Comunità Europea, un’orchestra che segue uno spartito comune

Qual è il modo migliore per festeggiare la Giornata dell’Europa durante una pandemia? È questa la domanda che si sono posti 1360 artisti nel 2021.

Magnifica e piena di emozioni, è così che vogliamo descrivere la performance che ha unito artisti da più di 40 paesi in un periodo storico in cui l’incontro era un’eccezione: battendo ogni record mondiale, insieme hanno formato la più grande esibizione musicale online, nella quale hanno suonato l’Inno alla Gioia di Beethoven, l’inno Ufficiale dell’Unione Europea, per celebrare quelle 12 stelle della nostra bandiera che rappresentano l’identità e l’unità culturale europea.

Il 9 maggio, infatti, è la data istituita per ricordare la Dichiarazione Schuman, pronunciata nel 1950 dall’omonimo Ministro degli esteri francese, uno dei 3 padri fondatori dell’Unione. Questo discorso poneva le basi per la rinascita dell’Europa, intesa come comunità economica finalizzata a lavorare armonicamente per un futuro pacifico e prospero.

La Festa dell’Europa è, quindi, un’opportunità per riscoprirsi comunità unita e  salda. In particolare, quest’anno noi cittadini di tutta l’Unione Europea dobbiamo sentirci chiamati a dimostrare questo senso di fratellanza attraverso l’accoglienza di donne, bambini e uomini che stanno vivendo una drammatica guerra.  

Da circa tre mesi, infatti, viviamo in un’Europa incerta ma accogliente allo stesso tempo, che guarda attentamente alla guerra in Ucraina e che non si è fatta trovare impreparata. Enti, associazioni e singoli in questo tempo hanno attivato numerosi servizi e aiuti finalizzati a soddisfare i bisogni urgenti di coloro che sono stati costretti a lasciare le proprie case e i propri familiari. Ci siamo trovati a rivivere il clima di uno dei periodi più bui della nostra storia e per questo lo spirito solidale è stato capace di superare ogni forma di egoismo. Rivivere quel tempo passato, anche solo da spettatori, ci conferma come la pace sia un obiettivo faticoso da raggiungere, che richiede tanto impegno da parte di tutte le parti. La difficoltà di armonizzare tante voci è però stimolata da quel prezioso e grande fine che ci muove e che è la pace stessa.

L’Unione Europea crede nella pace e si radica in essa, mentre definisce la guerra come uno strumento totalmente da condannare, e noi, come cittadini, lo abbiamo confermato a gran voce. Tantissimi sono state le proteste, le manifestazioni e gli eventi, ma anche i momenti di silenzio e di preghiera organizzati in tanti Stati, a partire dal più piccolo paesino del sud Italia sino alla più grande città centroeuropea, con l’unico scopo di esporci e dichiarare che la guerra non fa parte del nostro spartito.

Come giovani siamo in prima fila per rivendicare la pace e ci viene riconosciuto questo impegno. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, crede fermamente nella forza della famiglia europea e soprattutto crede nei giovani europei. “Voglio un’Europa per i giovani. E voglio un’Europa dei giovani, quindi parlate, l’Europa vi ascolterà”, ha dichiarato durante la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2021/22 dell’Università Cattolica di Milano

Con queste parole ci sprona a essere protagonisti del nostro tempo, ci chiama a non tirarci indietro di fronte alle questioni dell’oggi e del domani e ripone in noi tutte le speranze dell’Europa futura.

Il 2022 è stato definito “l’Anno europeo dei giovani”: la Commissione Europea sta puntando i riflettori su di noi e come studenti, msacchini e msacchine, non possiamo che  esprimere ad alta voce la nostra idea, discutere delle sfide che fronteggiamo e progettare un futuro migliore per l’Europa, per un’Europa di tutti e per tutti.

Quegli oltre 1300 musicisti ci ricordano che, solamente accordati come una vera e propria orchestra e raccolti dal senso di solidarietà, possiamo mantenere vivo e florido il progetto europeo. Ragionare in un’ottica di comunità non può che aiutarci a perseguire la pace e a lavorare per un futuro prospero e sostenibile, europeo ma anche mondiale.

Autore articolo

Davide Colombini