Giovani e Msac al campo!!

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I giovani di Azione cattolica e gli studenti del Msac ancora una volta insieme. A Nardò sono arrivati da tutta Italia per il campo nazionale. Le cartoline di Luca Bortoli e dell’équipe nazionale Msac, con don Tony Drazza, Elena Poser e Gioele Anni.

Sono partiti tutti insieme: ottanta giovani responsabili di settore provenienti da tutta Italia e altrettanti msacchini. Il cammino è uno, esattamente come la meta: Emmaus. “Che stile! E camminava con loro” è il titolo del campo nazionale iniziato mercoledì 25 luglio a Nardò in pieno Salento.

“Il filo rosso di questi giorni sarà Gesù che camminava con i discepoli di Emmaus - hanno esordito introducendo il campo i vicepresidenti nazionali del settore giovani, Marco Sposito e Lisa Moni Bidin - Gesù che ci cammina accanto ogni giorno anche nel nostro impegno di educatori, nella nostra esperienza di giovani a servizio di altri giovani”.

E proprio questi giovani e i giovanissimi, destinatari della proposta educativa del settore, sono al centro dell’attenzione in questi giorni di campo. “Vogliamo interrogarci sullo stile della nostra proposta formativa - hanno detto ancora i vicepresidenti - per poter centrare sempre meglio sulla persona gli strumenti che sostengono e qualificano la nostra esperienza associativa”.

Una tappa fondamentale all’interno di un percorso più ampio in cui i giovani di Ac intendono rimettere il fuoco sui giovanissimi e sui giovani di oggi per tarare al meglio i cammini formativi. Questo rappresenta il campo di Nardò, un momento che fa il pari con il seminario sugli adolescenti del Laboratorio nazionali della formazione di fine giugno e introduce al primo convegno nazionale degli educatori, il prossimo dicembre assieme all’Acr.

Numerosi i “camminatori” ad affiancare i giovani sulla strada per Emmaus fino a lunedì 30 luglio. La lectio divina e la relazione di apertura del campo sono state affidate a don Cesare Pagazzi, docente di teologia sistematica alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, che ha trascorso coi giovani l’intera giornata di giovedì 26. A celebrare la messa delle 12 è arrivato don Domenico Beneventi, vicedirettore del servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei. Numerosi i punti di vista sui giovani e gli adolescenti si sviluppano nella tavola rotonda di venerdì 27 coordinata da Maria Grazia Vergari, responsabile del Laboratorio nazionale della formazione. Intervengono Stefano Michelini, coach di pallacanestro (già assistente nella nazionale di Ettore Messina) e spalla di Franco Lauro nelle telecronache Rai, Giorgio Bernardelli, giornalista di Mondo e missione, già ad Avvenire e coordinatore di Vino nuovo (www.vinonuovo.it). Assieme a loro intervengono Enea Scarlino, presidente diocesano dell’Ac di Ugento-Santa Maria di Leuca e Luigi Russo, psicoterapeuta e docente di psicosomatica.

Nel pomeriggio Matteo Tarantino, che insegna mass media, personal media e globalizzazione all’università cattolica di Milano, approfondirà l’influenza che i social network hanno sulle nuove generazioni. L’incontro con il musicista e regista Giovanni Panozzo di sabato 28 metterà i giovani di fronte all’arte. Nel pomeriggio la parrocchia di Alessano diventerà la cornice dell’incontro testimonianza con don Gigi Ciardo, Trifone Bello e mons. Vito Angiuli: al centro un grande testimone come don Tonino bello, sulla tomba del quale verranno celebrati i vespri. Domenica 29, dopo i laboratori tematici, verrano presentati ufficialmente i sussidi per il prossimo anno, quindi i giovani entreranno in dialogo con mons. Nicolò Anselmi, responsabile del servizio nazionale di pastorale giovanile. Mons. Domenico Caliardo, vescovo di Nardò-Gallipoli, celebrerà la messa delle 19.30, quindi la delegazione regionale offrirà una cena in pieno stile pugliese.

Il campo si chiuderà lunedì 30 luglio, il cammino verso Emmaus continua invece nelle singole diocesi, nel segno di un discernimento che fa crescere i singoli e l’associazione, avvicinandola sempre più alla vita delle dei giovani.

(Luca Bortoli)

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La vita di un giovane o di un giovanissimo è spesso in bilico su una “linea sottile”; essere se stessi o accettare le mode del tempo, sognare o accontentarsi, dare testimonianza o nascondersi. Con questo spirito il MSAC si è ritrovato a Nardò per il campo nazionale 2012, dal titolo appunto “La linea sottile”. “Da che parte vuoi stare” è la riflessione che accompagna questi giorni di campo: la parte da cui vogliamo stare è quella di Gesù, Dio vero che ci chiama a vivere da cristiani autentici nei luoghi che abitiamo ogni giorno; ma una scelta così decisiva va rimotivata giorno dopo giorno, prendendo consapevolezza delle difficoltà che troviamo nell’abitare le soglie della nostra quotidianità e impegnandoci con fede e costanza a rimanere nel sentiero che Dio ha disegnato per noi.

Questo campo arriva dopo un anno ricco di eventi vissuti insieme ai circoli di tutta Italia. A ormai un anno dal Congresso, è bello pensare a quel bambino che misurava la sua altezza sul muro nel manifesto e che piano piano sta crescendo. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle il cambio del Ministro a viale Trastevere, abbiamo visto come è cambiato il clima, abbiamo dialogato con le altre associazioni studentesche in un modo che mai avevamo fatto prima. Siamo scesi in piazza per Melissa, perché temevamo un’altra Capaci. Abbiamo dimostrato di credere in una scuola e in un Paese migliore.

Per quanto riguarda il tema del campo, associativamente stiamo entrando nell’anno dell’accoglienza. Il nostro presupposto di partenza è che, se è facile aprire la porta a chi ci sta bussando e chiedendo di entrare, forse è più complicato dimostrarsi accoglienti nei confronti di chi abita i nostri cortili, i nostri quartieri, le nostre scuole, le nostre città e di cui non ci curiamo troppo. Il fatto è che l’accoglienza non si fa solo nei confronti di chi è predisposto ad essere accolto, ma è ancora più significata se rivolta a chi non si aspetta niente da noi e forse ci schiva pure. Certo l’impegno è tanto, serve costanza, coerenza, determinazione, compassione (nel senso di riuscire ad entrare in sintonia con l’altro per coglierne e condividere i sentimenti).

Ecco che allora quest’anno abbiamo scelto di stare sulla “linea sottile”, di stare nei luoghi di frontiera, dove l’accoglienza non è scontata, sulle soglie che viviamo ogni giorno (partendo da quelle interiori nostre, perché siamo giovani e dobbiamo ancora scoprirci, trovare i nostri limiti, provare a superarli oppure ad accettarli). La scuola senza dubbio è la nostra più grande soglia, è la soglia maestra, che tutti affrontiamo o abbiamo affrontato. Quello che vorremmo sottolineare ancora una volta in questo campo è la grande sfida che il MSAC, con l’Azione Cattolica tutta e in comunione con la Chiesa, porta avanti da più di cent’anni. Si tratta di una sfida educativa, culturale, partecipativa di tanti giovanissimi per i giovanissimi. E sta proprio nel rapporto educativo che si instaura fra compagno e compagno la vera sfida: viene infatti sovvertito il rapporto verticale (adulto/ragazzo) in favore di quello orizzontale.

Dopo un momento di deserto, poiché la cosa che più ci può aiutare ad abitare le soglie e i luoghi di frontiera “CON STILE”, con lo stile msacchino, è avere una solida vita spirituale, ci dedichiamo alla verifica della vita nei circoli, ora che le nuove équipe hanno oltre un anno di rodaggio alle spalle. Vorremo poi prendere consapevolezza del fatto che non siamo i soli ad abitare le soglie e le frontiere. Con noi ci sono gli altri: singoli o pure loro in gruppo. ecco perché ci confronteremo con chi come noi msacchini si impegna all’interno delle scuole. o come rappresentante di consulta o in altre associazioni studentesche.

Con padre Occhetta, gesuita, giornalista, scrittore di Civiltà Cattolica, avremo un confronto sulla situazione della politica e sulla partecipazione. Dopotutto siamo quasi alla vigilia delle elezioni del 2013, in questo clima di incertezza, e a dominare è ancora il disinteresse, la disaffezione e la disillusione. con padre occhetta vorremmo capire come e se è possibile abbattere la frontiera dell’indifferenza.

Ci confronteremo poi con don Maurizio Viviani, direttore della Pastorale Scolastica, sugli orientamenti pastorali per il decennio che i vescovi hanno scelto di dedicare al tema dell’educazione. Incontreremo anche Pietro Fantozzi, per parlare di multiculturalità e interculturalità. La frontiera in questo caso è quella geografica e culturale. Le nostre scuole sono sempre più colorate ed eterogenee e noi siamo sempre più spaventati dal “diverso”. Ma penseremo anche alla promozione del movimento: dopotutto per fare accoglienza c’è bisogno di persone da accogliere E allora vorremmo capire come attirare queste persone sulla soglia, come stuzzicarle, quali strategie promozionali mettere in atto (senza svendersi chiaramente), questo innanzitutto per la promozione degli eventi e degli incontri che ordinariamente sono organizzati dai circoli e che sono la vera anima del movimento, il cuore pulsante e poi anche in occasione degli eventi straordinari… come nel caso dell’anno prossimo, dell’Aprile 2013. Possiamo infatti annunciare ufficialmente che la SFS si svolgerà il 19-20-21 Aprile 2013 a Fiuggi.

Confidiamo in questi sei giorni di avere dei confronti schietti e sinceri, di conoscerci, di parlare e sognare insieme. A tutti, buon campo!

(Elena, Gioele, don Tony e l’équipe nazionale MSAC)