenze dei clienti. Pronto a rispondere alle chiamate d’urgenza che spesso gli arrivavano anche fuori dall’orario di lavoro. Quella mattina si è alzato come tante altre mattine e si è recato a lavoro. Quante volte negli incontri del Movimento Lavoratori di Ac si è parlato di lavoro, di dignità del lavoro, di sicurezza sul posto di lavoro, ed è capitato proprio a lui. Un incidente sul posto di lavoro lo ha portato via alla sua famiglia, alla sua comunità, a tutto il paese.

Tutto il paese e tutti quelli che l’hanno conosciuto piangono, sgomenti, la sua assenza. Fabrizio ora potrà riposare accanto a Colui che ha avuto sempre con sé. Addio Fabrizio. L’Azione cattolica di Mosorrofa ha perso un instancabile animatore e un faro ma ha certamente acquisito un Santo che continuerà a vegliare, insieme alla schiera dei Santi dell’Ac, sulla sua famiglia, sulla comunità mosorrofana e su tutta l’associazione.

Caro Fabrizio, guardaci ancora e continua a sostenerci. Aiutaci a capire che basta un attimo perché tutto cambi nella vita; a comprendere che vivere pienamente la vita sempre col sorriso sulle labbra e nel cuore, come hai vissuto tu, è vivere. Aiutaci a capire che dobbiamo spenderci di più per la sicurezza sul lavoro, che dobbiamo attivare tutte le nostre forze perché la sicurezza sia concreta.
Continua a vegliare su Nuccia, Seby, Claudia, tua mamma e su tutti noi. Resterai sempre nei nostri cuori